Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 01/2019

2 Gennaio 2019

Birrificio Agricolo Baldi: il primo “agricolo” di Pistoia!

Birrificio Agricolo Baldi: il primo “agricolo” di Pistoia!

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Oggi vi porto in Toscana, in provincia di Pistoia, dove da pochi mesi ha aperto i battenti il Birrificio Agricolo Baldi.

Abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con Matteo Baldi , che ci racconta la storia di questo nuovo progetto.

 

Matteo , parlaci un po’ di te, da dove nasce questa passione per la birra , come e quando hai pensato di buttarti in questa nuova avventura

 

Sono un Ingegnere Energetico e figlio di imprenditori agricoli. Da un lato la voglia di inventare e progettare, dall’altro il legame con la mia terra e la mia famiglia: la passione per la birra, nata durante un viaggio in Belgio con amici anni fa, mi ha permesso di incanalare questi aspetti del mio carattere in un progetto, quello del Birrificio Agricolo Baldi, nel quale io e la mia famiglia ci siamo lanciati circa due anni fa. Il mio ruolo è quello di Mastro Birraio: partendo dalla mia esperienza di homebrewer, ho integrato le mie competenze con lo studio e la frequentazione di corsi sia sulla produzione che sulla degustazione della birra.

 

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Parlaci del Vostro progetto

Il birrificio è inserito nella nostra azienda agricola di famiglia: tutto è partito con l’introduzione della coltivazione d’orzo da birra nei nostri terreni. La maltazione dell’orzo la affidiamo ad una malteria artigianale, una delle pochissime presenti in Italia.

Il nostro è il primo birrificio agricolo della provincia di Pistoia. Io e la mia famiglia siamo persone semplici, piene di passione per il proprio lavoro e fiere delle proprie origini, per questo abbiamo deciso di improntare tutta l’attività sulla semplicità e autenticità. Il nome del birrificio non poteva certo fare eccezione,e così anche il logo che richiama la bandiera di Pistoia e riporta un cono di luppolo; quest’ultimo, oltre ad essere un simbolo riconosciuto della birra, indica anche la natura agricola della nostra azienda. Infatti, subito dopo l’inaugurazione avvenuta il 30 Settembre scorso, abbiamo iniziato una coltivazione sperimentale di alcune varietà di luppolo, con l’obiettivo di arrivare entro un paio di anni a produrre il 100% delle materie prime delle nostre birre.

Il nostro impianto di produzione della birra ha una capacità molto limitata ed è completamente manuale, il che richiede notevole perizia nell’esecuzione delle cotte e lo sviluppo di sensibilità nella valutazione delle situazioni. Anche le fasi di macinatura e imbottigliamento sono svolte con attrezzature professionali ma semplici. Ogni singola bottiglia che esce dal nostro magazzino è a tutti gli effetti una creazione artigianale, in cui il lavoro manuale del mastro birraio è determinante.

 

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Al momento se non erro la Vostra gamma comprende tre birre, state lavorando su qualche altra creazione?

 Le nostre birre sono tutte ad alta fermentazione e al momento sono tre: Pale Ale,  Stout e  Abbazia. In accordo all’approccio che ho spiegato precedentemente, anche per i nomi delle birre non abbiamo voluto usare nomi di fantasia ma richiamare semplicemente gli stili birrari. Questi ultimi sono stili classici della tradizione europea. Il nostro intento era di creare birre autentiche, con caratteri ben definiti e senza aromatizzazioni troppo spinte o ricette esotiche: per questo  abbiamo voluto rendere omaggio a stili che hanno plasmato la storia birraria del Vecchio Continente, patria della birra come la intendiamo oggi, e ai loro paesi di origine: la Pale Ale è una ale inglese beverina e moderatamente luppolata; la Stout ha i tratti caratteristici di una classica stout irlandese, e l’ Abbazia è una belgiandubbel di ispirazione trappista. Reinterpretiamo questi stili con ricette che esaltino gli ingredienti locali che utilizziamo, in particolare il malto d’orzo, lasciando al luppolo un ruolo di completamento del profilo sensoriale ma senza lasciarlo dominare mai; ricerchiamo un equilibrio che ovviamente si articola in modo diverso per ognuno degli stili.

Il nostro intento è di avere una gamma di birre limitata ma estremamente curata, in cui ogni creazione ha uno stile ben definito e viene messa a punto con un lungo processo di studio e prove; per questo le nuove birre verranno introdotte piano piano nel tempo. Considerata la mia grande passione per le birre belghe e il successo che ha riscosso Abbazia, l’ispirazione trappista potrebbe un giorno portare a una nuova creazione..!

 

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Siete attivi da poco, per i primi mesi ti ritieni soddisfatto? Cosa ti aspetti e sogni per il futuro?   

