Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 51/2018

20 Dicembre 2018

Fiocco d’oro a Cividale del Friuli: è nato il Birrificio Forum Iulii!

Fiocco d’oro a Cividale del Friuli: è nato il Birrificio Forum Iulii!

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Nuova apertura birraria in quel di Cividale del Friuli, in provincia di Udine: domenica 25 novembre è stato inaugurato il birrificio Forum Iulii – battezzato dall’antico nome della città – con annessa sala degustazione e cucina. Un punto di partenza che è anche un punto di arrivo: quello del beerfirm Grana 40 avviato nel 2014, a sua volta punto di arrivo della passione per l’homebrewing di Emanuele Beltramini e Christian Drecogna, che ci hanno consesso una lunga chiacchierata e presentato le birre. L’allargamento successivo della compagine sociale (a cui si sono aggiunti Michele Specogna, Michele Zeuli, Samira Dorbolò e Giovanni Dorbolò) ha permesso investimenti significativi per il recupero di un vecchio capannone industriale – con tanto di impianto fotovoltaico da 427,68 Kwp, che secondo le stime consente un risparmio di emissioni pari a 286.000 kg di CO2 l’anno: e si è così concretizzato il progetto di avviare il birrificio vero e proprio. Un agribirrificio, per la precisione: l’orzo – biologico – viene prodotto in Molise, in campi di proprietà appunto di Forum Iulii, e maltato in Umbria; con il progetto comunque di avviare la coltivazione anche in Friuli nel prossimo futuro.

 

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La prima cosa che colpisce arrivando al Forum Iulii è la sala degustazione, con pareti vetrate che danno da un lato sul giardino esterno e dall’altro sulla sala cotta (10 hl di capacità): una sala elegante e curata, dagli arredi in legno ai divanetti, alle sedie. Insomma, un locale che vuole attirare anche per l’ambiente in sé e non solo per la birra (e la cucina, dato che ci sarà anche quella); e che, come ha concordato lo stesso Christian, vuole adattarsi anche ad occasioni formali. Il tutto comunque senza nessuna intenzione di attirare soltanto una clientela – appunto – formale: Emanuele ha espresso l’auspicio che questa sia una tap room «dallo stesso valore sociale che hanno i pub inglesi, dove si incontrano dopo il lavoro il professionista così come l’operaio».

 

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Venendo alle birre, il legame con la passata storia del beerfirm si mantiene nella linea denominata appunto Grana 40: un nome che deriva dalla carta abrasiva utilizzata in falegnameria, in omaggio al territorio in cui il beerfirm prima e il birrificio poi sono nati – il celebre “triangolo della sedia” del manzanese. Cinque birre che presentano come comun denominatore una notevole propensione alla sperimentazione in quanto ad utilizzo del luppolo, che costituisce – anche là dove non fosse presente in quantità notevoli – l’elemento caratterizzante. Si tratta peraltro, e non a caso, di stili che ben si prestano a questa filosofia: si va dalla golden ale Goldflex, alla white ipa Carat, alla pils Ippils, alla session ipa Orbitale, alla black ipa Super Cut (che personalmente considero quella maggiormente degna di nota, per la maniera in cui amalgama i toni torrefatti di caffè, cioccolato, liquirizia, con quelli più citrici del luppolo ricordando il chinotto e la cola).

 

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Tutte birre notevolmente profumate, e che presentano – pur nella diversità delle luppolature – una persistenza lunga e dall’amaro ben percepibile, anche là dove di fatto la birra non sia particolarmente amara in termini di Ibu. A questa linea più “sperimentale”, già disponibile, si unirà ora con l’avvio del birrificio la linea Forum Iulii, improntata su canoni più “classici”; e la birra della casa, una Helles semplice e in stile, spillata soltanto in loco.

 

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Il Giornale della Birra ha degustato per voi la session ipa Orbitale, la white ipa Carat, e la black ipa Super Cut. La prima esibisce un aroma su toni resinosi, ancor più che fruttati – pur percepibili; corpo molto snello pur concedendo una nota biscottata, prima di un finale di un amaro altrettanto resinoso, netto e molto persistente. La Carat, che vuol essere un incrocio tra una blanche e una ipa nella misura in cui contiene anche frumento, è comunque una ipa a tutti gli effetti: aromi agrumati del Citra – che comunque non coprono del tutto la componente del cereale -, corpo scorrevole e finale agrumato sempre molto intenso e persistente. Chiusura con la Super Cut, che amalgama in maniera degna di nota gli aromi torrefatti di caffè, di cioccolata e di liquirizia,  con quelli più citrici del luppolo ricordando il chinotto e la cola.

 

Non possiamo che concludere con i migliori auguri per questo avvio di attività da parte di tutta la redazione.

 

Si ringrazia Ismaele Michelotti per le foto.

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Chiara Andreola
Info autore

Chiara Andreola

Veneta di nascita e friulana d’adozione, dopo la scuola di giornalismo a Milano ho lavorato a Roma – dove nel 2009 ho conseguito il titolo di giornalista professionista – e a Bruxelles al DG Comunicazione della Commissione Europea. Lì sono iniziati i miei primi timidi approcci con la birra, tra cui la storica Bush de Noel che ha finito per mettere il sigillo definitivo alla storia d’amore tra me e il mio futuro marito – e già da lì si era capito che una storia d’amore era nata anche tra me e la birra. Approdata a Udine per seguire appunto il marito, qui ho iniziato ad approfondire la mia passione per la birra artigianale grazie al rapporto in prima persona con i birrai – sia della regione che più al largo – e i corsi di degustazione tenuti dal prof. Buiatti all’Università di Udine; così dal 2013 il mio blog è interamente dedicato a questo tema con recensioni delle birre e resoconti delle miei visite a birrifici, partecipazioni ad eventi e degustazioni. Le mie collaborazioni con pubblicazioni di settore come Il Mondo della Birra e Nonsolobirra.net, con eventi come la Fiera della Birra Artigianale di Santa Lucia di Piave e il Cucinare di Pordenone, e la conduzione di degustazioni mi hanno portata a girare l’Italia, la Repubblica Ceca, il Belgio e la Svezia. Ora sono approdata anche al Giornale della Birra, un altro passo in questo mio continuare a coltivare la mia passione per il settore e la volontà di darvi il mio contributo tramite la mia professione.