Numero 23/2021

8 Giugno 2021

Ludopub, Brewpub e NanoBirrificio Sperimentale Prototipico: ecco Strafess!

Ludopub, Brewpub e NanoBirrificio Sperimentale Prototipico: ecco Strafess!

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Clusane sul Lago, nel mezzo della Franciacorta, Matteo, Jodie e Alessia gestiscono Strafess, Ludopub, Brewpub e NanoBirrificio Sperimentale Prototipico, dove alle creazioni birrarie di Matteo si accompagnano i piatti a chilometro zero preparati al momento da Alessia e Jodie, in un locale caratterizzato da una gigantesca parte ludica con una selezione di oltre 100 giochi.
Matteo e Jodie, intervistati in esclusiva per Il Giornale della Birra, ci raccontano come è nato e come si è sviluppato Strafess in questi anni e quali sono i progetti attuali e futuri del locale.
Quando e come è nata la vostra attività?
Matteo: “Il pub è nato il 4 dicembre 2015 come un locale diurno. Si andava dalla colazione fino alla cena; poi un po’ alla volta abbiamo pensato di creare un pub serale con birra artigianale. L’attività è nata con mia moglie e sua sorella come socie fondatrici a cui dopo mi sono aggiunto io. Ufficialmente, come pub dedicato alla birra artigianale, siamo partiti nel mese di ottobre 2018. Io ho fatto il corso come Birraio Artigiano alla Dieffe di Padova nel 2018 e poi sono diventato Biersommelier Doemens nel 2020. Dal 2018 stiamo lavorando con birra artigianale alla quale abbiniamo piatti di nostra creazione, giocando con la pasta della pizza e cercando sempre di utilizzare prodotti Italiani e a chilometro zero che troviamo nella zona”.
 
Siete anche un ludopub. Di cosa si tratta?
Matteo: “Sì, abbiamo un nostro concept che è quello del ludopub. A disposizione del cliente c’è una libreria con circa 140 giochi da tavolo, un tavolo da biliardo, un calcetto e un tavolo da air hockey. Tutto completamente gratuito. L’idea quindi è che una persona possa venire qui, mangiare cose particolari, bere ottima birra e rilassarsi con i giochi da tavolo, sia i classici che i più recenti. Inoltre stiamo pensando di organizzare giornate con sessioni di Dungeons&Dragons. L’idea del ludopub è partita tutta da questo gioco e prima della pandemia avevamo parecchi gruppi che, settimanalmente, si ritrovavano al pub a giocare “.
 
Come vi siete organizzate durante i vari lockdown?
Matteo: “In occasione dei lockdown abbiamo continuato con il delivery e abbiamo portato avanti tutti i progetti legati al birrificio. Durante il lockdown il birrificio è diventato operativo e dalla riapertura siamo diventati un brewpub. Da noi si possono trovare le birre che facciamo nel nostro impianto, che è piuttosto piccolo, da un ettolitro. Per noi è uno strumento di creatività. Siamo infatti un ‘NanoBirrificio Sperimentale Prototipico. Con una cotta riusciamo a fare quattro fusti, più qualche bottiglia. Nel locale invece abbiamo otto vie e puntiamo a coprirne tre o quattro con le nostre birre. L’idea iniziale era differente ma con la situazione attuale non abbiamo voluto partire in grande, per la crescita c’è sempre tempo”.
Che tipo di birre fate?
Matteo: “Alla spina abbiamo sempre la SCKOHL, la nostra birra tipo Kolsch. Cerchiamo di stare sempre il più vicino possibile al prodotto tradizionale della città di Colonia, con una piccola variante aromatica data dal lievito. E’ una birra leggera da 4,8 gradi. Parliamo di un prodotto pensato per il consumo nel pub, di una birra godibile da abbinare con i nostri piatti. Oltre a questa abbiamo una Ordinary Bitter: la Marvellous. E’ una birra con spillatura a pompa e dalla bassa carbonazione. Riusciamo a tenerla in linea grazie alla filiera cortissima del nostro birrificio. Ci siamo sbizzarriti anche con una Smoked Norwegian Farmhouse, la ROKT-OL, una reinterpretazione delle Norwegian Farmhouse con un tocco in più dato dal lievito Kveik e dalle bacche di ginepro. Ci sono inoltre note affumicate tipiche delle Rauchbier. E’ una birra pensata da abbinare con i nostri piatti. Ha riscosso molto successo la nostra Porter creata con peperoncini Habanero: la QUETZLZATATENANGO”.
 
Come sono state i riscontri dei clienti?
Matteo: “Le birre sono piaciute molto. La tipo Kolsch è quella che è sempre in spina. Adesso stiamo lavorando ad una Sour Ale con le nespole, una birra d’ispirazione tipicamente belga. Ora sta riposando e sarà pronta tra sei mesi. Nel frattempo abbiamo nei fermentatori anche una White Ipa e una Weizen. Inoltre, sto lavorando ad alcune ricette molto particolari; abbiamo un piccolo impianto sul quale possiamo sperimentare tantissimo e qui nel bresciano ci sono parecchi produttori che ci permettono di recuperare diversi ingredienti a chilometro zero”.
 
