Numero 14/2021

6 Aprile 2021

La birra al tempo dei Vichinghi

La birra al tempo dei Vichinghi

Tweet


Ancora oggi esistono falsi miti sui vichinghi, come ad esempio ( che non portavano affatto elmi con le corna.)
Ma il loro vitale legame con la birra è un fatto indiscutibilmente certo.

Ma vediamo nel dettaglio di cosa e di chi parliamo.

Siamo in SCANDINAVIA fra il 700 e l’anno 1000, una delle epoche più importanti della storia, l’epoca VICHINGA.

Ci sono molte leggende che parlano dei vichinghi, come quella di corna e teschi usati come calici, come viene narrato in una rilettura della tradizione NORRENA. C’è una storia evocativa che parla di un popolo di grandi navigatori espandendosi per tutto il Nord Europa fino all’America.

La birra, fra i VICHINGHI era considerata una bevanda sacra, ed alimento fondamentale per la vita quotidiana. Sacra soprattutto per i guerrieri, che grazie alla fermentazione, intesa come purificazione, ritenevano che la bevanda trasmettesse energia vitale.

« Ti porgo la birra,

o melo dell’assemblea delle corazze,

mescolata con forza

e grande fama,

colma di canti

e di rune salutari,

di buoni incantesimi

e rune di gioia»

(dalla raccolta di poemi “Edda”)

La birra ricopriva un ruolo fondamentale nelle cerimonie, soprattutto funebri. Infatti la (birra funeraria) era infatti un rito, detto “SJAUND” in Norreno, ben scandito da una serie di bevute dedicate al defunto dopo il settimo giorno dalla morte.

Si narra tra queste anche che per esempio i VICHINGHI portavano sempre con loro i corni di bue appesi ad una cintura per bere, l’importanza che la birra ha rivestito nella cultura VICHINGA è arrivata fino ai giorni nostri anche grazie alla mitologia nordica.

Scopriamo così che la birra era grande protagonista, sia nella vita terrena, ma anche nella vita spirituale (nel paradiso dei vichinghi, il Valhalla, le Dee Valchirie servivano ai caduti in battaglia.)

Tra queste troviamo la “MUNGAT” leggera e casalinga, oppure “Bjorr” e “Oi” che serviva per rappresentare preparazioni più robuste (espressioni da dove sono derivati con molta probabilità le terminologie Anglosassoni “beer” e “ale”.
Poi è impossibile non citare  “Heidrunn”, una capra gigantesca del Valhalla dalle cui mammelle sgorgano fiumi di birra. Ma soprattutto “Ægir” che veniva considerato il birraio degli dei.

Popolo di navigatori e scopritori, i vichinghi portavano con loro in mare una birra probabilmente ad alta gradazione, in grado di superare più agevolmente le lunghe traversate.

Di recente alcuni ricercatori danesi hanno accertato, grazie a ritrovamenti di tracce d’orzo bruciato in alcuni siti archeologici, che i primi pionieri che colonizzarono la Groenlandia riuscirono a coltivarvi cereali malgrado le condizioni climatiche estremamente rigide.

Tweet


Info autore

Daniele Beccaceci

“Date a un uomo una birra e ci perderà un’ora.
Insegnategli a farsela da se e ci perderà una vita intera” .
(THE HOME BREW COMPANY)

Sono nato nel maggio 1982 a Giulianova e risiedo in un piccolo paese della provincia di Teramo.
Nella vita sono un macellaio con esperienza ventennale….. ma nel tempo libero mi piace dedicarmi alla mia famiglia e al mio hobby: la birra!!!!
Ho iniziato ad avere passione per la birra artigianale più o meno 12 anni fa, quando per la prima volta, aiutato da un amico, mi sono cimentato nella “produzione casalinga” della mia prima birra.
Nel tempo la mia passione è diventata sempre più forte, al punto tale da portarmi a realizzare birre anche più complesse.
Circa un anno fa questa mia passione mi ha spinto a realizzare una pagina Instagram dove racconto la mia esperienza nel degustare i diversi stili di birre e i birrifici che le producono.
Mi auguro che i miei contributi sul giornale della birra vi siamo utili per appassionarvi ancora di più al mondo dell’home brew e per accrescere la conoscenza che ruota attorno alla stessa produzione.
Detto ciò vi lascio ad una buona lettura!