Numero 50/2017

12 Dicembre 2017

Un viaggio nella Murgia alla scoperta delle nuove eccellenze artigianali del Birrificio degli Ostuni

Un viaggio nella Murgia alla scoperta delle nuove eccellenze artigianali del Birrificio degli Ostuni

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Raccontare la storia del Birrificio degli Ostuni porta con sé un romanticismo innegabile: un vecchio cinema abbandonato di Poggiorsini, nel cuore della Murgia, immagine classica di un film in bianco e nero,  riprende vita e si trasforma a colori risorgendo nella veste di moderno birrificio artigianale. Una trama che si avvera grazie all’impegno di due giovani fratelli, Matteo e Giuseppe Ostuni, capaci di trasformare in realtà il sogno di realizzare un proprio birrificio, conciliandolo con le difficoltà del fare impresa, le esigenze del mercato, avvalendosi delle migliori tecniche di produzione e materie prime.

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Non solo, i due fratelli si propongono sul mercato con un prodotto di nicchia, una produzione limitata che vuole raggiungere uno standard qualitativamente elevato, ma soprattutto ambisce alla vera artigianalità. Supportati dalla grande passione, da un padre instancabile e da numerosi amici, si prodigano a saggiare nuove ricette fino alla perfezione nell’ottica di una brassatura legata alla squisitezza del territorio: la Puglia o ancor meglio la Murgia barese, la terra in cui affondano le proprie radici personali ed imprenditoriali.

Le birre degli Ostuni vedono il proprio marchio di fabbrica in un’ottica orientata alla riscoperta della tradizione e della genuinità,  in cui la qualità selezionata delle materie prime conferisce un sapore estremamente intenso. Ad affiancare gli ingredienti base, nelle birre trovano ampia rappresentazione gli ingredienti locali, a filiera corta: aromi e spezie coltivate biologicamente nel territorio della Murgia barese, acqua microbiologicamente pura della sorgente di Poggiorsini, il pane locale sono il vero valore aggiunto ad ogni ricetta.

 

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La peculiarità della produzione si esprime in un numero limitato di referenze, molto caratterizzate e dalla grande personalità. La Comare, in stile Saison, in cui stupisce un bouquet di erbe e spezie che ricorda la Murgia, con i suoi campi in fiore, da cui vengono attinti gli ingredienti caratterizzanti il profumo. Altrettanto degne di nota la Controra, unaPils più classicadai sentori erbacei, e l’Imperial Stout, appunto A’Stout, entrambe molto franche e con sapori intensi e complessi, dalla secchezza dissetante, frutto di una sapiente e ricercata combinazione di ingredienti.

Molto interessante alla degustazione la Vezzosa, una India Pale Ale, in cui le note marcatamente luppolate ed agrumate che rendono unico l’aroma si confondono con le peculiarità tipiche dei malti caramellati.  Sul medesimo registro, la Pale Ale del birrificio, poco frizzante, dall’amaro pronunciato ma non pungente, irresistibilmente equilibrata che viene riconosciuta con il nome di Baluff.

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Il Birrificio degli Ostuni è un mix di elementi unici ed inimitabili: non solo la storia dei luoghi, la fatica e la passione di una famiglia, l’eccellenza degli ingredienti migliori e locali. Per apprezzarne ogni sfaccettatura è necessario scoprire le emozioni che ogni birra è capace di trasmettere alla degustazione: assaggiare con calma, dedizione e passione per comprendere ciò che la bevuta trasmette.

Dove trovare le birre: di certo non è difficile acquistarla nei migliori locali del barese, ma può arrivare ovunque on-line grazie all’e-commerce collegato al sito web: www.birrificiodegliostuni.it

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Dopo aver frequentato la celebre Scuola enologica di Alba, ho conseguito le lauree in Scienze viticole ed enologiche, Scienze e tecnologie alimentari e Biotecnologie vegetali presso l’Università degli Studi di Torino. Più per vocazione che per professione, mi dedico all’insegnamento tecnico di settore alimentare come docente presso l’IIS Umberto Primo, l’ITS Academy Agroalimentare e l’ITS Academy Turismo del Piemonte. Amo, inoltre, lavorare come consulente di innovazione nelle cantine, nei birrifici e nelle aziende agroalimentari, anche grazie all’esperienza maturata con il Birrificio contadino Cascina Motta, di cui sono proprietario, dove ho messo a punto la produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione brassicola completamente a filiera aziendale (maltazione compresa). Inoltre sono editore di Giornale della Birra, Giornale del Caffè e Giornale del Cioccolato e divulgatore scientifico come collaboratore presso altre riviste e giornali tecnici di settore. Grazie ad un po’ di gavetta, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo giornale: a distanza di oltre 10 anni dalla messa on-line, non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Informazioni di contatto professionale: massimo.prandi@giornaledellabirra.it