Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
11 dicembre 2015

Alla scoperta del Birrificio 4Mori: l’intervista a Paolo Lai!

Alla scoperta del Birrificio 4Mori: l’intervista a Paolo Lai!


Il Birrificio 4 Mori è il sogno realizzato da due amici, Antonio Zanda e Paolo Lai, che attraverso il loro progetto imprenditoriale nel settore brassicolo hanno permesso il recupero del locale dell’antica centrale elettrica che alimentava le miniere di Montevecchio, immerso nel contesto della incontaminata area naturale dell’omonimo Parco Geominerario.  Oggi ai due soci fondatori si sono aggiunti il mastro birraio Matthias Muller e Efisio Zaru.

www.giornaledellabirra.it ha intervistato, in esclusiva, Paolo Lai.

Il Birrificio 4 Mori è nato dal connubio tra il vostro grande amore per la birra e per il territorio di Montevecchio: come si è sviluppato il passaggio da passione a professione? Come ha inciso questo dualismo sulla vostra filosofia produttiva?

La passione è indispensabile per poter raggiungere qualsiasi risultato. Nel nostro caso abbiamo realizzato un progetto che ci ha consentito di unire la grande passione per le birre artigianali e la salvaguardia e il recupero di un territorio ormai abbandonato.

La nostra iniziativa, assieme a quella di altri imprenditori, sta ridando vita ad un’area che ha una storia importante ma che non può essere solo legata al passato. E’ evidente che realizzando il birrificio in un’area mineraria le nostre birre devono rappresentare e raccontare quel territorio, ma soprattutto devono essere il risultato di un progetto dettagliato. Il nostro progetto, in estrema sintesi, punta alla realizzazione di birre di elevata qualità mediante la salvaguardia del territorio e mediante uno sviluppo sostenibile.

Se in passato il territorio è stato sfruttato è ora nostro compito ridargli valore in due modi: valorizzandolo e salvaguardando l’ambiente mediante l’utilizzo di sole energie rinnovabili.

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Il vostro birrificio è nato in un antico deposito minerario, da tempo abbandonato, oggi di proprietà pubblica. Uno straordinario esempio di recupero di un “mostro edilizio”, oggi in piena sintonia con l’ambiente. Potete entrare nel merito del percorso burocratico ed imprenditoriale che ha trasformato l’edificio abbandonato nel moderno birrificio?

Si tratta di un progetto di riconversione industriale: abbiamo recuperato un vecchio edificio del 1900 utilizzato in passato come centrale elettrica; oggi è la sede del nostro birrificio. E’ la dimostrazione di come sia possibile recuperare le vecchie strutture produttive in disuso riconvertendole.  Da parte delle amministrazioni e degli enti preposti deve però esserci la volontà di raggiungere gli obiettivi prefissati senza fermarsi al primo ostacolo. Difficoltà ne abbiamo incontrate tante, a volte tali da scoraggiarci, ma grazie alla grande passione e alla volontà di tutti i soci e degli amministratori comunali siamo riusciti a raggiungere un risultato che fin dall’inizio poteva apparire impossibile.

Sarebbe stato sicuramente più semplice e meno oneroso utilizzare una nuova sede lavorativa ma abbiamo voluto puntare su qualcosa di più importante e chi viene a visitarci oggi percepisce la storia e il vissuto di questi posti ma soprattutto il nostro spirito di ridare speranza al nostro territorio.

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Materie prime e filosofia produttiva: su quali elementi si fonda la qualità delle vostre birre?

Con le nostre birre abbiamo voluto mantenere il gusto vero e autentico della birra. Far riassaporare il sapore della birra di una volta, un prodotto di qualità, facilmente bevibile e con tutti i sapori e la forza vitale che solo un prodotto non pastorizzato può offrire.

