Numero 27/2021

7 Luglio 2021

Rispetto del territorio, attenta selezione e sostenibilità: ecco Birridea!

Rispetto del territorio, attenta selezione e sostenibilità: ecco Birridea!

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Birridea significa selezione attenta e scrupolosa di birre artigianali. Birridea significa rispetto delle stagioni e del territorio.
E’ con queste parole, che trovate sulla pagina internet della loro attività, che i soci di Birridea – Andrea, Cristian e Davide – descrivono Birridea, startup nata con l’obiettivo di fornire birre artigianali italiane di qualità ai locali di Torino e del Piemonte e agli amanti di questa bevanda in tutta Italia tramite il portale www.birridea.it, con un occhio attento all’abbinamento cibo/birra e al tema della sostenibilità.
Andrea e Cristian, intervistati in esclusiva da Il Giornale della Birra, ci raccontano come è nata Birridea, i primi passi dell’attività e i progetti per il futuro, forti di numeri in continua crescita e di un immediato ottimo riscontro da parte dei clienti.
D: “Quando siete nati e come mai avete deciso di lanciarvi in questa attività?”
Andrea: “Birridea è nata un anno fa. Siamo tre soci; io, Cristian e Davide. Avevamo voglia di metterci in gioco e di creare qualcosa di nuovo in cui poterci rispecchiare, che riflettesse quelli che sono i nostri valori. Da anni parlavamo di fare qualcosa insieme. Negli anni il discorso si è concretizzato sul beverage e abbiamo deciso di buttarci sulla birra artigianale e nello specifico sulla birra artigianale italiana. Non escludiamo in futuro di espanderci anche in altri settori, come ad esempio quello del vino, ma al momento le risorse non ce lo consentono”.
D: “Siete quindi appassionati di birra artigianale?”
Andrea: “La birra artigianale ovviamente è una nostra passione. Ci piace e tutti e tre la beviamo e quindi un anno fa abbiamo deciso di costituire la società. Abbiamo visto infatti che nella nostra città, Torino, e nel territorio piemontese, la birra artigianale è un prodotto che viene sempre più chiesto e consumato nei locali, nei ristoranti e nelle pizzerie. Parliamo, comunque, di un prodotto ancora poco presente nel settore ho.re.ca.. Sono ancora pochi, inoltre, quelli che si occupano della distribuzione di questo prodotto sul territorio”.
D: Lavorate sia con i locali e sia con il consumatore finale. Raccontateci qualcosa di più
Andrea: “Abbiamo deciso di iniziare con la distribuzione/vendita ai locali e con la Pandemia abbiamo parallelamente attivato la vendita diretta ai privati tramite il nostro sito. Tutto questo si lega al tema della territorialità. Attraverso il sito, infatti, vogliamo raggiungere gli appassionati di birra artigianale che vogliono avere un prodotto di qualità. Ci teniamo a scegliere noi tutti i birrifici. Parliamo con i produttori, scegliamo le birre e le conserviamo in maniera ottimale. Infatti, abbiamo investito in celle frigorifere per mantenere la giusta filiera qualitativa sia al cliente finale e sia al segmento ho.re.ca. Ovviamente, pretendiamo che tutti i nostri fornitori abbiano la stessa cura nella spedizione e nella conservazione del prodotto”.
D: Come scegliere i prodotti e i birrifici con cui lavorate?
Andrea: “Le questioni fondamentali sono due. La prima è che la birra deve essere ‘buona’. Mi rendo conto che questo sia un concetto un po’ ampio e soggettivo, ma mi riferisco al fatto che il prodotto venga realizzato in maniera corretta, con una filiera delle materie prime qualitativamente valida, con la corretta pulizia degli impianti, e birre che sia in grado di mantenere la stessa qualità. Realizzare prodotti con standard di qualità costanti infatti non è semplice. Un altro tema è l’abbinamento gastronomico che proponiamo sul nostro sito e che cercheremo di implementare il più possibile. Pensiamo che la birra possa essere abbinata anche a tavola. Puntiamo molto sull’abbinamento birra e ciba e ad esempio su birre particolari, come le Iga, ossia le birre con il mosto d’uva quindi mi riferisco a birre che sviluppano caratteristiche organolettiche importanti, o come le birre gluten free, che rappresentano un segmento in decisa crescita”.
D: Puntate quindi molto sull’abbinamento birra/cibo?
Cristian: “Il tema dell’abbinamento è importante. Non cerchiamo i prodotti solo in base al prezzo; la qualità deve essere fondamentale. Sul sito, con ogni birra consigliamo degli abbinamenti gastronomici che sviluppiamo noi o in collaborazione con i birrifici stessi. Consigliamo anche i bicchieri da abbinare al meglio con la birra e invitiamo i clienti a continuare a curare la qualità del prodotto, quindi, suggerendo ad esempio di conservare la birra in posizione verticale e in un luogo fresco”.
D: Mi fate qualche nome di birrifici con cui collaborate?
