Numero 36/2020

2 Settembre 2020

Centparcent furlane: ecco come nascono le birre!

Centparcent furlane: ecco come nascono le birre!

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Abbiamo parlato nelle scorse settimane della Rete Asprom, e di come funziona la sua attività di  coltivazione dell’orzo, maltazione e birrificazione: andiamo ora a conoscere più da vicino proprio questa ultima fase, che avviene nel birrificio sito a Pocenia (Udine).

Si tratta, come già accennato nel primo articolo, di un birrificio turnario: un impianto cioè in cui ciascun retista, appunto a turno, può far fare dalle abili mani di Claudio – mastro birraio diplomato alla Dieffe di Padova – la birra con il malto ricavato dal proprio orzo; ponendovi poi il marchio aziendale oppure quello “Centparcent furlane”.

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L’impianto è uno Spadoni semiautomatico da 12 hl; e la cantina conta 15 fermentatori unitank da 12 hl e due da 24 – coerentemente con la possibilità di lavorare in doppia cotta – per un totale di 228 hl. Come dicevamo, sono disponibili cinque ricette base – una Golden Ale, una Alt, una Apa, una Strong Scotch Ale e una Lager chiara – più altre realizzate su richiesta dei singoli retisti. «C’è chi arriva già con una proposta precisa di ricetta – racconta Claudio – e chi invece, più semplicemente, mi racconta come vorrebbe la birra in base a quello che sa essere il proprio pubblico, o all’abbinamento con i piatti del proprio agriturismo o dei prodotti della propria azienda agricola. In ogni caso, cerco di elaborare un prodotto più vicino possibile alle loro esigenze. Va anche precisato che essere in rete ha il vantaggio di non dover necessariamente commissionare per sé un’intera cotta, se 12 ettolitri – specie per ricette un po’ più di nicchia, o per le realtà più piccole – sono troppi: ci si può anche unire in più retisti, e dividersi poi il prodotto. Naturalmente, ciascun retista porterà in birrificio la quantità di malto di propria produzione necessaria a fare il volume di birra prenotato, che sia una cotta intera o soltanto una parte».

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Se il malto è friulano, non può essere da meno il luppolo: nella fattispecie quello biologico e con dna certificato di Luppolo Verde, realtà avviata dal giovane Federico Comel a Polcenigo (Pordenone). Per quanto non siano disponibili tutte le varietà necessarie a coprire la gamma di stili prodotti a Pocenia, «cerchiamo comunque di usarlo quanto più possibile, con almeno una varietà friulana per ciascuna ricetta. Alcune, come ad esempio la Friulapa, utilizzano solo ed unicamente luppolo friulano. Anche in questo caso, essere in Rete offre un canale già consolidato per avere accesso a questi luppoli; che senz’altro è un’opportunità significativa, trattandosi di una coltivazione ancora scarsa in Italia».

Le birre vengono infine imbottigliate o infustate, etichettate, e affidate all’azienda che le ha richieste. «Anche qui, lasciamo massima libertà ai retisti – assicura Alido Gigante, presidente Asprom –: c’è chi preferisce creare il proprio marchio e chi “adottare” l’etichetta “Centparcent furlane”, è una libera scelta in base all’immagine e al messaggio che ciascuna azienda vuole passare. Preciso poi che la birra esce dallo stabilimento ad accisa assolta; e che i costi a cui ciascun retista va incontro sono unicamente quelli “materiali” delle materie prime e dei servizi resi, senza alcun ricarico da parte di Asprom».

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Se abbiamo stuzzicato la vostra curiosità, non vi resta che approfondire su www.asprom.it quali sono le aziende agricole parte della rete (e quindi dove trovare le birre), o le modalità di adesione se siete interessati ad unirvi – come produttori o per acquistare il malto – a questa realtà.

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Info autore

Chiara Andreola

Veneta di nascita e friulana d’adozione, dopo la scuola di giornalismo a Milano ho lavorato a Roma – dove nel 2009 ho conseguito il titolo di giornalista professionista – e a Bruxelles al DG Comunicazione della Commissione Europea. Lì sono iniziati i miei primi timidi approcci con la birra, tra cui la storica Bush de Noel che ha finito per mettere il sigillo definitivo alla storia d’amore tra me e il mio futuro marito – e già da lì si era capito che una storia d’amore era nata anche tra me e la birra. Approdata a Udine per seguire appunto il marito, qui ho iniziato ad approfondire la mia passione per la birra artigianale grazie al rapporto in prima persona con i birrai – sia della regione che più al largo – e i corsi di degustazione tenuti dal prof. Buiatti all’Università di Udine; così dal 2013 il mio blog è interamente dedicato a questo tema con recensioni delle birre e resoconti delle miei visite a birrifici, partecipazioni ad eventi e degustazioni. Le mie collaborazioni con pubblicazioni di settore come Il Mondo della Birra e Nonsolobirra.net, con eventi come la Fiera della Birra Artigianale di Santa Lucia di Piave e il Cucinare di Pordenone, e la conduzione di degustazioni mi hanno portata a girare l’Italia, la Repubblica Ceca, il Belgio e la Svezia. Ora sono approdata anche al Giornale della Birra, un altro passo in questo mio continuare a coltivare la mia passione per il settore e la volontà di darvi il mio contributo tramite la mia professione.