Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 12/2019

21 Marzo 2019

Un sorso di Salento: ecco il Birrificio Artigianale Andrew Boll

Un sorso di Salento: ecco il Birrificio Artigianale Andrew Boll

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Situato in una località incontaminata, tra le caratteristiche campagne salentine, il Birrificio Artigianale “Andrew Boll” spicca per la sua instancabile attività di ricerca e studio di materie prime di qualità, portandolo, proprio per questo, a ricevere una menzione speciale ai Puglia Food Awards, l’oscar delle eccellenze agroalimentari Pugliesi.

Oggi siamo in compagnia di Andrea Santantonio, titolare e mastro birraio che ci ha guidato alla scoperta della sua cantina, accogliendoci con il grande calore e simpatia salentini.

 

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Andrea, come sempre partiamo dalla tua storia personale e dalla scelta di “gettarti” a capofitto nel mondo della birra. Come è nata questa tua professione?

È una passione che nasce e si sviluppa nel corso degli anni, da quando, bambino, aiutavo mio nonno durante la vendemmia. Un processo, questo, sicuramente diverso rispetto a quello utilizzato per la produzione della birra, che mi ha però fatto comprendere la bellezza e la soddisfazione di dar vita con le proprie mani a un prodotto. Ho iniziato alcuni anni fa i primi esperimenti “casalinghi” con la birra, in cui mi dilettavo a produrre varie ricette utilizzando parenti e amici come cavie, fin quando non ho sentito che la mia passione sarebbe potuta diventare il mio mestiere. Da lì poi, ho iniziato a documentarmi sempre di più e a prendere parte a dei corsi di formazione.

 

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Come si compone dal punto di vista tecnico il tuo birrificio? Quali sono le peculiarità impiantistiche che contribuiscono alla buona riuscita delle cotte?

L’azienda è situata in una località incontaminata tra le caratteristiche campagne salentine e si espande su una superficie di circa 300 metri quadri, dove sono le attrezzature a farne da padrone. Tutto l’impianto, i fermentatori, la linea di imbottigliamento e confezionamento, le celle di fermentazione, sono state acquistate nel 2016 e mi permetto di produrre in tutta tranquillità circa 800 litri di birra finita per cotta.

 

Al momento produci solo due birre. Quali sono le peculiarità, anche ingredientistiche che le caratterizzano?

Diciamo che non ho mai amato il “modus operandi” della maggior parte dei birrifici artigianali che producono decine di tipologie differenti o che danno nomi stravaganti all’azienda o alle birre prodotte, Andrew Boll è un mio soprannome che mi porto avanti da bambino, e le due birre prodotte prendono il nome dalla tipologia di riferimento, Old Ale e Weiss appunto. La prima, di origine inglese, non filtrata, non pastorizzata, rifermentata e affinata in bottiglia, è caratterizzata da un colore ambrato scuro con un complesso blend di frutta secca, liquirizia e melassa, e dalla presenza di scaglie di quercia francese tostate e luppoli fruttati che le conferiscono un aroma intenso, barricato e floreale. Gli abbinamenti gastronomici più frequenti e consigliati potrebbero essere alcune specialità servite all’inizio di un pranzo o una cena, in particolare un carpaccio di salmone norvegese, un risotto alla tirolese o, ancora, gnocchetti al gorgonzola, per fare qualche esempio.

 

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Tra i formaggi si sposa bene soprattutto con taleggio o pecorino stagionato, ma se volete degustarla invece a fine pasto, gli abbinamenti più golosi sono con le torte a base di noci o alla frutta secca e miele. La seconda invece è di origine tedesca, non filtrata, non pastorizzata, rifermentata e affinata in bottiglia, estremamente rinfrescante e beverina, dal colore tipicamente torbido e opalino dovuto alla sapiente miscelazione di malto d’orzo e frumento, è la prima al mondo realizzata con foglie di coca, che le conferisco un aroma acidulo, erbaceo e speziato. Solo le migliori foglie infatti vengono selezionate direttamente nelle piantagioni in Sud America per poi essere trasportate in un laboratorio spagnolo dove, per il nostro birrificio e sotto la supervisione delle autorità competenti, vengono lavorate per eliminare la molecola della cocaina contenuta all’interno, lasciando così un prodotto del tutto naturale e al 100% legale, che viene aggiunto alla birra durante l’imbottigliamento per preservarne la freschezza e il gusto. È possibile gustarne un boccale in qualsiasi momento della giornata, è ottima consumata da sola, per concedersi un momento rinfrescante, oppure per accompagnare dei piatti semplici e veloci come pizza, insalate e fritture, o portate più elaborate come stinco di maiale, carni bianche e pesce alla griglia. Se volete degustarla invece a fine pasto, il miglior accostamento è con torte secche, crostate o strudel di mele.

Nulla è stato lasciato al caso, a partire dalla scelta della bottiglia, in quanto viene utilizzato solo il formato da mezzo litro che ben si adegua ad accompagnare un pasto completo e si differenzia dalla maggior parte dei formati presenti in commercio, solo noi in Puglia infatti, utilizziamo questa particolare bottiglia che viene confezionata manualmente proprio per richiamare l’artigianalità del prodotto e la sua unicità.

Quali sono i progetti futuri per il tuo birrificio, soprattutto in vista dell’estate?

Il birrificio è una realtà in continuo fermento, attento sempre alle necessità del consumatore e alle esigenze del mercato. Abbiamo già vari distributori sparsi per l’Italia, alcuni anche in Germania e nel Regno Unito. L’obbiettivo sicuramente è quello di espandere il mercato di distribuzione, soprattutto all’estero e far conoscere i nostri prodotti a un pubblico sempre più vasto. Abbiamo la fortuna di vivere in una delle regioni più belle del mondo, a forte impatto turistico, anche se dovremmo cercare di destagionalizzarlo, l’estate però è sicuramente un buon momento per farsi conoscere soprattutto dagli stranieri che scelgono la Puglia come meta turistica.

 

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Infine, una tua visione sul futuro della birra artigianale italiana, e soprattutto su quella della tua regione, la Puglia.

Stiamo vivendo il boom della birra artigianale italiana; il merito è sicuramente di una rete di microbirrifici artigianali sempre più in crescita, basta pensare che siamo passati da 113 nel 2008 a 718 nel 2017, con un balzo di oltre il 535% e una produzione stimata in 50 milioni di litri annui, facendo crollare il consumo di birra inglese del 80% e di quella tedesca del 30. L’intento comune dovrebbe essere quello di fare rete e di collaborare, brandizzando la birra pugliese o italiana come accade appunto con quella tedesca, inglese o belga, arrivando a comprendere che insieme si può crescere e raggiungere degli obbiettivi che magari da soli sarebbero più difficili da conquistare.

 

Maggiori informazioni alla Pagina Facebook ufficiale del birrificio.

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!