Andrea: “I birrifici con cui lavoriamo sono tutti validi, ma se devo citarne qualcuno segnalo il birrificio Montegioco, molto importante e quotato a livello nazionale, attivo proprio nel territorio di Montegioco, oppure Maltus Faber di Genova che fa ottime birre in stile belga o Underdog Brewery, un nuovo birrificio che lavora solo con le lattina”.
Cristian: “Io segnalo Ca del’ Brado in Emilia Romagna. Parliamo di una cantina brassicola specializzata nelle birre a fermentazione spontanea e nelle birre in botte. Siamo convinti che il panorama della birra artigianale stia diventando qualcosa di molto importante e raffinato. Menziono anche il Birrificio Aleghe”.
D: I vostri clienti sono esperti della birra artigianale o ci sono anche dei neofiti?
Andrea: “Noi ci rivolgiamo a chi conosce già la birra artigianale, ma vogliamo anche uscire da questa nicchia di mercato, puntando su chi si affaccia per la prima volta a questo prodotto. Ci impegniamo ad esempio a sviluppare dei pack dedicati per fare avvicinare le persone e per far conoscere il mondo della birra artigianale. Cerchiamo di accompagnare i clienti alla scoperta di questo mondo. Crediamo molto nel cercare di avvicinare anche chi non beve la birra artigianale. Abbiamo proprio un kit dedicato, che è lo Starter pack: una selezione di birre artigianali facili da bere e con diversi stili pensata proprio per chi vuole avvicinarsi a questo mondo”.
D: Siete soddisfatti di questo primo periodo d’attività?
Andrea: “Sì, siamo soddisfatti. Abbiamo visto una buona risposta da parte dei locali così come siamo contenti dell’andamento dell’on-line. Avviare e far conoscere un sito, ovviamente, non è semplice, ma già dalla prima settimana gli ordini sono arrivati. Siamo molto soddisfatti, ma ovviamente di strada ce n’è ancora tanta. I clienti rispondo bene. Abbiamo appena iniziato ma registriamo sempre più clienti. La risposta è positiva. Chi inizia a lavorare con noi e ordina per la prima volta la birra, poi la riordina. La risposta quindi è positiva. I clienti del settore ho.re.ca si stanno consolidando e la risposta del consumatore finale è positiva. Notiamo un un consumatore finale sempre più attento al prodotto e sempre più in grado di riconoscere una birra di qualità, ma spesso c’è ancora confusione tra le birre industriali e di qualità”.
Cristian: “Ci sono tanti competitor sul mercato è quindi fin da subito la nostra idea è stata quella di differenziarci rispetto agli altri. Riteniamo che il consumatore debba essere ‘guidato’ nell’approcciarsi alla birra artigianale. Grandi città, come Milano e Roma, sono più avanti. Torino su questo fronte è un po’ indietro. Questa differenza è alla base della nostra idea dietro il progetto”.
D: Uno dei vostri punti di forza è la sostenibilità. Quali azioni avete intrapreso su questo fronte?
Cristian: “Sì, puntiamo molto sulla sostenibilità. Con la pandemia e i successivi lockdown ci siamo resi conto che tutto si sarebbe spostato sull’on-line e allo stesso tempo ci siamo domandati cosa potessimo fare per rendere il sito virtuoso sul fronte delle consegne. Su questo fronte ci impegniamo con packaging e spedizioni sostenibili. Tutti i materiali sono riciclabili e plastic free. Inoltre, ci impegniamo al 100% per compensare le emissioni dei trasporti. Con un partner, Tree Nation, ogni volta che facciamo una spedizione piantiamo alberi in diversi posti nel mondo per la ‘carbon compensation'”.
D: Quali progetti avete per il futuro?
Andrea: “Vogliamo aggiungere con una certa regolarità sempre più birrifici, inoltre abbiamo in programma di spostarci in un magazzino più grande e acquistare altre celle frigorifere. Infine, in un’ottica di sostenibilità abbiamo a budget l’acquisto per il prossimo anno di un macchinario che ci permetterà di recuperare i cartoni dei birrifici con cui lavoriamo, per riutilizzarli come materiale di riempimento per le nostre spedizioni”.

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Marco Fusi
Info autore

Marco Fusi

Giornalista finanziario per professione e amante della birra – di qualità – per passione. Grazie ad una cara amica sommelier qualche anno fa ho scoperto il mondo delle birre artigianali e da allora è stato un crescendo.

Ho frequentato i corsi di degustazione organizzati dal network Fermento Birra, superando con successo l’esame finale; ho anche partecipato ad un corso di un giorno sull’Home Brewing di MOBI e spero, quando avrò un po’ piu’ di tempo libero, di iniziare la produzione a casa, nel frattempo degusto birre a Milano e provincia e vado alla ricerca dei migliori festival e appuntamenti birrari lungo tutta la penisola (lavoro permettendo) sia per scoprire le ultime novità e sia per conoscere la storia e le persone che si celano dietro ogni birrificio.

Mi piace confrontarmi sulle birre che bevo – per questo cerco di partecipare a degustazioni guidate e non – e prima o poi, chissà, tenterò l’esame BJCP… seguitemi e che il luppolo sia con voi!