Numero 21/2017

23 Maggio 2017

Birrovagare: la nuova frontiera per il turismo italiano

Birrovagare: la nuova frontiera per il turismo italiano

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La birra al centro del turismo eno-zytho gastronomico internazionale: questo il tema di un interessantissimo convegno che si è tenuto al BIT di Milano il 3 aprile scorso.
I dati sono risultanti da una ricerca condotta dalla World Food Travel Association, curata per l’Italia dalla prof.ssa Roberta Garibaldi, responsabile del Tourism Lab dell’Università di Bergamo, ed hanno dell’incredibile: il 24% dei turisti intervistati si dichiara un turista della birra.

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(fonte: robertagaribaldi.it)

Il 16% degli intervistati ha mostrato inoltre curiosità verso i festival della birra, il 14% verso le visite guidate ai birrifici locali.
L’interesse nei confronti della birra è indice e conseguenza di un accresciuto interesse verso questa bevanda, in particolar modo verso le produzioni artigianali, sempre più apprezzate dal pubblico. Negli Stati Uniti la vendita di birre artigianali è cresciuta del 16% dal 2015; in Europa, sono 5.845 i micro-birrifici al 2015, numero in sensibile crescita rispetto al 2010 (dati The Brewers of Europe, 2016); l’Italia è il quinto Paese in Europa per numero di micro-birrifici, dopo Regno Unito, Germania, Francia e Svizzera.

L’intervento della prof.ssa Roberta Garibaldi, coordinatrice della ricerca, si è concentrato sull’importanza di un’offerta adeguata alla domanda, che possa soddisfare le esigenze dei consumatori: degustare, visitare birrifici e alloggiare in hotel a tema birrario sono solo alcune delle esperienze che i turisti vorrebbero provare, e sono proprio i birrifici artigianali quelli che calamitano l’interesse di un numero sempre maggiore di persone.

Fra i relatori ospiti del convegno Gianriccardo Corbo, presidente di Movimento Birrario Italiano, il quale ha affermato che in Italia il panorama brassicolo vanta ben 674 siti produttivi, di cui 529 microbirrifici e 145 brewpub: un patrimonio di aziende con un enorme potenziale tutto ancora da esprimere per quello che riguarda l’offerta turistica italiana.

Paolo Martini, giornalista ed autore del libro A tutta birra, durante il suo intervento ha analizzato le eccellenze artigianali birrarie e ipotizzato la declinazione di alcuni itinerari a tema per i turisti in Italia, in grado di coinvolgere in modo esperienziale il turista.

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Anche Eugenio Signoroni, curatore di Guida alle Birre d’Italia e Guida alle Osterie d’Italia di Slow Food Editore, ha raccontato come il turismo birrario sia un settore in sempre più forte crescita e di come possa rappresentare un’importante risorsa non solo per il futuro della birra, ma della promozione dei territori. Località meravigliose possono valorizzarsi turisticamente promuovendo i microbirrifici, e percorsi innovativi possono crearsi legando l’esperienza birra ad esempio ai formaggi che la utilizzano nel processo produttivo

Una testimonianza preziosa è arrivata infine dalle Fiandre, che poggiano la propria strategia di marketing turistico in modo forte su questo elemento, grazie a birre di qualità, monasteri trappisti e il recente inserimento della cultura della birra belga nell’elenco dei beni Patrimonio immateriale dell’Unesco. Afferma Giovanna Sainaghi, direttore di VisitFlanders – Ente del Turismo delle Fiandre, che il Belgio ha messo la birra tra i pilastri della sua strategia di marketing internazionale con diversi strumenti e proposte integrate, affinché l’esperienza della birra belga sia non solo possibile e indimenticabile, ma soprattutto completa.

A questo link potrete trovare i testi integrali degli interventi, per avere una più chiara panoramica delle tematiche trattate in questo che si preannuncia come il primo di una lunga serie di appuntamenti organizzati sul tema del Birrovagare, ovvero viaggiare in cerca di birre di qualità, diventato ormai un vero e proprio trend da cavalcare capace di unire il piacere di una buona bevuta alla bellezza del viaggio.
Tema da cui un paese ad altissima vocazione turistica come il nostro non può assolutamente essere escluso, in virtù da un lato dell’eccellente proposta brassicola venuta a formarsi in questi ultimi anni, e dall’altro dell’impareggiabile offerta culturale in grado di offrire da sempre a turisti provenienti da ogni angolo del mondo.

 

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