Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 49/2018

5 Dicembre 2018

Il birrificio Conte Gelo si prepara all’inverno con Nonno Gelo e la Kamchatka!

Il birrificio Conte Gelo si prepara all’inverno con Nonno Gelo e la Kamchatka!

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Nonno Gelo e Kamchatka! Sono queste le due birre che il birrificio Conte Gelo di Vigevano propone per la stagione invernale. La prima, ideale con una cucina agrodolce, si ispira appunto alla tradizione belga delle birre natalizie grazie ad un bouquet di spezie molto ricco e inteso, affinato dall’apporto olfattivo del lievito Abbey ,mentre la seconda evidenzia una forte impronta data dai malti tostati e dal caffè con sensazioni di cioccolato, noce, tabacco e caffè.

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“Abbiamo sei birre fisse che facciamo tutto l’anno mentre per quanto riguarda le  stagionali mi diverto a fare quelle più di nicchia e che mi vengono chieste dai clienti”, spiega il birraio Davide Marinoni, sottolineando appunto che “per il periodo invernale facciamo due birre, già consolidate: la Nonno Gelo e la Kamchatka”.

“La natalizia, la Dubbel, si chiama appunto Nonno Gelo. È una Dubbel di 8 gradi fuori stile. In generale – prosegue Davide – questo stile non presenta speziature molto intense mentre nella mia la speziatura c’è. Il colore è mogano;  sono presenti malti caramello e si possono trovate nota di prugna, cereale e di tostato. Aggiungo poi il coriandolo e il pepe Kampot che arriva dalla Cambogia. In tutto questo si inseriscono i sentori di cioccolato. Infatti, ho inserito un ingrediente poco conosciuto le fave di Tonka. Ho un amico con lontane origini nelle terre delle spezie che ora le commercia in un negozio rifornitissimo. Un paio di anni fa sono andato da lui e mi ha proposto questa spezia”.

 

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La Nonno Gelo, come si legge anche sul sito del birrificio, si abbina a una cucina agrodolce, ad esempio una tajine di agnello, prugne e mandorle, oppure alla pasticceria della tradizione italiana con frutta secca, cacao o canditi.

“L’altra invernale è la Kamchatka, il nome deriva ovviamente dal Risiko, il gioco in scatola.  Parliamo in questo caso di una Russian Imperial Stout. Abbiamo fatto la prima cotta tre anni fa; stavo pensando ad un nome e guardando la cartina, ho visto la Russia e ho scelto questo nome. E’ una classica birra caratterizzata da malti torrefatti. Siamo sui  9,8 gradi. Di solito si sentono note di cioccolato, liquirizia e caffè. In particolare, ho spinto molto sulle note di caffè; infatti ho aggiunto del caffè Serrano, che arriva da Cuba. Qualcuno potrebbe definire questa birra una Coffee Imperial Stout“.

 

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La Kamchatka invece è una birra da fine serata, da accompagnare a un cioccolato fondente al 80% o da sorseggiare con calma in un bicchiere a bocca larga, in modo da assaporare ogni sfumatura di un prodotto complesso e avvolgente.

Pur essendo in produzione da pochi anni entrambe le birre hanno già ricevuto alcuni premi. “La Kamchatka – ricorda Davide –  è stata segnalata per due edizioni come Grande Birra nella guida Slow Food.  E’ sempre stata apprezzata come birra. Invece la Nonno Gelo ha portato a casa il tappo d’oro per la migliore Dubble in un concorso a Trento, l’unico al quale l’ho presentata. L’anno scorso praticamente questa birra ha avuto un solo mese di vita perchè è andata a ruba. Questa è quella che porterò al laboratorio che si farà con Kuaska sulle birre natalizie in occasione di Birre Vive sotto la Torre a Vigevano ad inizio dicembre. La Nonno Gelo è stata ‘divorata’ mentre la Kamchatka è molto settoriale. Fa parte di quelle specialità molto apprezzata dagli appassionati. Inoltre questo è il primo anno anche con le bottiglie da 75 cl. E’ un formato che si presta bene all’invecchiamento”.

Oltre alle birre stagionali, il birrificio Conte Gelo ha da poco introdotto la Hop Circus, nata dalla passione di Davide per i luppoli e dalla sua voglia di sperimentare con tutta la loro varietà.

 

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“E’ una classica Apa con un malto solo, Pils, lievito americano e ad ogni cotta cambio i luppoli, segnalandolo ovviamente in etichetta. Quella di un mese fa tendeva molto sulla frutta esotica, mentre l’Hop Circus attuale vira più su note di pompelmo. L’idea in ogni caso è di sviluppare questo progetto nel corso del tempo. Giocheremo con i luppoli. In etichetta infatti c’è un giocoliere, quindi mantenendo questo tema, a partire dalla prossima estate, faremo una Hop Circus in versione Session Apa, ossia una birra da circa 4 gradi. Per i mesi estivi quindi la Hop Circus Classica scomparirà e la trasformeremo in una Session, mentre in inverno diventerà una Double Ipa. Questa birra avrà quindi un percorso particolare. Ci sarà sempre una versione differente”.

La qualità delle birre di Conte Gelo è confermata anche dall’ottimo riscontro delle vendite ed è il frutto di una forte attenzione alla qualità e della sperimentazione.

 

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“Adesso siamo ormai vicini alla saturazione dell’impianto. Quest’anno siamo cresciuti del 30% rispetto all’anno scorso.  Stiamo andando molto bene. Ora siamo a 450 ettolitri ma se tenessimo i ritmi di questi ultimi mesi  per tutto il 2019 arriveremo a 600 ettolitri. Inoltre, per il prossimo anno, puntiamo a lavorare con ‘il legno’.  Se va tutto bene questo potrebbe avvenire verso la fine del prossimo anno; prima  voglio fare sei mesi di esprimenti. Tra le birre che ci saranno in futuro, ci sono  quelle a base di frutta, o mosto d’uva”, conclude Davide.

 

Maggiori informazioni: www.ilcontegelo.com

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Marco Fusi
Info autore

Marco Fusi

Giornalista finanziario per professione e amante della birra – di qualità – per passione. Grazie ad una cara amica sommelier qualche anno fa ho scoperto il mondo delle birre artigianali e da allora è stato un crescendo.

Ho frequentato i corsi di degustazione organizzati dal network Fermento Birra, superando con successo l’esame finale; ho anche partecipato ad un corso di un giorno sull’Home Brewing di MOBI e spero, quando avrò un po’ piu’ di tempo libero, di iniziare la produzione a casa, nel frattempo degusto birre a Milano e provincia e vado alla ricerca dei migliori festival e appuntamenti birrari lungo tutta la penisola (lavoro permettendo) sia per scoprire le ultime novità e sia per conoscere la storia e le persone che si celano dietro ogni birrificio.

Mi piace confrontarmi sulle birre che bevo – per questo cerco di partecipare a degustazioni guidate e non – e prima o poi, chissà, tenterò l’esame BJCP… seguitemi e che il luppolo sia con voi!