Numero 37/2023

16 Settembre 2023

Brauerei Unertl: dal 1929 Fabbrica di birra dell’Alta Baviera

Brauerei Unertl: dal 1929 Fabbrica di birra dell’Alta Baviera

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Tratto da La birra nel mondo, Volume IV, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Mühldorf a. Inn/Germania
Fabbrica di birra dell’Alta Baviera fondata nel 1929 da Philomena e Alois Unertl (quest’ultimo, birraio alla Paulaner prima della grande guerra). Nello stesso anno fu scavato un pozzo artesiano profondo 100 metri (completamente rinnovato nel 2000) dal quale l’acqua, ad alto contenuto energetico, arriva in superficie spontaneamente per la pressione da essa stessa esercitata. Le origini di questa attività risalgono però al 1898, allorché Franz Schissl aprì un pub-birrificio che oggi, accanto alla fabbrica, è un noto ristorante e un’apprezzata Gasthaus.
Nel 1948 Alois Unertl jr., un figlio dei fondatori, si staccò dall’azienda familiare per fondare la Unertl Weißbier a Haag, nello stesso distretto.
Società in accomandita dal 1994, la ditta è oggi nelle mani della quinta generazione degli Unertl. Chiaramente si sono succeduti costanti investimenti in nuove tecnologie e logistica; ma la produzione artigianale non è stata affatto intaccata.
Dal 2001 la Unertl è una fabbrica certificata dalla Bioland. Dal 1930 invece partecipa alla Mühldorfer Volksfest, una delle più importanti manifestazioni della regione, nella quale la sua tenda, con una particolare struttura in legno e addobbi di valore, può ospitare fin a 2300 persone.
L’azienda è specializzata nelle acidule e fruttate weissbier tradizionali. Nel 1995 fu meritatamente premiata dalla rivista Der Feinschmecker come The Best ofthe Best (“La migliore tra le migliori”) nell’ambito dei produttori bavaresi di weizen. Si tratta in effetti di birre con una caratterizzazione particolare. Meno gassate e sostenute dal malto ma più scure rispetto a quelle di Monaco, riflettono con maggior fedeltà i prodotti del passato, esaltandosi per l’intenso aroma fruttato e il fragrante sapore di cereale.
La produzione annua supera i 14 mila ettolitri. Vengono impiegati solo luppolo Hallertau e malti d’orzo e di frumento bavaresi. La decozione dell’infuso di malto è una sola. Il processo di fermentazione avviene all’aperto.

Unertl Mühldorfer Weissbier, hefe weizen di colore ambrato, quasi rossastro, e dall’aspetto torbido (g.a. 5%). Non viene definita dunkel weizen, ma è abbastanza scura da potersi posizionare a metà strada con la hefe weizen. Classica nel suo stile, è la birra che viene principalmente prodotta fin dal 1929. Con una carbonazione piuttosto forte, la schiuma, tra bianco sporco e beige, sgorga enorme, minuta, densa quasi cremosa, di pregevole tenuta e allacciatura. L’aroma si effonde con la complessità dei profumi dolci (malti caramellati, pesca, grano, banana, mela, pane tostato, lievito fresco), intessuti di indizi floreali, di acidità citrica, chiodi di garofano. Il corpo medio ha una consistenza leggermente acquosa. Il gusto, esuberante di cereali, aspro, secco, pastoso, scorre in una vivace effervescenza, stemperato, nella seconda parte della corsa regolare, da note fruttate (in evidenza, quella tipica di banana, se la bevanda è fresca). Il finale, dolce e acidulo, fruttato e delicatamente speziato, si rivela un buon trampolino di lancio per le suggestioni retrolfattive di banana, lievito, malto tostato. Nel Biergarten della casa è servita con pane e Griebenschmalz (strutto insaporito con spezie).
Stagionali
Unertl Leichtes Weisse (Muhldorf), light hefe weisse di colore oro chiaro e dall’aspetto nebuloso (g.a. 3,2%). L’aggiunta di Muhldorf serve a distinguerla dall’omonima birra della Unertl Weissbier di Haag. È più chiara e più vicina alla maggior parte delle birre di frumento standard. Sebbene invece abbia un carattere più delicato rispetto agli altri prodotti della casa, è di sicuro al di sopra della media rispetto alle altre weissbier ipocaloriche. La sua produzione ebbe inizio nel 1989. È la birra ideale per l’estate, leggera ma con tutto il gusto della weizen normale. La carbonazione ha una media intensità; la schiuma bianca, non tanta abbondanza, però finezza, cremosità, tenuta. L’aroma si apre con discrezione e continuità, fresco e pulito, a base di lievito, banana, pane bianco, grano, malto di frumento, e qualche blando spiffero di coriandolo, chiodi di garofano, luppolo speziato. Il corpo leggero dispone di una tessitura molto acquosa. Anche il gusto, armonioso e vivace, maltato e fruttato, erbaceo e dolce di mais, risente abbastanza le spezie e, assumendo una consistenza ruvida, volge verso un finale parecchio secco che lascia nel retrolfatto una suggestione asprigna.

