Numero 13/2019

25 Marzo 2019

Sostenibilità e nuovi prodotti nel 2019 di Carlsberg Italia! Intervista all’amministratore delegato

Sostenibilità e nuovi prodotti nel 2019 di Carlsberg Italia! Intervista all’amministratore delegato

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Sarà un 2019 ricco di novità per il birrificio Angelo Poretti e per Carlsberg Italia che anche quest’anno conferma la sua attenzione verso il tema della sostenibilità.

Come tutti gli anni, con l’arrivo della primavera, il Birrificio Angelo Poretti ha aperto le porte del suo Birrificio di Induno Olona (VA) per far assaggiare

la nuova cotta della 7 Luppoli La Fiorita, prodotta in edizione limitata in onore della stagione primaverile.

La storia del Birrificio Angelo Poretti inizia ufficialmente in Valganna il 26 dicembre 1877, data della prima “cotta” di birra. Angelo Poretti non ha figli e, alla sua morte nel 1901 , il birrificio passa nelle mani dei nipoti Angelo Magnani e Edoardo Chiesa che portano a compimento l’edificio che ancora oggi ospita le unità produttive dell’azienda. Dopo i nipoti arriva un’altra generazione d’imprenditori lombardi, i Bassetti, che acquistano l’azienda e ne rilanciano l’attività. Nel 1975 l’azienda firma un importante accordo con la United Breweries A/S (poi Carlsberg Breweries) di Copenhagen per la produzione e commercializzazione in Italia dei marchi danesi Tuborg e Carlsberg .

Da quel momento si avvia una partnership che si rafforza nel 1982 col passaggio del 50% delle azioni dell’azienda al gruppo danese. Nel 1998, con la cessione di un ulteriore 25% del capitale, la ragione sociale cambia in Carlsberg Italia fino ad arrivare alla completa acquisizione nel 2002.

 

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Alberto Frausin, amministratore delegato di Carlsberg Italia, racconta in esclusiva al Giornale della Birra i progetti per il 2019, che vedrà importanti novità e rilanci di prodotti del portafoglio del gruppo; il tutto con una forte attenzione ai concetti dell’economia circolare e della sostenibilità, temi che ad esempio trovano un riassunto in DraughtMaster, sistema di spillatura basato su fusti in PET totalmente riciclabili, che spilla senza l’aggiunta di CO2.

Come è andato il 2018?

“Abbiamo prodotto qua 1,4 mln di ettolitri. Il 2018 è stato per noi un anno discreto. Non siamo cresciuti, ma è stato importante perché abbiamo messo in cantiere parecchie novità che stiamo lanciando in questi giorni. Stiamo partendo nel 2019 con il piede giusto. Siamo pieni di entusiasmo”.

 

Quali sono queste novità?

“La 10 Luppoli Spritz è un prodotto che stiamo lanciando in questi giorni. Abbiamo rilanciato la Poretti Numero 3, che è diventata non filtrata e la stiamo distribuendo sul mercato. Queste sono le due novità più importanti. Ce ne saranno altre; a maggio ci sarà un rilancio di Carlsberg e poi a settembre rilanceremo anche Tuborg. In realtà stiamo cambiando tutto il portafoglio con parecchie novità di prodotto. Le prospettive per l’anno sono buone. Sono molto contento”.

 

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Da sempre siete molto attenti al tema dell’economia circolare. Come si raffronta la vostra azienda su questo tema?

“Sono un fortissimo fautore dell’economia circolare non da adesso, ma da un bel po’. Questa è un’azienda molto attenta all’ambiente. Qui di economia circolare devo dire se ne fa tanta. Il futuro è quello lì. E’ entrata nel Dna di tutta l’azienda. Il 96% dei dipendenti crede che la nostra azienda sia la migliore sui temi di sostenibilità ambientale, percentuale più alta rispetto a quella di coloro che pensano che facciamo la miglior birra, che è il 94%. E’ fatta di una combinazione di piccole cose, fatte tutti i giorni da tutti, e di grandi progetti come la flash pastorizzazione”.

Anche la novità della flash pastorizzazione rientra in questo di tema di maggiore attenzione verso la sostenibilità. Ci dia qualche dettaglio?

“La flash pastorizzazione rappresenterà indubbiamente un miglioramento qualitativo del prodotto combinato con un impatto sull’ambiente straordinario. In questo momento i primi dati ci dicono che abbattiamo il del consumo di elettricità del 15%. Si stima invece un ribasso del consumo di gas intorno al 10% e mezzo litro di acqua almeno. Questi sono dati che daremo ancora meglio in ottobre quando avremo qualche mese di esperienza, ma il dato sull’elettricità l’ho appena verificato e su questo abbiamo già un’indicazione, che è anche migliore, su cui mi sento abbastanza tranquillo. Questo secondo me è il futuro: migliorare continuamente la qualità del prodotto, migliorare la propria storia e nello stesso tempo diventare sempre più circolari”.

Come giudica lo scenario attuale della birra nel nostro Paese?

“Lo scenario della birra in Italia è molto positivo. La birra in Italia in questi ultimi 5-6 anni è stata riscoperta dagli italiani, certamente dalle classi un po’ più giovani. Devo dire che la cosa entusiasmante è che molte donne apprezzano la birra. Siamo, in numeri, il Paese europeo con la maggior percentuale di donne che bevono birra; ne consumano poco ma l’apprezzano. E’ un dato eccellente. Questo vuole dire che la birra è entrata nel percorso gustativo delle persone che hanno anche competenza. Io non vedo crescite enormi di consumo, perchè siamo comunque molto responsabili nel modo e dobbiamo continuare ad esserlo, però vedo una continua ricerca, un po’ come l’abbiamo nel Food. Gli italiani sono alla continua ricerca di profumi e sapori e la birra rientra in questo contesto. Vedo altri anni in cui questo trend continuerà e l’attenzione a questo prodotto sicuramente aumenterà”.

 

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 In questo scenario, cosa ne pensa del segmento delle birre artigianali?

“La birra artigianale è stato il colpo di fortuna del settore. La birra artigianale ha dimostrato quanti profumi, quanti diversi sapori, quante varietà si possono creare di questo prodotto. Mi auguro che la birra artigianale prosegua il suo percorso e che aiuti il settore come ha fatto fino adesso, a 360 gradi. Cerchiamo anche noi di fare prodotti di altissima qualità. E’ bello, in qualche modo, avere una sfida di qualcuno, che ‘alza l’asticella’. Serve a tutti a darsi nuovi obiettivi”.

 

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