Sei soddisfatto di come è andata la vostra attività in questi anni?
Matteo: “Da quando abbiamo aperto siamo sempre stati in crescita. Vediamo che i nostri prodotti piacciono e la gente torna con gli amici. Siamo molto soddisfatti anche dal fatto che tanti nostri clienti ci abbiano supportato in questo periodo. A mio avviso, chi ha sempre lavorato bene ha continuato ad avere parecchio supporto dai clienti. C’è stata molta solidarietà. Ovviamente la flessione c’è stata, ma siamo andati bene e visto il periodo non ci possiamo lamentare. Da quando abbiamo riaperto i consumi sono tornati quasi ai livelli pre-pandemia. Tornando indietro farei le stesse identiche scelte”.
Quali altri progetti avete in cantiere?
Matteo: “Ora abbiamo un altro progetto accessorio. Stiamo infatti realizzando un Beer, Bed and Breakfast accanto al locale. Inoltre, abbiamo l’idea di ampliare il birrificio al più presto. Adesso, come ho detto, l’impianto è da un ettolitro, ma quello originale in programma doveva essere più grande. Vogliamo inoltre ampliare lo spazio del pub e aggiungere due vie”.
 
In cosa consiste la vostra offerta Food?
Jodie: “Noi ci troviamo a Clusane, sul Lago d’Iseo. Siamo in un paese di poco più di 2 mila abitanti con ben 23 locali tra ristoranti e bar. L’idea iniziale quindi è stata quella di fare subito qualcosa di diverso. Dopo un periodo di rodaggio abbiamo deciso di creare piatti nostri, qualcosa che non si può mangiare altrove. Abbiamo sperimentato ed abbiamo utilizzato i clienti più affezionati come cavie. Da qui è nato lo ‘Strakatzentonenfess’; ossia un wurstel avvolto in Bacon, Cheddar, e Crauti inseriti in un sottile rotolo di pasta di pizza fritta. Poi abbiamo il ‘Cipollotto’: Manzo, Bacon, Cheddar, Salsa Bbq e cipolle caramellate; il tutto avvolto nella pasta della pizza a formare una grossa cipolla e poi cotto in forno. Tutti i succhi della carne e degli ingredienti vengono mantenuti all’interno e quello che ne risulta è un succulento megaraviolone. Questo è diventato uno dei piatti più ordinati”.
 
Quali altre particolarità avete?
Jodie: “Ho rielaborato il toast alla francese, chiamandolo Croque-Jo, è una sorta di toast fritto nel burro, farcito con Prosciutto Cotto, Uovo, Mozzarella e Cheddar filanti. Quello che vogliamo fare è soddisfare il cliente con qualcosa di nuovo. A Clusane siamo l’unico pub, ma basta spostarsi di qualche chilometro ed è pieno di locali simili al nostro, quindi abbiamo deciso che l’unica cosa fosse differenziarci. La pizza ad esempio è fatta con la nostra birra: l’ultimo strato che resta nel fermentatore, lo togliamo e lo utilizziamo per la pizza. Quello che ne esce è una pizza buona, morbida ma croccante allo stesso tempo”.
I vostri prodotti sono decisamente particolari. Quali sono i riscontri dei clienti?
Jodie: “I riscontri sono sempre stati positivi anche perchè prima di inserire un piatto ‘strano’ in menù, lo abbiamo testato parecchio su vari clienti. Nonostante la pandemia stiamo lavorando benissimo e nonostante i distanziamenti abbiamo molto spazio. Il nostro locale al completo, con anche i posti esterni e senza regime, tiene circa 160 posti. Al momento lavoriamo con 70 coperti circa”.
Quali altri progetti avete in cantiere?
Jodie: “Da febbraio abbiamo iniziato a sperimentare cocktail a base di birra. Intorno abbiamo molti locali che preparano fantastici cocktail, non vogliamo andare assolutamente in competizione con nessuno di loro. Noi siamo una birreria e non vogliamo snaturalizzarci. Abbiamo deciso di introdurre questo tipo di prodotto che è nuovo e nella zona non esiste. Creiamo noi le miscele, anche su questo stiamo sperimentando ed ovviamente i nostri clienti restano il banco di prova prima di introdurli in menù. Attualmente ne abbiamo 4 fissi ed altri due in fase di elaborazione. L’idea è quella di riuscire a dare un qualcosa che non si può trovare altrove, noi ce la mettiamo tutta, speriamo che possa piacere”.

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Marco Fusi
Info autore

Marco Fusi

Giornalista finanziario per professione e amante della birra – di qualità – per passione. Grazie ad una cara amica sommelier qualche anno fa ho scoperto il mondo delle birre artigianali e da allora è stato un crescendo.

Ho frequentato i corsi di degustazione organizzati dal network Fermento Birra, superando con successo l’esame finale; ho anche partecipato ad un corso di un giorno sull’Home Brewing di MOBI e spero, quando avrò un po’ piu’ di tempo libero, di iniziare la produzione a casa, nel frattempo degusto birre a Milano e provincia e vado alla ricerca dei migliori festival e appuntamenti birrari lungo tutta la penisola (lavoro permettendo) sia per scoprire le ultime novità e sia per conoscere la storia e le persone che si celano dietro ogni birrificio.

Mi piace confrontarmi sulle birre che bevo – per questo cerco di partecipare a degustazioni guidate e non – e prima o poi, chissà, tenterò l’esame BJCP… seguitemi e che il luppolo sia con voi!