Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
26 gennaio 2015

Birra al Riso Venere: gustosa ed afrodisiaca!

Birra al Riso Venere: gustosa ed afrodisiaca!

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Il Riso Venere è un riso integrale dal colore viola scuro, quasi nero, la cui colorazione è dovuta ad una naturale concentrazione di pigmenti antiossidanti di cui è particolarmente ricco il pericarpo, ovvero la superficie esterna del chicco.
Il suo nome, dedicato alla Dea dell’Amore, deriva dal fatto che nell’antica Cina veniva considerato altamente afrodisiaco.

Chi volesse cimentarsi in una produzione domestica di tale tipologia di birra correrà il rischio di incappare in qualche difficoltà in più rispetto ad una normale birrificazione, ma anche chi ha solo qualche cotta di esperienza alle spalle riuscirà ad ottere un buon prodotto.

Per realizzare la versione più semplice, quindi adatta anche ai neofiti dell’homebrewing, è possibile impiegare estratto di malto o estratto di malto luppolato. I più esperti possono ricorrere alla tecnica all-grain. In ogni caso, la fase di preparazione del riso è sempre la medesima.

 

 

 

Le dosi di riso Venere da utilizzare sono di 3 Kg per la classica cotta da circa 20 L.
Prima di procedere alla cotta vera e propria è necessario trattare il riso: ponete il riso in una pentola (possibilmente pentola a pressione)  con circa 5 litri di acqua e cuocetelo per almeno un’ora (è possibile anche suddividere la preparazione in più cicli, in modo da preparare la quantità di riso necessaria anche con l’uso di pentole a pressione di normali dimensioni).
A cottura avvenuta lasciate raffreddare il riso fino alla temperatura di 30°C circa, quindi  con l’aiuto di un canovaccio ed uno scolapasta procedete a strizzare il riso, recuperando tutta l’acqua di cottura. Se avete a disposizione un piccolo sistema di pressatura (come ad esempio un piccolo torchio), potete migliorare  il processo, attenzione però a non eccedere nella estrazione di amidi complessi a seguito di un’eccessiva compressione dei chicchi.

 

 

 

 

Dopodiché sarà sufficiente addizionare il liquido estratto dal riso al mosto a fine cotta, quindi effettuare l’aggiunta del lievito.
Un consiglio, soprattutto qualora si impieghino maggiori quantità di riso rispetto a quelle indicate è di limitare l’uso di luppoli amari (da Enciclopedia della Birra): infatti, è molto probabile l’apporto di tannini astringenti  ed è necessario evitare sensazioni amaricanti eccessive.

Ai lettori appassionati di homebrewing non rimane che sperimentare questi consigli e, perché no, inviarci qualche feedback in merito ai risultati ottenuti!

Redazione Giornale della Birra
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