Numero 23/2019

6 Giugno 2019

Riduzione delle accise su Birra artigianale: realtà dal Primo Luglio!

Riduzione delle accise su Birra artigianale: realtà dal Primo Luglio!

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Il 5 giugno 2019 ha segnato il punto di svolta di una battaglia durata anni e portata avanti da Unionbirrai con fermezza e costanza: grazie alla firma del Ministro Tria, il Decreto Ministeriale previsto dalla Legge di Bilancio sancisce l’entrata in vigore della riduzione delle accise sulla birra artigianale. Il provvedimento sarà operativo dal primo luglio 2019 e prevede una riduzione delle accise del 40% per i birrifici artigianali e si va a sommare all’ulteriore riduzione a 2,99 euro dell’accisa per ettolitro e per grado-Plato inserita con l’ultima Legge di Bilancio. Ovviamente il beneficio fiscale riguarderà solo i birrifici artigianali propriamente detti, più specificatamente riguarderà esclusivamente le imprese che rispettano il limite di 10mila ettolitri di produzione annua, che sono indipendenti a livello societario e non effettuano pastorizzazione e microfiltrazione.

 

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Non meno importante, il tema dell’accertamento della produzione dal mosto alla fase di confezionamento, quindi facendo riferimento alla reale quantità di alcol prodotta, così come previsto dalla Legge di Bilancio stessa su cui si attendono ulteriori indicazioni operative.
Ad accogliere la firma del Ministro Tria, il comunicato di Unionbirrai “Oggi, 5 giugno 2019, è una data che, assieme ad alcune altre nella breve storia della Birra Artigianale Italiana, meriterà di essere ricordata con particolare soddisfazione da parte del nostro comparto: dopo alcuni giorni passati in trepidante attesa è giunta infatti la firma del Ministro dell’Economia Tria sul Decreto Ministeriale previsto dalla Legge di Bilancio 2019, che riduce del 40% l’accisa gravante sulle birre prodotte dai microbirrifici italiani.

 

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È un risultato straordinario, conseguito dopo anni di incessante lavoro da parte di Unionbirrai, per ottenere quelle agevolazioni riservate ai piccoli produttori, come già da tempo accade nella grande maggioranza dei paesi europei che, ne siamo certi, rappresenterà un importante incentivo per la crescita e lo sviluppo del nostro settore.
Ci riproponiamo nei prossimi giorni di ringraziare uno a uno tutti coloro che in questi anni hanno fornito un fondamentale contributo per questo storico successo della nostra Associazione: nel frattempo siamo già al lavoro per fornire a tutti i nostri soci le istruzioni operative da mettere in pratica da oggi al 1 luglio 2019, data di entrata in vigore del provvedimento”.

Vittorio Ferraris, direttore generale Unionbirrai dichiara: “Questa è una grande notizia per il nostro comparto che ci ripaga del lavoro che abbiamo portato avanti con determinazione da molti anni sempre ed esclusivamente con lo scopo di tutelare e creare sviluppo per tutti i Piccoli Produttori Indipendenti di Birra in Italia. Nei giorni scorsi Unionbirrai aveva inviato una lettera al Ministro Tria, controfirmata da 200 birrifici aderenti, sollecitando la firma del decreto che era inizialmente previsto entro il 28 febbraio. L’Associazione ha anche partecipato ai lavori di stesura del testo, che si sono conclusi il 2 aprile dopo un confronto finale con l’Agenzia delle Dogane.
Unionbirrai da anni infatti lavora per sensibilizzare il mondo politico, è presente ai tavoli tecnici dei Ministeri coinvolti e opera attivamente nella divulgazione della cultura birraria. Il comparto della birra artigianale italiana è ora a fianco dei tanti piccoli produttori di birra europei che, da anni, vedono riconosciuto il proprio lavoro tramite agevolazioni specifiche sull’accisa. L’Italia infatti era uno dei pochi paesi dell’Unione Europea dove non esistevano normative a supporto dei birrifici di piccole dimensioni. Fin dal 1992 esiste una Direttiva Europea a favore di queste realtà, ma in Italia prima di oggi non era stato ancora approvato nulla in tal senso”.

Interessante anche il punto di vista di Coldiretti che commenta così il Decreto Ministeriale: “Un sostegno al consumo di una bevanda che riscuote un successo crescente in Italia dove si assiste ad una moltiplicazione di iniziative imprenditoriali con 862 birrifici artigianali, dei quali oltre il 90% beneficerà dell’agevolazione.
Si tratta di realtà molto spesso realizzate da giovani che sono i più attivi nel settore con profonde innovazioni che vanno dalla certificazione dell’origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole ma anche la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative come i “brewpub” o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica.
Nel 2018 il consumo di birra ha superato per la prima volta nella penisola i 20 milioni di ettolitri conquistando oltre la metà degli italiani. A rivoluzionare il settore è una domanda che è diventata negli anni sempre più raffinata e consapevole con una sempre maggiore attenzione per l’origine delle materie prime e la ricerca di varietà particolari con numerosi esempi di innovazione, dalla birra aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo di colore giallo paglierino ma c’è anche quella alle visciole, al radicchio rosso tardivo Igp o al riso”.

 

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Nella realtà, non aspettiamoci una automatica riduzione dei prezzi al consumo. La riduzione è importante sul bilancio annuale di una piccola impresa, ma giova poco sul prezzo a boccale. Ora si attendono nuove e più radicali riforme di settore, tra cui un alleggerimento degli aspetti burocratici. Ma il fatto che le istituzioni inizino a considerare la birra artigianale italiana per l’importanza che riveste e potrà rivestire in futuro è un segno molto importante!

Insomma, una estate 2019 che inizia con il piede giusto per la birra artigianale italiana!

 

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