Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 16/2017

20 aprile 2017

Il Prater: la più antica e famosa birreria di Berlino!

Il Prater: la più antica e famosa birreria di Berlino!


 

Situata nel quartiere Prenzlauer Berg, immediatamente a nord del centro cittadino, esattamente all’indirizzo Kastanienallee 7 – 9, il Prater è la birreria più antica e tipica di Berlino. Si tratta di un locale inserito in quartiere particolarmente amato dai giovani, che ha visto nascere a partire dagli anni ’60 diverse sottoculture giovanili. Fino alla fine del ventesimo secolo conosciuta come la “collina dei mulini a vento”, proprio per la presenza di innumerevoli mulini nella zona.

Una birreria storica, con quasi due secoli di vita, sorta nel 1837.  Non c’è abbastanza chiarezza sulle origini. Un certo Porath, inizia a servire della birra in una “baracca” situata in un viale con alberi di castagno, circondato da entrambi i lati da erba e erbacee. A questo si deve il nome Prater.

.

 

.

Nel 1852 la famiglia Kalbo acquista l’area e nel 1867 presenta una richiesta per rappresentazioni artistiche, forme di intrattenimento, festeggiamenti. Due anni dopo ottiene la licenza, nonostante le leggi molto rigide e conservatrici del governo Prussiano. Anni dopo il Prater viene acquistato da un birrificio delle vicinanze, il Pfefferberg, comunque i Kalbo rimangono i direttori artistici fino al 1923. Al Prater, nonostante il controllo esercitato sulla città da Bismarck (attraverso le leggi contro socialisti/operai/artisti) si svolgono diverse iniziative culturali, manifestazioni artistiche, riunioni politiche. La prima riunione politica registrata è la festa per celebrare l’Associazione dei Lavoratori Tedeschi. Contro le leggi di Bismarck i proletari costituiscono delle associazioni di copertura (canto, sport). Dal 1891 diventa un luogo centrale per i festeggiamenti del 1 Maggio. Il divertimento non politico però ha la prevalenza: commedie musicali, spettacoli di burattini, burlesque e pantomime, con un pubblico variegato: funzionari pubblici, commercianti, camerieri, operai, soldati.
Tra le due guerre mondiali l’area subisce forti cambiamenti, la costruzione di edifici residenziali viene completata. I film diventano l’attrazione principale del Prater, anche se ci sono molti meno soldi da spendere da parte del pubblico, inoltre la generazione più giovane preferisce i bar e i cabaret del centro città.
Il Prater non viene distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. L’amministrazione sovietica ordina l’apertura di un’industria culturale e ballerini affamati e clown iniziano ad esibirsi già dall’estate del ’45. Negli anni della Repubblica Democratica Tedesca (DDR), il giardino sviluppa la propria vita dinamica: da centro per l’esibizione di molti artisti locali a luogo per manifestazioni sportive e ricreative (pugilato, ballo).
Le politiche e lo stile di vita conseguenti alla caduta del muro, sembrano segnare in un certo senso la fine del Prater, ci vogliono diversi anni e dei lavori di restauro per riportare il Prater in piena attività. Nel 1996 si tiene la grande festa per la riapertura del Prater.
Nel libro sulla storia del Prater di Thilo Zantke, si legge che è sopravvissuto nel corso degli anni proprio per le varie sfaccettature: pub, ristorante di campagna, teatro popolare, giardino, sala da ballo, luogo per incontri politici e manifestazioni sportive.

Oggi il Prater è un luogo affascinante e pieno di storia, fortunatamente nella primavera del 2011 ho avuto modo di visitarlo.

.

.

.

Si tratta di una birreria atipica, multifunzionale: una sala interna in legno (“ristorante”), un giardino esterno (i famosi “biergarten” tedeschi), spazi per spettacoli teatrali, area giochi per bambini.
Un bellissimo insieme, personalmente penso che la parte più piacevole sia il biergarten. Aperto da aprile a settembre. E’ nel giardino esterno infatti, sotto i grandi alberi di castagno, che si crea quella situazione di leggerezza e spensieratezza; dove ti ritrovi a bere una birra affianco al cittadino berlinese, al turista, a chi si trova in città di passaggio, a una ragazza che ti sorride. Insomma, una bellissima atmosfera di convivialità. Azzeccata anche la scelta del servizio self-service, crea nell’ambiente un senso di maggiore libertà.

Per quanto concerne le birre, alla spina si possono trovare: Prater Pils (birra della casa), Prater Schwarzbier (lager scura), Maisel’s Weisse Heffeweissbier (birra di frumento non filtrata), Radler (Pils con limonata). In bottiglia: da segnalare soprattutto la presenza della Berliner Weisse mit Schuß  (la birra di frumento di Berlino con sciroppo).

.

.

 

L’offerta gastronomica è semplice ma deliziosa, meritano di essere assaggiati: la salsiccia tipica delle cucina tedesca (Bratwurst alla griglia) e la crema di formaggio con Brezel (pane molto popolare tra le popolazioni di lingua tedesca).
Nel ristorante vengono serviti piatti classici (uova in salsa di senape accompagnati da purè, polpette in salsa di capperi, cotolette di vitello) e stagionali (asparagi, funghi, oca arrosto). Come birre alla spina si possono degustare: Prater Pils (birra della casa), Schwarzbier (lager scura), birra stagionale e le varie Pils (con Fanta, Alster; con Sprite, Radler; con Cola, Diesel; con Faßb rause, Potsdamer). In bottiglia sempre presente la Berliner Weiss verde/rossa (la birra di frumento di Berlino con sciroppo).

Ecco come raggiungere il Prater: con la metropolitana U2 si arriva scendendo a Eberswalderstrasse, sei minuti a piedi dalla fermata. In bici, con possibilità di noleggio in diverse zone, dal Fat Tire Bike Tours di Alexanderplatz al Prater (2,7 km, 10 minuti)

Dario Mameli
Info autore

Dario Mameli

Nato a Cagliari e cresciuto a Monserrato, cittadina dell’hinterland dove attualmente risiede.
La passione per la birra, la letteratura, i viaggi e la cucina lo hanno portato a scrivere per “il giornale della birra”.
Quest’anno ha acquisito un diploma di specializzazione come Tecnico birraio (docente del corso il birraio Marco Maietta) e ha svolto un tirocinio formativo di tre mesi presso il Birrificio di Cagliari (tutor il birraio Marco Secchi).
I più fortunati hanno potuto degustare la sua prima produzione casalinga, primo passo che gli ha consentito di affacciarsi al mondo dell’homebrewing. Si è classificato terzo al “Primo Concorso Homebrewers Alghero, Birralguer Sardinian Craft Beer” nella cetegoria metodo kit, presentando una Premium Lager Mountmellick Style Irlandais con aggiunta di luppolo Saaz.
Considera la birra la bevanda degli sportivi, tanto che dopo partite, allenamenti di pallavolo e arrampicata sportiva, non si fa mancare qualche birretta per reintegrare la quota di sali minerali e di energie spese.
L’ambiente dell’associazionismo è sempre rientrato nei suoi interessi principali. Ad oggi fa parte di diverse associazioni culturali, sportive, ecologiste.
Amante della natura e delle attività all’aperto (sportive e/o ricreative). La natura è stata epicentro della sua formazione scolastica e universitaria: diploma come tecnico agronomo, laurea in scienze ambientali e naturali e in gestione dell’ambiente e del territorio, iscrizione all’albo regionale delle guide ambientali escursionistiche.
Non solo birra, da tantissimi anni vendemmiatore nell’azienda vinicola di famiglia.