30 Marzo 2016

American IPA a tavola: una missione possibile!

American IPA a tavola: una missione possibile!

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È forse la birra più in voga del momento, sicuramente una delle più saporite, gustose e senza ombra di dubbio la più amara. Molto più sfrontata e arrogante della sua sorella maggiore inglese, è caratterizzata dagli intensi profumi agrumati, resinosi, floreali e fruttati dei luppoli americani, che le conferiscono un aroma formidabile e un bouquet opulento. Tenui note di malti caramellati e a volte tostati fanno capolino qua e là. Al palato risulta morbida, spesso dal corpo leggero, mentre in bocca è l’amaro a farla da padrone, con un lungo e persistente finale che scivola via dolcemente.

Le American IPA sono birre molto intense, per questo vanno accompagnate a piatti altrettanto strutturati, che non rischino di essere sopraffatti. Certo, non è la birra più facile da abbinare: molti la berrebbero al massimo sgranocchiando patatine, noccioline o altri snack salati, che per inciso stanno benissimo con questa birra, in quanto i cibi salati aumentano la sete e rendono meno amara e più dissetante la IPA.

È sorprendente però vedere come, seguendo alcune semplici suggerimenti, si possano trovare degli abbinamenti inaspettati. Sappiate che l’amaro, caratteristica fondamentale delle IPA di tutto il mondo, è ottimamente bilanciato, oltre che dal sale, dal dolce e dall’umami. L’amaro inoltre enfatizza i sapori speziati e in particolar modo le note piccanti del peperoncino. L’acidità e la carbonizzazione, sempre evidente, rendono le IPA ottime “pulitrici di palati”, che ben si accompagnano a piatti grassi o affumicati, mentre il caramello del malto esalta il lato più dolce dei piatti.

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Altri accostamenti possono prendere spunto dalle note eleganti dell’aroma del luppolo: un famosissimo abbinamento delle American IPA è quello con cibi fritti, come le ali di pollo fritte alla maniera di Buffalo o il Fish & Chips. Questo perché cibi grassi, unti e salati come questi consentono di apprezzare pienamente le note aromatiche del luppolo, senza sovraccaricare l’amaro.

Altro accostamento ricorrente è quello con i cibi speziati ed esotici. La cucina indiana, quella thailandese, vietnamita o messicana, sono tutte particolarmente speziate e il luppolo esalta il tamarindo, il coriandolo, lo zenzero, il cardamomo e soprattutto il curry di Madras e il peperoncino. Queste spezie a loro volta accentuano il sentore del luppolo, rendendo la birra più amara. La maggior parte di questi piatti sono ricchi di umami, dovuto alla salsa di pesce o a quella di soia, che ben si sposa con l’amaro, come del resto il dolce latte di cocco. L’ampio utilizzo di lime e lo smodato uso del peperoncino nel cibo messicano e caraibico lo rendono un perfetto abbinamento alle American IPA, amare e agrumate. Spettacolare sarebbe mangiare un piatto di gamberi cajun bevendo IPA, al tramonto, da qualche parte in mezzo alle paludi attorno a New Orleans.

Ma è possibile gustarsi una American IPA anche con del cibo nostrano?

Innanzitutto è favolosa con le carni, soprattutto arrosto, cotte alla brace o alla griglia: ricche di umami e grassi, ben si abbinano a birre saporite. La caramellizzazione che avviene durante la cottura, e che dona alla carne quel favoloso color marrone, è la chiave di tutto e completa una buona base di malto. Ottima è anche con salumi, dal prosciutto crudo al salame, dalla coppa alla pancetta affumicata.

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La American IPA si può accompagnare anche al pesce, purché sia sufficientemente grasso, saporito e magari marinato con aglio e prezzemolo in abbondante olio.

