Numero 30/2020

20 Luglio 2020

Eleonora Caprio, la maestra di cucina di “Gusti Tuscia” dove la birra dà carattere ai suoi piatti

Eleonora Caprio, la maestra di cucina di “Gusti Tuscia” dove la birra dà carattere ai suoi piatti

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Eleonora Caprio è una vera maestra di cucina. L’ho conosciuta durante un laboratorio di cucina, non in qualità di insegnante, ma come umile studente, perché nonostante la sua grande esperienza, Eleonora non smette mai di studiare e imparare.

La sua è una passione ben coltivata e trasformata negli anni in una bella realtà di Torino: la scuola di cucina “Gusti Tuscia” che offre corsi di cucina, consulenze gastronomiche, organizzazione di eventi gastronomici etc.

Vi invito a leggere la storia di Eleonora e a chiederle come usare al meglio la birra in cucina, affinché i vostri piatti si trasformino in autentici capolavori.

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Eleonora, ci racconti la tua storia? Qual è il tuo mestiere e come sei arrivata ad occuparti di cucina e birra nel tuo percorso professionale?

Sono arrivata a occuparmi di cucina soprattutto per passione, mi ha sempre affascinato il mondo della cucina, del cibo e della sua trasformazione. Mi piace moltissimo sapere da dove arriva un ingrediente e se poi viene dalla terra ancora meglio. Mi piace poi poterlo trasformare con una ricetta in qualcosa di buono, gustoso e piacevole per il palato. Sono un’insegnante di cucina (o come si diceva una volta, maestra di cucina, che è pure più simpatico!), faccio parte dell’Associazione Insegnanti di Cucina Italiana (A.I.C.I.): il mio mestiere è trasmettere tecniche per riuscire a trasformare le ricette in buoni manufatti, spiegando passo passo come ottenere un buon risultato.

La birra è per me un elemento (che viene dalla terra e dal lavoro di mani sapienti) che utilizzo per dare carattere o sfumature ai miei piatti.

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Come è nata l’idea del progetto “Gusti Tuscia”? Quali sono state le tappe di sviluppo e qual è la situazione attuale?

La mia scuola di cucina è nata in un momento in cui nella mia vita c’era bisogno di una svolta lavorativa. Nel 2006 ho preso coraggio e mi sono messa di impegno, ho sfruttato tutte le conoscenze che mi ero fatta fino a quel momento in ambito culinario e ho creato con l’appoggio di mio marito Claudio, quello che oggi è il mio lavoro, la mia passione, la mia scuola di cucina.

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Mi piace creare una connessione reale con le persone che partecipano alle mie lezioni e ai miei corsi. Nella mia scuola quando si riuniscono le persone per una lezione è un momento in cui poter staccare dalla routine, rilassarsi, imparare nuove cose e nuove ricette, “fare” con le mani e comunicare con le persone. E poi tornare a casa con tanta voglia di provare e riprovare le ricette. Negli anni non ho mai smesso di fare corsi di approfondimento e di studiare, perché oggi ogni risposta la si trova su internet e chi viene a lezione vuole quel qualcosa in più; ed è per questo che non bisogna mai smettere di aggiornarsi.

Durante il lockdown ho ricalibrato alcune lezioni trasformandole in videolezioni, ho mantenuto il contatto con i clienti della scuola su Instagram creando dirette tutte le settimane, non mi sono persa d’animo e ho mantenuto acceso l’interesse.  A settembre dovremmo tornare a fare lezione in presenza (in sicurezza e con un numero di appassionati limitato) ma non abbandonerò del tutto l’idea di fare videolezione perché chi non può venire o è lontano potrà seguirmi lo stesso.

 

Birra in cucina, qual è la tua visione?

Ottimo ingrediente, fantastici abbinamenti possibili. Se poi le due cose stanno insieme ancora meglio. Non è ancora abbastanza chiaro alle persone che dietro ad una birra artigianale c’è tanto lavoro, forse bisognerebbe lavorare su questa parte e far conoscere non solo il prodotto finito ma anche come ci si arriva. Dopo potrebbe essere più facile dargli il posto che merita sia in cucina sia al tavolo.

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Qual è il tuo legame con l’Associazione “Le Donne della Birra”?

Mi piace la birra come ingrediente e la uso con facilità, ma per quanto riguarda gli abbinamenti al tavolo non sono particolarmente brava e per questo mi faccio aiutare dalle amiche/socie de Le Donne della birra quando mi occorre questa professionalità. Proprio durante il lockdown ho creato delle dirette con le mie ricette dove alcune socie creavano il giusto abbinamento. Io la chiamo sinergia positiva. A settembre penso continueremo!

 

Perché secondo te oggi le donne (le blogger, cuoche professioniste, giornaliste del food e beverage, etc.) scelgono la cucina come luogo e modalità di esprimersi?

Non so darti una risposta certa… forse la cucina in ambito familiare è il luogo dove ci si incontra, ci si confronta, ci si mette in gioco, si trasmette amore e si placano le insicurezze. Non è forse quello il luogo dove ognuno di noi trova il suo “comfort food”?

 

Per maggior informazioni: www.gusti-tuscia.it

 

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Info autore

Lina Zadorojneac

Nata in Moldavia, mi sono trasferita definitivamente in Italia per amore nel 2008. Nel 2010 e 2012 sono arrivati i miei due figli, le gioie della mia vita: in questi anni ho progressivamente scoperto questo paese, di cui mi sono perdutamente infatuata. Da subito il cibo italiano mi ha conquistato con le sue svariate sfaccettature, ho scoperto e continuo a scoprire ricette e sapori prima totalmente sconosciuti. Questo mi ha portato a cambiare anche il modo di pensare: il cibo non è solo una necessità, ma un piacere da condividere con la mia famiglia e gli amici. Laureata in giurisprudenza, diritto internazionale e amministrazione pubblica, un master in scienze politiche, oggi mi sono di nuovo messa in gioco e sono al secondo e ultimo anno del corso ITS Gastronomo a Torino, corso ricco di materie interessanti e con numerosi incontri con aziende produttrici del territorio e professionisti del settore. Il corso ha come obiettivo la formazione di una nuova figura sul mercato di oggi: il tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing delle produzioni agrarie e agro-alimentari. Così ho iniziato a scrivere per il Giornale della Birra, occasione stimolante per far crescere la mia professionalità.