Numero 09/2020

26 Febbraio 2020

Birra e ciclismo: binomio possibile?

Birra e ciclismo: binomio possibile?

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Per noi ciclisti amanti della birra, è possibile coniugare una pinta fresca, magari con i compagni di uscite, alla pratica sportiva?
La risposta è stata data da una ricerca dell’American College of Sport Medicine, l’ente di controllo e salvaguardia delle attività sportive statunitensi. I ricercatori dell’ente hanno infatti testato una serie di atleti di endurance (XC), facendo assumere loro delle dosi di alcol definite sia prima che dopo l’attività sportiva.

 

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I risultati hanno dimostrato che l’assunzione di alcol il giorno precedente a una gara o a un allenamento molto intenso non ha alcun effetto benefico. Non vi è infatti alcuna associazione tra l’assunzione di alcol e un miglioramento dell’attività sportiva dovuta all’assunzione e all’elaborazione degli zuccheri presenti nelle bevande alcoliche. Al contrario assumere alcol il giorno prima di un evento importante altera l’equilibrio termodinamico del corpo. La capacità termoregolatrice dell’organismo viene alterata dall’alcol, con effetti sulla sudorazione, che in caso di eventi in giornate molto calde possono portare alla disidratazione precoce e quindi obbligare l’atleta ad assumere più acqua, costringendo i reni a un superlavoro.

Diverso è invece l’effetto dell’assunzione di bevande a bassa gradazione alcolica (come la birra) dopo una gara o un lungo allenamento. L’elevata quantità di acqua favorisce la diuresi, facilitando l’eliminazione delle tossine prodotte dall’allenamento. La presenza di minerali aiuta la reintegrazione dei sali dispersi con la sudorazione. Inoltre l’assunzione di un boccale di birra ha un effetto “placebo” rilassante, poiché viene mentalmente associato al termine della fase di fatica e l’inizio della fase di riposo, con il rilascio da parte del cervello di endorfine calmanti. Ovviamente in questo caso non è la birra in sé a creare questo effetto, bensì lo è il gesto di berla, magari con gli amici per festeggiare.

 

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È dunque possibile assumere birra senza sentirsi in colpa, anche se amiamo andare in bicicletta? La risposta deve essere dettata dal buonsenso: se siete professionisti o ambite a piazzamenti importanti in gara, bere birra non è vantaggioso, poiché comunque vi è un aumento del lavoro del fegato, che deve elaborare l’alcool, oltre a dover già ridurre il lattato ed elaborare il glicogeno. Il possibile effetto è quindi quello di affaticare il fegato, con influssi negativi sulla performance.
Se siete ciclisti “normali”, amate usare la bici per viaggiare, andare in mtb, praticate ciclismo urbano o vi piace sfidare voi stessi nelle sfide di ultracycling, una birra ogni tanto non è un peccato. L’importante è come sempre la moderazione: mai superare le quantità indicate dall’OMS (33cl al giorno). Questa soglia non è una media, bensì è il massimo che possiamo introdurre nel nostro corpo ogni giorno: non vale dunque fare “il pieno” di birra nel weekend e poi comportarsi come monache di clausura il resto della settimana.

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Info autore

Luca Carrera

Abito in un piccolo paese nella provincia di Bergamo. Proveniente da un’istruzione alberghiera lavoro nel settore della ristorazione da anni e mi sono specializzato nella mansione di barman a tuttotondo. Nel tempo libero amo la bicicletta, la musica e ovviamente degustare dell’ottima birra. Nella mia taverna troneggia una vetrinetta dove a rotazione prendono posto una ventina di etichette, di diverse nazioni, stili e gusti, oltre a innumerevoli bicchieri e sottobicchieri collezionati nel tempo. Non ricordo con precisione quando nacque la mia passione per “il nettare biondo” e come, ma posso dire con certezza che col tempo è cresciuto a dismisura, tanto da tatuarmi sul braccio, un boccale, una spiga di grano e un fiore di luppolo. Amo le birre luppolate e agrumate, in particolare le Ipa e le Apa e non disdegno abbinare I dolci al cioccolato, di cui vado matto, con una complessa e strutturata Stout. Amo sperimentare cucinando piatti con la birra. Mi piacerebbe un giorno fare della mia passione un lavoro, creando qualcosa di innovativo.