Numero 09/2022

3 Marzo 2022

Birraio dell’anno! Intervista a Luigi Recchiuti

Birraio dell’anno! Intervista a Luigi Recchiuti

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Dopo il prestigioso riconoscimento, intervistiamo Luigi Recchiuti, birraio e titolare di Opperbacco.

Un racconto appassionato che vi riporto qui.

Un ringraziamento a Luca Di Saverio per aver reso possibile questo articolo.

 

Luigi, complimenti per questo grande riconoscimento.

Te lo aspettavi?

Ciao Daniele, i tre favoriti un po’ si sanno…

Io pensavo che quest’anno vincesse MC77. Oltre a Ritual Lab e Marco Valeriani di Alder.

Guarda, avrei pagato per un quinto posto.

Quindi questo per me è un sogno! Un sogno che mi sono goduto tantissimo perché non me l’aspettavo!

 

 

Raccontaci di questo anno passato, così importante.

Quest’anno, e ci metto pure l’anno scorso perché è un proseguimento del 2020 del covid,

io ho avuto la fortuna di avere tante cose da fare, anche nei momenti in cui il mercato si è bloccato, sono stato sempre impegnato.

Ho fatto pittore e muratore per ultimare il nostro showroom.

L’anno passato è stato per noi un anno record di produzione (in cui abbiamo recuperato i primi quattro mesi in cui siamo stati quasi fermi).

Non gioisco in parte dell’anno passato perché comunque il Covid crea delle differenze sociali molto marcate.

Spero che l’economia riparta senza limiti il prima possibile, per poterci lasciare alle spalle questa brutta storia.

 

Una breve panoramica su quello che oggi rappresenta Opperbacco.

Quello che oggi rappresenta Opperbacco, beh…

Per me oggi rappresenta un birrificio maturo.

Un birrificio che sa fare bene un po’ tutto… Un birrificio in cui è essenziale la collaborazione di tutto lo staff, perché nessuno può essere bravo a fare tutto.

Abbiamo una bella armonia e siamo amici più che colleghi.

 

 

Parlaci allora del tuo staff

Il mio staff: allora ci sono io, Luca Di Saverio, Luca Liberale che mi affianca in produzione.

Io e lui ci occupiamo di produzione e delle botti.

Poi c’è Leonardo Tufoni addetto al confezionamento, che forse è la parte più difficile da seguire in birrificio. Lui centrifuga e confeziona. Usare questi macchinari non è per nulla facile.

Lui e centrifuga e confeziona in bottiglia, lattina o fusto.

Io mi definisco più che altro il manutentore, quello che risolve i problemi!

Tornando indietro a Luca Di Saverio lui si occupa di tutta la burocrazia, poi c’è mia moglie

(nonché mia socia) con la quale abbiamo avviato il primo pub nel duemilatre.

E come dimenticare Lino, “lo storico”, lui è con me dall’inizio! Sente ormai il birrificio un po’ suo.

Si interfaccia coi distributori, organizza la produzione, insomma fa un po’ di tutto in birrificio.

Sono fiero di tutti loro!

 

Fate stili molti diversi tra loro. I tuoi gusti personali da bevitore?

Da bevitore sono molto legato al Belgio, in particolare L’Orval e la sasion Dupont (che preferisco sempre in bottiglia che in fusto).

Apprezzo anche molto gli stili luppolati in cui c’è il dry-hopping.

 

 

 

 

E da birraio?

Diciamo che fare cose nuove e diverse tra loro è sempre molto stimolante. La parte iniziale, quella creativa, è davvero la più affascinante. Pensare un prodotto e poi completare questo processo solo dopo l’assaggio finale.

Però ritengo che le luppolate siano il banco di prova per ogni birrificio. Perché se fatta senza conoscenza e attrezzatura adeguata dopo poco tira fuori tutti i difetti.

 

Il progetto Abruxensis mi ha sempre molto affascinato. Ce ne vuoi parlare?

Questo progetto non è nato certo oggi… Diciamo così… non ti sto a raccontare tutta la storia perché all’inizio ci sono state un po’ di prove e non tutte erano su base uva.

Trovavo le IGA troppo alcoliche e poco armoniche, volevo sfruttare i lieviti che si trovano sulle bucce dando una corsia preferenziale ai brettanomyces. Così è nato il progetto Nature.

Ho spiegato prima il progetto Nature perché il progetto Abruxensis ne è il figlio.

La Nature è fermentata su un pied de cuve di uve, nel 2019 di Montepulciano o Trebbiano, vitigni tipici abruzzesi. Le uve vengono pigiate con i piedi e deraspate a mano, e una volta partita la fermentazione, dopo tre giorni viene aggiunto nella botte il mosto di birra. Ma la connessione con il territorio non finisce qui perché nelle botti finisce anche la frutta locale, come amarene, pesche e ancora uva, persino fiori.

La linea Abruxensis, è prodotta invece inoculando un mix di lieviti selvaggi.

Le birre di questa linea vengono tutte realizzate in una stanza climatizzata del casale dove riposano 8 tonneaux e 16 barriques provenienti dalla cantine Masciarelli e Nicodemi

 

Come vedi il panorama italiano?

Il panorama italiano lo vedo molto molto bene. C’è stata una forte crescita e maturazione.

Penso ai pionieri della seconda ondata come Vento Forte che ha fatto delle luppolate davvero notevoli, così come MC77, Lariano, Alder, Liquida, per citare un nome nuovo.

 

Domanda del momento. Lattina o bottiglia?

Ti direi lattina, soprattutto per le luppolate.

In più la lattina ha un approccio più giovane e meno impegnativo e lascia spazio al discorso grafico.

Potrebbe permettere di proporsi diversamente anche a livello marketing e vendite.

 

Uno sguardo al futuro. Progetti in divenire?

Mi piacerebbe ritagliarmi del tempo per andare in barca!

A livello professionale…Premetto che questo lavoro mi piace tantissimo e mi entusiasma e credo sia la cosa più importante perché aiuta la creatività.

Sicuramente dobbiamo fare una pils e crescere ancora sulle birre luppolate.

Poi il progetto Nature invecchiata di due anni, e una birra a tripla fermentazione.

E credo di averti detto tutto,

 

Microbirrificio Opperbacco – Birra artigianale italiana

 

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Daniele Bertozzi
Info autore

Daniele Bertozzi

Novarese, classe1981.
Un viaggio in Belgio per scoprire che la birra è molto di più di quello che trovi nei supermercati e che, a dire il vero, poco mi è sempre piaciuta (tranne rare occasioni…).
Cercavo emozione tra gli scaffali e non l’ho quasi mai trovata!
Ho vissuto come tanti colleghi il “rinascimento birraio italiano” che dà ancora oggi tante possibilità e soddisfazioni a livello personale e professionale.
La passione è sempre cresciuta costantemente tra eventi, formazione, fino a giungere ai corsi di Unionbirrai con relativi esami e il conseguimento del titolo di Unionbirrai Beer Taster.
Il mondo birra diventa più di una sola passione, e ad oggi mi occupo di docenze e organizzazione di corsi ed eventi vari di formazione tra Piemonte e Lombardia.
Oltre alla birra adoro viaggiare, la musica e il buon cibo.
Curo una pagina Instagram come “Arte_birra” e ho anche pensato di fare l’homebrewer… sì, ma l’ho sempre solo pensato…