Come dicevo abbiamo inaugurato il 30 Settembre: in questi primi mesi abbiamo ricevuto molti apprezzamenti da parte dei nostri clienti che hanno riconosciuto l’originalità delle nostre birre agricole e la loro pienezza di sapori. In particolare è stato sorprendente, come accennavo, il successo riscosso da Abbazia, apprezzata per le sue note calde e caramellate e la sua attitudine ad accompagnare diversi piatti, oltre che come birra da meditazione. Ci interessa molto promuovere questo aspetto della birra come accompagnamento del pasto, e ne abbiamo la possibilità anche grazie al nostro agriturismo di famiglia Podere Santa Rita, che si trova a pochi chilometri dal birrificio, sempre in provincia di Pistoia. Qui possiamo proporre le birre in abbinamento sia a piatti tipici toscani sia a cibi più moderni come gli hamburger che vengono reinterpretati con ingredienti locali.

L’ambizione più grande che ho per questo progetto è riuscire ad affermare sempre più le nostre birre come le autentiche birre di Pistoia, legarci in modo stretto al nostro territorio e diventarne uno dei simboli di eccellenza.

Ci stanno scrivendo da vari luoghi d’Italia per ricevere le nostre birre e speriamo di farci conoscere da un pubblico sempre più esteso.

Sarebbe meraviglioso se i nostri prodotti, che si inquadrano in stili birrari classici, diventassero dei punti di riferimento all’interno di essi.

 

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Cosa significa per te birrificio agricolo, che messaggio Vuoi dare ai nostri lettori?   

Quello che cerchiamo di far comprendere a chi si interessa alle nostre birre agricole è che sono dei prodotti veramente unici in quanto ci occupiamo direttamente di tutte le fasi della produzione: semina, raccolto, trasporto in malteria con la quale concordiamo il tipo di maltazione da effettuare, esecuzione delle cotte, imbottigliamento.. Nessuno, nemmeno se utilizzasse la stessa ricetta, potrebbe creare una birra uguale ad una delle nostre. Questo è il vero marchio distintivo di una birra agricola.

 

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Ultime due domande, più personali, ma che piacciono tanto ai nostri lettori .Un luogo e una birra che ti hanno colpito maggiormente . 

Come ho accennato sopra, il viaggio in Belgio, con i suoi luoghi che hanno scritto pagine fondamentali nella storia della birra, esercitò su di me un grande fascino. In particolare il monastero trappista Chimay: anche se non è possibile visitare il birrificio, in questo luogo austero immerso nella campagna ho riflettuto sul ruolo e valore che ha avuto la birra per le popolazioni nei secoli, e su quanta passione e dedizione richieda questa bevanda meravigliosa.

La birra che mi ha conquistato più di ogni altra è la leggendaria Westvleteren XII: un trionfo di sapori e profumi che è capace di mettere in secondo piano un così alto grado alcolico!

 

Maggiori informazioni: www.birrificioagricolobaldi.it

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Christian Schiavetti
Info autore

Christian Schiavetti

Classe 1986, originario di Lecco, città che amo in tutto, dal suo lago alle sue magnifiche montagne.

Ho iniziato presto ad appassionarmi al mondo della birra, grazie ad un amico più grande, che mi regalava i primi sottobicchieri, e mi innamorai poi della collezione di birre del fratello. Iniziai poi io stesso a collezionarle. Oggi ne conto circa 1000 – 1100, oltre a bicchieri e altro.

Un’osteria in paese e le prime birre belghe, Kasteel, Kwack, Delirium, Chouffe, le prime trappiste , la Gouden Draak e le prime Baladin, fu amore. Presa la patente, la mia “ scuola” è stata l’Abbazia di Caprino Bergamasco del grande Michele Galati.

I primi viaggi ho iniziato a farli nel 2010, in Belgio per una settimana e li mi innamorai del Lambic; non ho più smesso di viaggiare: Belgio, Franconia, Baviera, Austria, Irlanda, Francia del nord e ovviamente Italia.

Navigo e leggo spesso sul web riguardo questo mondo, dal 2011 faccio birra in casa. Dopo i kit, grazie a un corso MOBI e a due giorni con Pietro del Carrobiolo, sono passato a all grain con buoni risultati.

Come detto, amo viaggiare appena posso e la birra non manca mai, da singoli eventi a locali famosi, dai piccoli birrifici a ben più lunghi beer tour che mi auto-programmo.

Amo le birre luppolate, e quelle parecchio alcoliche, che spesso dimentico in cantina per anni.

Da gennaio 2015 è nato quasi per gioco il mio blog, BIRREBEVUTE365 , supportato dalla mia pagina facebook, dove scrivo singole recensioni di birra, oltre ai miei viaggi e alle partecipazioni a fiere ed sagre, oltre ad un calendario eventi sempre aggiornato.

In futuro vorrei, visto che tra gli amici c’e già chi lavora in questo campo, poter fare della birra un lavoro dalla beer firm al birrificio, o un beer shop, o perchè no scrivere e viaggiare per la birra!!

Potete visitare anche il mio blog: www.birrebevute365.blogspot.it