Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
22 dicembre 2015

Bire de Nadal: il nostro reportage

Bire de Nadal: il nostro reportage


 

Ormai il Natale è alle porte, il freddo si fa sentire e anche noi abbiamo bisogno di scaldarci un po’! E come riuscirci meglio, se non con qualche birra alcolica e robusta, ma senza esagerare?

Anche quest’anno, precisamente la sera di sabato 28 novembre scorso, non potevo mancare al “Bire de Nadal”, giunto alla sua settima edizione, ed organizzato al The Dome di Nembro (Bergamo), uno tra i migliori locali in Italia in quanto a birra e professionalità. Locale pieno, peccato solo il clima natalizio, allora quasi assente. Ottima scelta da parte del publican Michele: proposta di birre davvero di alto livello, molte spine, diverse birre maturate in botte e, come anticipato, gradazioni alcoliche importanti.

Ospite d’onore della serata,il birrificio belga De Struise, con i birrai Carlo e Jeroen; conosco Carlo di persona e ogni volta mi accoglie a braccia aperte: si discute molto ed ho sempre tanto da imparare sulle sue birre e sui progetti targati De Struise. Spesso sconfiniamo dal discorso, parlando non di birre, ma di vino.

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Alla serata ho bevuto prevalentemente birre marchiate De Struise , d’altronde – sappia telo – è il mio birrificio preferito!!

Primo assaggio una T.W.O. Reserva, witbier invecchiata un anno in botti di rhum  cachaça, brasiliano, con sentori molto netti di vaniglia e zucchero di canna e dal sapore amabile.

Segue una Stille Nacht 2009 alla spina, spillata da un fusto dimenticato o forse perso per anni in cantina: grande birra, liquorosa e in ottima forma.

Sempre di De Struise assaggio la Black Frog, una Black Albert, afferente alle Imperial Stout, maturata per due anni in botti di Laphroaig: l’affinamento in barrique ha decisamente cambiato questa birra, abbastanza facile da bere, ma con sentori torbati sempre molto intensi.

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Tra le acide, sorseggio un assaggio di  Abbaye De Saint Bonne Chaine 2013, del Birrificio svizzero Bfm: si tratta di una birra affinata in barrique di vino rosso svizzero per un anno , acida ma non troppo, con un bel colore rossastro quasi come una kriek, legnosa e fruttata.

Vuoi non bere qualche birra di Cantillon anche se non natalizia?

Impossibile visto le birre in lista: così non rinuncio ad un piccolo assaggio di Mamouche 2013, floreale con fiori di sambuco, soddisfatto passo alla Lou Pepe Kriek 2014, produzione limitata, un fiorire di profumi di ciliegie… e ancora ciliegie!

Interessante anche la proposta di birre invecchiate in botti di whisky, provo la Roccia Scura sempre di Birranova, una Imperial Russian Stout da 10 % di TAV , passata in botti di whisky torbato.

Mi godo l’anteprima, essendo quello in degustazione al Bire de Nadal il primo fusto arrivato in Italia, la Hagger del birrificio austriaco Bevog, un barleywine da 12,3% di alcol, elegantemente affinato in botti di rovere. L’aroma è complesso: vaniglia, cocco, cacao, frutta ,accompagnati dai toni dati dal lungo invecchiamento in legno.

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Ultime degustazioni dedicate a birre a gradazioni alcoliche importanti, davvero da k.o.: 17 e 26 % , non è un errore di scrittura.

Zombination , un’Imperial Stout invecchiata un anno in barrique di Chateaux Margaux, vincitrice all’ultimo Zythos quale miglior birra, dolce e mielosa, quasi oleosa, stranamente facile da bere, con note di liquirizia, cioccolato e caffè sul finale. Mi riporta la mente a pensare alle vacanze estive trascorse in Spagna e bere il vino Pedro Ximenez.

Ultimissima, una Double Black, la Cuvée Delphine 2013 , maturata precedentemente in botti di Bourbon, e concentrata mediante congelamento, in modo da ottenere l’elevatissimo grado alcolico. Con questo procedimento si molti diversi litri di birra , ma quel poco ottenuto raggiunge OG impressionanti e ovviamente un grado alcolico alto.

Cioccolato, caramello, liquirizia e caffè, liquorosa e vinosa, sentori di Bourbon, l’alcool si sente eccome; birra non facile da bere, ottima da meditazione, senza esagerare.

La perfetta conclusione di una fantastica serata tra amici al The Dome.

Christian Schiavetti
Info autore

Christian Schiavetti

Classe 1986, originario di Lecco, città che amo in tutto, dal suo lago alle sue magnifiche montagne.

Ho iniziato presto ad appassionarmi al mondo della birra, grazie ad un amico più grande, che mi regalava i primi sottobicchieri, e mi innamorai poi della collezione di birre del fratello. Iniziai poi io stesso a collezionarle. Oggi ne conto circa 1000 – 1100, oltre a bicchieri e altro.

Un’osteria in paese e le prime birre belghe, Kasteel, Kwack, Delirium, Chouffe, le prime trappiste , la Gouden Draak e le prime Baladin, fu amore. Presa la patente, la mia “ scuola” è stata l’Abbazia di Caprino Bergamasco del grande Michele Galati.

I primi viaggi ho iniziato a farli nel 2010, in Belgio per una settimana e li mi innamorai del Lambic; non ho più smesso di viaggiare: Belgio, Franconia, Baviera, Austria, Irlanda, Francia del nord e ovviamente Italia.

Navigo e leggo spesso sul web riguardo questo mondo, dal 2011 faccio birra in casa. Dopo i kit, grazie a un corso MOBI e a due giorni con Pietro del Carrobiolo, sono passato a all grain con buoni risultati.

Come detto, amo viaggiare appena posso e la birra non manca mai, da singoli eventi a locali famosi, dai piccoli birrifici a ben più lunghi beer tour che mi auto-programmo.

Amo le birre luppolate, e quelle parecchio alcoliche, che spesso dimentico in cantina per anni.

Da gennaio 2015 è nato quasi per gioco il mio blog, BIRREBEVUTE365 , supportato dalla mia pagina facebook, dove scrivo singole recensioni di birra, oltre ai miei viaggi e alle partecipazioni a fiere ed sagre, oltre ad un calendario eventi sempre aggiornato.

In futuro vorrei, visto che tra gli amici c’e già chi lavora in questo campo, poter fare della birra un lavoro dalla beer firm al birrificio, o un beer shop, o perchè no scrivere e viaggiare per la birra!!

Potete visitare anche il mio blog: www.birrebevute365.blogspot.it