Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 51/2017

21 dicembre 2017

Un giro per Praga e una bevuta da U Fleků

Un giro per Praga e una bevuta da U Fleků


 

“Piccola, misteriosa e decadente”

Così viene descritta Praga in una canzone degli Offlaga Disco Pax e così appare ai miei occhi, passeggiando per le sue vie e piazze come un flâneur, osservandola dall’alto della torre dell’Orologio Astronomico e ascoltando le sue musiche grazie ai numerosi artisti di strada che riempiono la città.

 

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Girovagando per la Citta Vecchia (Staré Město) cattura l’attenzione un edificio, sulla cui facciata, sopra la porta d’ingresso, c’è un antico orologio. E’ il simbolo di U Fleků, il più antico birrificio/birreria di Praga e dell’Europa Centrale, dove la birra viene prodotta e servita da oltre cinquecento anni.
La prima menzione scritta di questo locale risale al 1499, ad opera del mastro birraio Vít Skřemenec. Nazionalizzato dopo la Seconda guerra mondiale (epoca Socialista), in seguito alla Rivoluzione di velluto è passato nuovamente ad una gestione privata.

Oggi la birreria è costituita da un giardino esterno e da otto sale interne (per un totale di 1200 posti), dove i clienti posso accomodarsi, condividere i lunghi tavoli di legno e spesso nelle loro bevute essere accompagnati dalle musiche piacevoli degli artisti di strada.

 

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Nel locale viene servita solamente la birra prodotta dal birrificio, chiamata Flekovsky Tmavy Lezák 13°. Viene servita unicamente all’interno della birreria, direttamente dai serbatoi di maturazione in dei boccali da 40 cl. Prodotta interamente con materie prime provenienti dalle zone limitrofe (quattro diversi tipi di malto e due varietà di luppolo) e secondo una ricetta del 1500 che non subisce variazioni dal 1843. Si tratta di una lager scura, dal color tonaca di frate e con una copiosa e persistente schiuma nocciola. Al naso si percepiscono principalmente sentori maltati e torrefatti con un lieve accenno luppolato. Il gusto risulta essere maltato, pieno e rotondo con leggere note torrefatte conferite dall’utilizzo del malto chocolate. La carbonatazione bassa e il basso grado alcolico (5%) la rendono una birra particolarmente beverina e dissetante. E’ possibile accompagnare questa birra con i migliori piatti della tradizione locale, tra cui l’immancabile gulasch.

 

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L’impianto di produzione, rigorosamente in rame, risale alla fine del 1800 ed è costruito appositamente per lavorare in decozione, come vuole la tradizione birraria del luogo. Il mosto viene fatto raffreddare e riposare in delle vasche aperte fino a quando raggiunge i 50 °C circa, una volta raggiunta questa temperatura viene trasferito nei tini di fermentazione in cui viene inoculato il lievito.

Nella struttura è possibile visitare anche un museo, nel quale sono spiegati i processi produttivi della birra attraverso i secoli e sono esposti i macchinari originali. Nella Sala del Rinascimento dove il malto veniva messo ad essiccare, con il fumo proveniente dal legno bruciato, ancora oggi si respira un aroma speciale. Per i collezionisti di boccali vi è uno piccolo spazio apposito per l’acquisto.

 

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Una curiosità per gli amanti del calcio: l’Hajduk Spalato, una delle squadra croate più conosciute, fu fondato nel 1911 nelle birreria da studenti di Spalato che studiavano a Praga.

Dario Mameli
Info autore

Dario Mameli

Nato a Cagliari e cresciuto a Monserrato, cittadina dell’hinterland dove attualmente risiede.
La passione per la birra, la letteratura, i viaggi e la cucina lo hanno portato a scrivere per “il giornale della birra”.
Quest’anno ha acquisito un diploma di specializzazione come Tecnico birraio (docente del corso il birraio Marco Maietta) e ha svolto un tirocinio formativo di tre mesi presso il Birrificio di Cagliari (tutor il birraio Marco Secchi).
I più fortunati hanno potuto degustare la sua prima produzione casalinga, primo passo che gli ha consentito di affacciarsi al mondo dell’homebrewing. Si è classificato terzo al “Primo Concorso Homebrewers Alghero, Birralguer Sardinian Craft Beer Festival” nella cetegoria metodo kit, presentando una Premium Lager Mountmellick Irish Style con aggiunta di luppolo Saaz.
Considera la birra la bevanda degli sportivi, tanto che dopo partite, allenamenti di pallavolo e arrampicata sportiva, non si fa mancare qualche birretta per reintegrare la quota di sali minerali e di energie spese.
L’ambiente dell’associazionismo è sempre rientrato nei suoi interessi principali. Ad oggi fa parte di diverse associazioni culturali, sportive, ecologiste.
Amante della natura e delle attività all’aperto (sportive e/o ricreative). La natura è stata epicentro della sua formazione scolastica e universitaria: diploma come tecnico agronomo, laurea in scienze ambientali e naturali e in gestione dell’ambiente e del territorio, iscrizione all’albo regionale delle guide ambientali escursionistiche.
Non solo birra, da tantissimi anni vendemmiatore nell’azienda vinicola di famiglia.