Un altro abbinamento è quello col formaggio. Fermandoci a quelli più conosciuti, avete mai bevuto una American IPA stuzzicando delle scaglie di parmigiano reggiano? La birra mitiga perfettamente il salato e la sensazione oleosa che lascia in bocca, completandone gli aromi. Oppure con un ottimo gorgonzola, grasso ed erborinato, con note erbacee che vanno meravigliosamente a braccetto col luppolo. E che dire di un tipico formaggio d’alpeggio, come la fontina valdostana d.o.p.?

Ci sono inoltre alcuni singoli alimenti che ben si sposano con i luppoli americani poiché anch’essi ricchi di myrcene (molecola profumate che dona il caratteristico aroma ai fiori amaricanti). Frutti come arance e agrumi, albicocche e mango (che ne contiene una quantità ingente) oppure erbe come il timo, l’erba limoncina, l’erba cipollina, la citronella e il basilico sono ingredienti ideali per accompagnare una American IPA. Considerato ciò, perché non berla con un semplice piatto di prosciutto crudo, che porta una grassa e salata dolcezza, mozzarella, che ben si accosta all’amaro mitigandolo, pomodoro, ricco di umami, un filo d’olio dai ricchi aromi e del basilico? Oppure mangiando la classica piadina romagnola, visto che la rucola esalta l’amaro?

Una splendida armonia si trova anche con gli arancini siciliani: la ricchezza del riso si abbina al corpo della birra, la carne del ragù e la mozzarella, assieme allo speziato dello zafferano, sono favolosi da accostare alle note maltate e luppolate e infine l’amaro fa il suo lavoro portando freschezza e preparandoci per un nuovo boccone.

Infine i dolci, dal cioccolato amaro, alle torte di agrumi, offrono molte combinazioni possibili per terminare il pasto bevendo questa fantastica birra.

Come avete visto gli abbinamenti sono molteplici, anche se l’unica vera regola è seguire il proprio

 

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Federico Borra
Info autore

Federico Borra

Classe 1982, nato a Milano, ma comasco d’adozione, ho iniziato il mio viaggio nel mondo della birra artigianale nella cantina di un ormai famoso birraio: io facevo i compiti della quinta elementare, lui poneva le basi per un brillante futuro.
Per anni però ho vissuto ai margini di un movimento che diventava sempre più grande e delle cui meraviglie finalmente e totalmente mi sono innamorato nell’estate del 2011… da allora si può dire che io e la birra artigianale siamo inseparabili.
Sono un autodidatta (adoro leggere), ho però frequentato alcuni corsi presso i birrifici vicino a casa (mi piace anche ascoltare, soprattutto i birrai!). Grazie ad un tifoso lariano del West Ham (di cui forse un giorno vi racconterò), riesco facilmente a raggiungere birre da tutto il mondo, dalla Danimarca al Giappone, passando per Nuova Zelanda, Francia, Inghilterra, Belgio, Germania, U.S.A., Italia e chi più ne ha più ne metta…e dove non arriva lui, c’è sempre internet!
Fosse per me sarei sempre in giro per il mondo, scoprire nuove culture mi affascina soprattutto attraverso la musica, il cibo e, perché no, la birra. Da sempre sono appassionato di cucina, cerco di scavare a fondo nella tradizione senza mai chiudere la porta alla creatività. Sfoglio volentieri, anche solo per passare il tempo, libri di ricette e ne ho una piccola collezione comprata in tutto il mondo (beh, più o meno tutto). Questa mia passione si è unita a quella della birra sfociando nella ricerca dell’ abbinamento perfetto.
Dal 2012 sono homebrewer. Producendo birra mi piacerebbe imparare a conoscere gli aromi del luppolo e le sfumature del malto, l’utilizzo dei lieviti e l’influenza che ha l’acqua sulla nostra bevanda preferita (la sperimentazione in prima persona è fondamentale!!).
Attraverso questa nuova esperienza con www.giornaledellabirra.it vorrei poter condividere con voi le mie idee e le mia scoperte, confrontarmi e soprattutto ampliare i miei orizzonti! Tra i miei ispiratori, l’autore Jef Van Den Steen ed il suo libro Gueuze & Kriek: The Magic of Lambic