Numero 17/2024

27 Aprile 2024

La birra “più illegale al mondo”: fatta da donne che sfidano le disuguaglianze di genere in oltre 50 Paesi

La birra “più illegale al mondo”: fatta da donne che sfidano le disuguaglianze di genere in oltre 50 Paesi

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Muschicraft, birrificio indipendente austriaco dalla vocazione femminista, ha lanciato “la birra più illegale al mondo”. Di cosa si tratta esattamente? Di una birra prodotta da un gruppo di donne determinate a sfidare le disuguaglianze di genere in tutto il mondo.

Per realizzarla, infatti, solo in quanto donne, infrangono le leggi di oltre 50 Paesi, per questo la nuova birra è molto più di una semplice bevanda alcolica: è un vero e proprio manifesto per l’uguaglianza e l’autonomia femminile. È una dichiarazione di intenti audace, un gesto che richiama l’attenzione sull’ingiustizia di genere in un modo tanto provocatorio quanto efficace.

Il nome stesso, “The Most Illegal Beer“, suggerisce come la birra voglia sfidare il sistema. Più di un terzo dei Paesi del mondo ancora impone leggi che limitano ciò che le donne possono fare, relegandole in una posizione di disuguaglianza rispetto agli uomini. La birra di Muschicraft mette in evidenza proprio questa discrepanza, facendo appello ad un rapido cambiamento.

Sophie Tschannett, fondatrice del marchio femminista di birra artigianale, spiega:

Con ‘The Most Illegal Beer’, Muschicraft mira a mettere in luce le leggi obsolete e sessiste nascoste nei sistemi legali di tutto il mondo e chiede progressi più rapidi verso l’uguaglianza di genere.

Ciò che rende questa birra così rivoluzionaria è il suo processo di produzione. Donne provenienti da diversi Paesi, tra cui Russia, Uruguay, Sri Lanka, Madagascar, Stati Uniti ma anche Italia (come potete vedere nel video sotto, Martina cita il caso del divieto di indossare jeans a vita bassa a Castellamare di Stabia), si sono unite per produrre questa birra.

Ogni fase del processo è stata gestita e supervisionata da donne che infrangono le leggi dei loro Paesi di origine.

Dalla produzione di alcol (illegale in Libano) alla pulizia dei macchinari in funzione (illegale in Uruguay e in altri 9 paesi), al trasporto di materiali pesanti (illegale in Russia e in altri 22 paesi), ogni azione è un atto di sfida al sistema patriarcale.

Come ha dichiarato Tschanett: “La nostra birra nasce come audace provocazione contro il mondo patriarcale. I cambiamenti partono sempre da conversazioni. La mia intenzione è quella di fornire alle persone l’argomento di conversazione con questa birra: dovrebbero parlare dell’uguaglianza di genere e di come possiamo raggiungerla”.

La nuova birra, creata con luppolo secco al 100% Mosaic, è una Pale Ale dal carattere morbido, arricchita da note umide e tropicali. È stata lanciata l’8 marzo in occasione della Giornata Internazionale della Donna, viene venduta in diversi shop a Berlino ma si può acquistare anche online (non sappiamo però se le spedizioni sono possibili anche in Italia).

Una parte delle vendite di “The Most Illegal Beer” supporteranno Women For Women International, un’organizzazione globale impegnata nella lotta per l’uguaglianza di genere. Inoltre, la birra verrà inviata ai ministeri della giustizia e agli organi legislativi dei Paesi con leggi discriminatorie, con l’obiettivo di fare pressione per il cambiamento.

Con ogni sorso di questa birra ribelle, siamo invitati a riflettere sulle ingiustizie del nostro mondo e a impegnarci per un futuro più equo e inclusivo per tutti.

 

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