Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 19/2018

9 maggio 2018

Agricolo e Ecosostenibile: una gita in Romagna, in visita al Birrificio La Mata

Agricolo e Ecosostenibile: una gita in Romagna, in visita al Birrificio La Mata

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Il viaggio alla scoperta dei microbirrifici italiani ci porta a scoprire bellissime realtà in tutte le regioni del nostro Paese: oggi siamo ospiti della generosa terra dell’Emilia Romagna, fertile di tradizioni enogastronomiche e strettamente legata a livello culturale e tradizionale all’agricoltura ed al paesaggio.

Proprio in questo contesto si è sviluppato il progetto del birrificio agricolo di Marco Tamba, imprenditore agricolo e titolare  della piccola brasseria La Mata.  Il laboratorio produttivo si trova all’interno di una vecchia stalla di tipica architettura romagnola, situata all’interno dell’azienda agricola che da generazioni la sua famiglia porta avanti nella campagna di Solarolo, a pochi chilometri da Faenza

Ospiti di Marco andiamo alla scoperta della sua realtà artigianale.

 

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Marco, come è nata la denominazione La Mata?

La Mata in dialetto romagnolo significa “la matta”, che nelle carte da gioco come ben sappiamo è la carta vincente: infatti, nel classico gioco da bar, 7 e mezzo con le carte romagnole  è il 2 di bastoni che viene riportato nel nostro logo. Ma La Mata in spagnolo significa “pianta” ed essendo un birrificio agricolo non può essere più azzeccato. La Mata, come un gioco d’assonanze, fa anche intuire la grande passione che mettiamo nel nostro lavoro per produrre L’aMata birra.

 

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In dettaglio, cosa significa per voi essere un birrificio agricolo?

Per legge, essere “birrificio agricolo” vuol dire che, come per qualsiasi altra trasformazione di materia prima agricola, questa deve coprire la prevalenza degli ingredienti  totali utilizzati per la trasformazione stessa.

Noi facciamo molto di più! Ci autoproduciamo tutto l’orzo, che facciamo maltare presso un malteria terza in Pilsner e PaleAle, in modo da coprire le esigenze di malto base di tutte le nostre birre: raggiungiamo infatti l’85% circa di prevalenza sul cereale. In particolare, per la nostra “100%” oltre a tutto il cereale utilizziamo anche la totalità di luppolo coltivato in azienda.

 

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Che birre avete in produzione ed avete in vista delle novità ?

Abbiamo attualmente 9 birre nella nostra gamma, che coprono un’ampia varietà di stili ad alta fermentazione. Non abbiamo attualmente in studio nessuna nuova birra, la Polpa è la nostra ultima creazione, stiamo però lavorando ad alcune modifiche su qualche nostra ricetta storica.

Quali sono le peculiarità delle vostre birre?

Tutti i nostri prodotti sono ottenuti da Agricoltura Integrata, quindi con tecniche di produzione compatibili con la conservazione dell’ambiente e la sicurezza alimentare, che tendono a ridurre l’uso dei fitofarmaci. Anche nella produzione della birra non vengono utilizzati prodotti chimici o sintetici per la chiarificazione o per l’agevolazione delle fermentazioni, viene seguito totalmente il processo naturale di produzione: esclusivamente acqua, orzo maltato, luppolo e lieviti… come una volta.

 

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Oltre che in birrificio dove si trovano le vostre birre ?

Per venire in birrificio dateci uno “squillo” prima perché per ora non abbiamo orari fissi di presenza al pubblico. Abbiamo tanti clienti quasi esclusivamente in Romagna, sulla riviera ma anche nell’entroterra; principalmente serviamo ristoranti, pizzerie e locali specializzati.

Stiamo iniziando a vendere anche fuori regione grazie a belle collaborazioni, e stiamo cercando persone o distributori per coprire nuove zone.

Maggiori informazioni sul birrificio La Mata: www.birrificiolamata.it

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!