Numero 47/2019

24 Novembre 2019

Ci sono alcune cose che l’Industria non potrà mai comprare! Riflessioni da deal New Belgium/Kirin!

Ci sono alcune cose che l’Industria non potrà mai comprare! Riflessioni da deal New Belgium/Kirin!

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Lo scorso 19 novembre il mondo della birra artigianale è stata sconvolto dall’ennesima acquisizione da parte dell’industria. Il birrificio statunitense New Belgium (Fort Collins, Colorado) ha infatti siglato un accordo, che deve ancora passare al vaglio dei soci dipendenti, per la cessione del 100% del capitale a Lion Little World Beverages, di proprietà della multinazionale giapponese Kirin.

I dettagli dell’operazione potete trovarli sul loro sito o, se non ‘masticate’ bene l’inglese, vi suggerisco l’ottimo approfondimento di Andrea Turco su Cronache di Birra.
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Quello che però secondo me è interessante analizzare è la reazione che la notizia ha creato all’interno della comunità di beer lover, clienti, concittadini e amici di New Belgium. Ovviamente la maggior parte di loro è delusa e amareggiata e tutti, o quasi, si preoccupano della qualità futura della birra, ma dalla lettura degli oltre 500 commenti postati sulla pagina Facebook del birrificio si capisce chiaramente un fatto; ci sono alcune cose che l’industria non potrà mai comprare: se vogliamo a provare a dar loro un nome…dal gergo finanziario possiamo chiamarli ‘Intangibles’, ossia tutti quei fattori ‘intangibili’, appunto ‘non materiali, che nel caso di New Belgium rappresentano il sogno (americano), l’orgoglio, il senso di comunità e la sensazione di appartenenza.

Fattori che nel momento in cui finiscono nelle mani dell’industria, a torto o a ragione, negli occhi di un amante della birra artigianale svaniscono.
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Per farvi un primo esempio guardate il commento di John:
John Hermanson  While I’m very happy for the employee owners (they all deserve to see their INCREDIBLE work pay off), I am SO SAD about this news. I love New Belgium. I love the beer, but the whole reason I’m at the brewery every weekend and buy their beer over others at the store is because it supports the American dream. It supports the little guy. It actually means something. It’s so sad that they chose to discontinue that. It’s their business, and they can do with it as they please, but there can’t be any doubt that it will change pretty significantly.
In questo commento, ma se ne possono trovare molti altri, Hermanson cita addirittura il   ‘sogno americano’, termine che il premio pulitzer James Truslow Adams mise al centro del suo saggio The Epic of America nel 1931 e che sta alla base della società a stelle e strisce ossia la ricerca di una vita migliore, più ricca e più felice per tutti gli americani di ogni classe sociale.
Giustamente non vengono criticati i proprietari e i dipendenti del birrificio – per i quali probabilmente questo potrebbe anche rappresentare l’American Dream…pardon il Japanese Dream (Kirin è una multinazionale giapponese) – ma dal commento di John traspare la delusione per la ‘rottura’ di un qualcosa che la decisione della vendita comporta, ossia quella perdita del senso di appartenenza e di comunità che si sviluppa anche intorno a un birrificio e che viene a mancare nel momento in cui la proprietà passa ad una multinazionale.
Ammetto però che se non avessi fatto recentemente un viaggio in California e non avessi trovato un birrificio e o brewpub in quasi ogni cittadina nel quale sono stato, onestamente avrei fatto fatica a comprendere il senso di ‘smarrimento’ espresso da John.
 

Christopher Benton   New Belgium Brewing such a cop out! All the things about being independent and employee own that I have heard for years. Sorry but I will no long be buy your beer. I will keep it local and independent!

Christopher invece pone l’accento su due concetti: locale e indipendente, che mal si conciliano con l’industria birraria o che, comunque, vengono a mancare quando un birrificio artigianale viene comprato dall’industria.
Se già formalmente al momento di un’acquisizione viene a cadere il concetto di indipendenza, molti casi in passato hanno dimostrato come ‘l’indipendenza’ assicurata al birrificio comprato, almeno inizialmente a parole, poi sia piano piano svanita….come è normale che sia aggiungo io visto che il compratore ha il diritto di fare ciò che vuole con quello che ha acquistato.
Sul secondo concetto, ossia locale sono andato a leggere il dizionario Treccani per vedere precisamente il significato del termine… ecco, tra gli altri, cosa dice il dizionario… ‘Che è proprio e particolare di un determinato luogo (cioè di un paese, di una regione)’….concetti che, almeno secondo me stridono in maniera evidente con la parola ‘MULTINAZIONALE’ e con quel sentimento di comunità richiamato anche sotto da Toby.

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Toby Gadd  New Belgium has been an amazing member of the the FoCo community, owned and operated by so many good, fun, and kind people. While I expect that Kim and the new owners are sincere in their desire keep the special culture of NBB alive, the reality is that massive multi-national conglomerates frequently have very different objectives than those of small independently-owned companies. I don’t know what NBB will look like in five years, but I hope that they manage to retain a healthy dose of the FoCo spirit that made them such wonderful neighbors.

Un altro commento che ben riassume cosa ha rappresentato New Belgium Brewing per gli amanti della birra artigianale è quello di Tyler.
Tyler Tomas Short  When I first turned 21 my older brother took me to a bar to have a “real” beer. That was a Fat tire. It changed my appreciate for what beer was. I never drank another mass produced light lager again. I have been a craft beer junky since and have broadened my horizons because of your company and your work. I am sure there are hundreds of thousands just like me who have similar stories. Your company was the pride of my home state and helped make Colorado one of the beer capitals of, not only the U.S, but the world. Now, with this deal, you have abandoned that. You have betrayed every person who ever bought your beer to stand up to big beer. You have betrayed the state of Colorado and the craft beer industry. It saddens me to say this but I will never buy another one of your beers again.
La parola che mi ha colpito più tra le tante è ‘pride’..orgoglio…ritorniamo quindi a quel concetto di fattori intangibili, difficilmente spiegabili su cui un birrificio dovrebbe puntare (oltre ovviamente alla qualità delle birre) per avere successo.
Insomma….. Sogno, Orgoglio, Comunità, Appartenenza….concetti che non si possono comprare, ma solo vivere e che nessuna campagna marketing…per quanto ben fatta…puo’ farti credere di stare sperimentando.

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Marco Fusi
Info autore

Marco Fusi

Giornalista finanziario per professione e amante della birra – di qualità – per passione. Grazie ad una cara amica sommelier qualche anno fa ho scoperto il mondo delle birre artigianali e da allora è stato un crescendo.

Ho frequentato i corsi di degustazione organizzati dal network Fermento Birra, superando con successo l’esame finale; ho anche partecipato ad un corso di un giorno sull’Home Brewing di MOBI e spero, quando avrò un po’ piu’ di tempo libero, di iniziare la produzione a casa, nel frattempo degusto birre a Milano e provincia e vado alla ricerca dei migliori festival e appuntamenti birrari lungo tutta la penisola (lavoro permettendo) sia per scoprire le ultime novità e sia per conoscere la storia e le persone che si celano dietro ogni birrificio.

Mi piace confrontarmi sulle birre che bevo – per questo cerco di partecipare a degustazioni guidate e non – e prima o poi, chissà, tenterò l’esame BJCP… seguitemi e che il luppolo sia con voi!