Numero 15/2020

9 Aprile 2020

… ai tempi del Coronavirus

… ai tempi del Coronavirus

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Bere una birra in compagnia è un atto di gioia e convivialità, ormai l’ho predicato non so quante volte. Oggi questi momenti ci sono stati strappati.
Il responsabile è il virus Covid-19, un’ospite scomodo che è meglio non avere al proprio tavolo.
Questo virus non è sceso da un barcone, ma è arrivato in Italia viaggiando in prima classe su un aereo.
Dopo una doccia calda è andato a mangiare al ristorante, poi al cinema e il giorno dopo ha preso la metro per andare al lavoro o con gli amici a farsi un aperitivo.
Poi ha iniziato a scatenarsi, non in discoteca, ma di casa in casa, da una famiglia all’altra portando dolore e morte.
Ad oggi solo in Italia ci sono decine di migliaia di positivi al virus e migliaia di morti.
Siamo stati catapultati in un film horror diventandone tragicamente i protagonisti principali. Città trasformate in luoghi surreali, strade e parchi deserti, serrande di locali abbassate e attività chiuse forzatamente per decreto.
Di primo acchito sembrerebbero misure estreme quasi da colpo di stato, ma purtroppo necessarie perchè è una delle poche armi che abbiamo, in assenza di una cura, per non contagiarci a vicenda.

 

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La venuta di questo apocalittico “cavallo verdastro” del ventunesimo secolo spero ci serva da lezione per evitare un’altra pandemia, ma una parte degli italiani ancora oggi non ha compreso la gravità della situazione.
Sento dire un’infinità di sciocchezze come “Spero di ammalarmi così sto a casa due settimane dal lavoro”, “Esco lo stesso tanto io non mi ammalo mai”, “E’ solo un’influenza, basta un pò di vitamina C”, “L’importante è bere tanta acqua, ma calda” o “Il liquido biocondizionatore dell’acqua della vasca dei pesci fa bene”.
I Social Network propagano purtroppo anche un altro virus, quello della disinformazione e delle Minchia News diffondendo un’altra piaga, il contagio da ignoranza.
C’è la caccia all’untore, vengono raccontati fantasmagorici complotti internazionali, che l’inizio dell’epidemia è dovuta a strane congiunzioni astrali o profetizzate punizioni divine.
Non mancano i tuttologi dell’ultima ora pronti a seminare consigli di ogni genere per salvarci dal “male”.
Tutto quello che accade oggi dovrebbe servirci per cambiare rapidamente le regole di questa società, educarla alla maggiore attenzione per la salute delle persone, al rispetto e la solidarietà.
Queste parole possono essere viste come il solito sermoncino ricco di retorica, ma trovo non sia mai abbastanza ripetere quello che sta accadendo.
Non ho voglia di demonizzare Covid-19 anzi dovremmo sfruttare la nostra attuale “paura” per riflettere, innovare e creare nuove opportunità per la nostra quotidianità. La reazione dei gestori delle attività costretti al lockdown è stata tasformarsi in pony express pronti a consegnare a domicilio ogni bene di prima necessità, dalla vostra birra preferita fino ad anche il pranzo Pasquale.
Tutti si stanno impegnando di più sul commercio on line e un birrificio, Noiz di Santarcangelo di Romagna, ha lanciato un’idea interessante ed importante… a fronte dell’emergenza Covid-19, ha deciso di dare il suo contributo devolvendo il 10% dei profitti
on-line a sostegno dell’Ausl Romagna impegnandosi anche a consegnare gratuitamente in TUTTA Italia le loro birre acquistate.
Non perdete questa occasione, bere una birra in questo caso è un modo per contribuire all’attuale emergenza e non sarebbe male che altri come loro aderissero all’idea.
Io lavoro in un Ospedale e anche se non in “prima linea”, vedo ogni giorno l’impegno che il personale sanitario sta offrendo per arginare il contagio, i rischi che stanno correndo e le mancanze organizzative purtroppo ormai note che stanno accusando.
Però lasciatemi aggiungere che dovremmo ringraziare certo medici ed infermieri, i primi a fronteggiare il “nemico”, ma anche i tecnici, i barellieri, le tante OSS di supporto, chi lavora sulle ambulanze, il personale che igienizza i locali, gli amministrativi, i magazzinieri e gli
operai che li supportano tutti i giorni nell’ombra col loro lavoro.
Spero che tutte queste persone alla fine dell’emergenza non vengano liquidate con una banale e-mail di ringraziamento o uno scarno quanto inutile comunicato stampa pubblicato sul giornale.
Il VERO GRAZIE dovrebbe essere rafforzare il sistema sanitario per non indignarci, come oggi, del numero di vittime comunicato in tv ogni sera simile ad un “bollettino di guerra”.

 

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“Bere Birra è il dannato sostegno a questa vita” lo posso scrivere anche grazie all’impegno di TUTTE le persone in divisa che da giorni sono in strada per “servire e proteggere” e noi non solo “DOBBIAMO STARE A CASA” a cucinare torte se vogliamo, ma anche a chiederci cosa è possibile fare in futuro per evitare di essere travolti da un Covid-20.  Chiedo agli amministratori  che non si sono mai opposti ai tagli dei budget ospedalieri di aprire la porta del loro ufficio e dignitosamente abbandonare il comando della nave prima di lasciare i marinai da soli a salvarla un’altra volta.

Che vengano banditi anche dai Pub e puniti a bere solo acqua per tutta la loro vita nel girone degli astemi.
Sin da ora ho voglia di brindare alla forza che avremo per ricostruire ciò che abbiamo perso, alla “casa” che ricostruiremo e al fatto che apprezzeremo ancora di più la vita.

Voglio dedicare questi pensieri a chi è mancato prima di questa pandemia per una semplice influenza.

“La saggezza ci viene quando non serve più a nulla” Gabriel Garcia Marquez.

 

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Info autore

Piero Garoia

Sono nato nel lontano millenovecentosess… il secolo scorso, a Forlimpopoli, paese natale di Pellegrino Artusi padre della cucina italiana.
Appassionato di musica, cinema, grafica e amante della fotografia.
La passione per la Birra Artigianale nasce tra gli scaffali di una libreria sfogliando un piccolo manuale per fare la birra in casa.
I disastrosi tentativi di produrla mi hanno fatto capire che diventare homebrewer non era proprio la mia strada.
Ho scelto allora di gustare la birra con gli amici, tutti appassionati, “credenti” che artigianale sia significato di unicità e qualità.
Non sono un docente, nemmeno un esperto, ma ho un obiettivo, mantenere vivo un piccolo mondo romantico dove la cultura della birra sia sinonimo di valori, socializzazione e condivisione di esperienze.
Coltivo le mie conoscenze partecipando a eventi, degustazioni, incontri e collaboro con l’Unper100 un’associazione di homebrewer forlivesi.
Mi affascina il passato delle persone, ascoltare le loro storie e capire come vivono le loro passioni.
Gestisco anche un mio blog semiserio www.etilio.it e mi piace pensare che questo possa contribuire a “convertire” più persone possibili al pensiero che “artigianale è meglio”.
Ho ancora tanti sogni nel cassetto e altrettanta voglia di concretizzarli.
Far parte del “Giornale della Birra” cosa significa? Vuol dire avere l’opportunità di comunicare a molte più persone quello che penso e mi appassiona.