Unertl Gourmet Weisse, dunkel weizen di colore marrone scuro con venature ambrate e dall’aspetto torbido (g.a. 5,5%); offerta solo per le festività natalizie. La carbonazione è decisa; la schiuma cachi, enorme, sottile, compatta, cremosa, tenace. L’aroma tostato è pieno di lievito, cui fanno da pendant caramello, mela, albicocca, mou, banana matura e, più in secondo piano, erba, terra, chiodi di garofano. Il corpo medio tende decisamente al leggero, in una consistenza abbastanza acquosa. Il gusto si rivela ben bilanciato tra la dolcezza caramellata e il lieve amarore del luppolo e delle erbe, lo speziato del coriandolo e l’acidità delle bacche rosse. Con la sua lunga secchezza, il finale schiude le porte a un piacevole retrolfatto le cui sensazioni richiamano la crostata di frutta e i chiodi di garofano.
Il vanto della birreria è però:
Unertl Bio Dinkel Weisse, speciality grain di colore ambrato scuro tendente al rame e dall’aspetto torbido (g.a. 5,2%); completamente biologica. È un prodotto di vecchia tradizione tedesca, oggi piuttosto raro a causa dell’elevato costo della spelta, uno dei grani considerati antichi. Viene infatti elaborata con malto di frumento, malto e spelta; nonché con acqua purissima. Dedicata alla fondatrice del birrificio, Philomena Unertl, vide la luce nel 2013. Il suo gusto, molto più delicato rispetto alla normale weissbier, riscuote particolare apprezzamento presso le donne. Con una morbida effervescenza, la schiuma ecru sbocca a grana molto fine, non così generosa, ma densa e stabile. Il bouquet olfattivo si basa prevalentemente su malto, pane, lievito, chewing-gum; un po’ più sottotono quindi, esalano odori floreali, erbacei e agrumati, alquanto alla rinfusa, benché freschi e puliti. Il corpo medio tende al leggero, in una consistenza sufficientemente acquosa. Nel gusto si esalta invece la delicatezza della spelta, tra le note di caramello, banana, bubblegum, prugne mature, con una punta di acidità conferita dal grano e un tocco piccantino da lievito; mentre l’amaro è a malapena percettibile. Nel finale si avverte maggiormente la banana, unitamente a qualche reminiscenza vegetale. Impressioni spiccatamente fruttate rammentano, nel retrolfatto, l’utilizzo prezioso della spelta.
L’azienda produce anche un ottimo distillato di birra, Bio-Dinkel Weissbier-Brand (g.a. 43%).

 

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Antonio Mennella
Info autore

Antonio Mennella

Sono nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e oggi risiedo a Livorno.
Laureato in giurisprudenza, sono stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza, Livorno, Pisa, Prato.
 
La scrittura è sempre stata una delle mie passioni, che è sfociata in numerose pubblicazioni di vario genere, alcune specificatamente dedicate alla birra. Gli articoli riportati sul Giornale della Birra sono tratti da La birra nel mondo, in quattro volumi, edita da Meligrana.

Pubblicazioni: 
Confessioni di un figlio dell’uomo – romanzo – 1975
San Valentino – poemetto classico – 1975
Gea – romanzo – 1980
Il fratello del ministro – commedia – 1980
Don Fabrizio Gerbino – dramma – 1980
Umane inquietudini – poesie classiche e moderne – 1982
Gigi il Testone – romanzo per ragazzi – 1982
Il figlioccio – commedia – 1982
Memoriale di uno psicopatico sessuale – romanzo per adulti – 1983
La famiglia Limone, commedia – 1983
Gli anemoni di primavera – dramma – 1983
Giocatore d’azzardo – commedia – 1984
Fiordaliso – dramma – 1984
Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana – 1989
L’Italia oggi – pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti – 2012
Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana – in due volumi – 2014
I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri – 2014
I nomi comuni derivati da nomi propri – 2015
 
Pubblicazioni dedicate alla BIRRA:
La birra, 2010
Guida alla birra, 2011
Conoscere la birra, 2013
Il mondo della birra, 2016
 
La birra nel mondo, Volume I, A-B – 2016
La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018
La birra nel mondo, Volume III, L-Q – 2019
La birra nel mondo, Volume IV, R-T – 2020
 La birra nel mondo, Volume V, U-Z– 2021
Ho collaborato, inoltre, a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull’origine e la produzione della birra nel mondo.