Produciamo birre a bassa fermentazione, non filtrate e non pastorizzate, secondo lo stile tedesco. Tra gli ingredienti principali emerge l’acqua leggerissima del nostro territorio, l’ideale per il nostro stile di produzione. Si tratta di birre prodotte con grande attenzione e tecnica che richiedono cura dei dettagli. Tutte le birre sono prodotte con il metodo della decozione e nessuna birra esce del nostro birrificio prima che siano trascorsi 40 giorni tra fermentazione e maturazione.

Indubbiamente caratterizzate per la loro bevibilità ognuna ha le sue peculiarità e note distintive.

Le materie prime sono selezionate accuratamente. Da qualche tempo abbiamo iniziato a utilizzare materie prime locali come i luppoli, di nostra produzione, e il grano duro. Prevediamo a breve di coltivare anche l’orzo. Materie prime locali e utilizzo di energie rinnovabili costituiscono la nostra filosofia produttiva e il nostro obiettivo per i prossimi anni.

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Pozzo 5, Pozzo 9, Pozzo 16: queste le vostre attuali birre. Come le definireste ognuna in 3 aggettivi? Nuovi progetti brassicoli in cantiere per il futuro?

I nomi richiamano i pozzi delle miniere. Dove un tempo si estraevano i minerali ora si “estraggono” le nostre birre. Ogni birra ha le sue peculiarità, ma tutte hanno la caratteristica di essere bevibili senza risultare banali e scontate.

La Pozzo 16 è la prima birra prodotta nel nostro birrificio. E’ una Lager chiara (Alc.4,7%), insostituibile, beverina,  fresca ! E’ una birra per tutti i momenti.

La Pozzo 9 è una birra ambrata, anche essa appartenente allo stile Lager ma più alcolica rispetto alla pozzo 16 (Alc.5,5 %), è caratterizzata da note di caramello. E’ amabile, curiosa e rapitrice!

La Pozzo 5 dal colore scuro è una Dunkler Boch doppio malto. Ha una gradazione alcolica superiore alle altre (Alc. 6,7 % ) e si caratterizza per il sapore del malto di frumento affumicato al legno di quercia. E’ aromatica, inaspettata, importante!  Dal primo sorso si capisce che è una birra importante ma rispetto a quello che uno si aspetta da una birra scura sorprende per la sua bevibilità.  Bevuta a temperatura ambiente diventa una birra da degustazione insuperabile.

Per il futuro abbiamo in programma delle birre ad alta fermentazione dove Matthias possa dare maggiore spazio alla sua creatività.  Sulle birre a bassa fermentazione abbiamo seguito rigidamente l’editto della purezza bavarese ma adesso intendiamo creare delle nuove birre dove affiancare alla tecnica tedesca il genio e la creatività Italiana.

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Come vedete il futuro della birra artigianale in Italia? Consigliereste ad altri homebrewers intraprendenti come voi di “lanciarsi” nel settore professionale della produzione di birra?

E’ un settore che ha ancora spazi di crescita ma non bisogna confondere la parte romantica di questo lavoro con quelle che sono le dinamiche commerciali e imprenditoriali. Gestire un’azienda non significa solo saper fare la birra, il successo di un’iniziativa imprenditoriale dipende da molti fattori.

Dalla produzione della birra in casa alla realizzazione di un’attività imprenditoriale il passo è molto grande. Servono investimenti importanti e il mercato incomincia a saturarsi per l’enorme numero di birrifici che stanno nascendo; inoltre, l’eccessivo carico fiscale disincentiva la loro nascita. Un aspetto positivo del gran numero di birrifici che stanno nascendo è invece il miglioramento della qualità del prodotto.

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Invitiamo tutti i lettori di www.giornaledellabirra.it a venire a trovarci a Montevecchio: saremo lieti di farvi visitare il nostro birrificio e degustare le nostre birre assieme a Fabio e Manuela, i ragazzi che collaborano con noi nella realizzazione di questo progetto. Ci piacerebbe condividere con voi lo spirito e la volontà che ci anima!

 

Maggiori informazioni sul Birrificio 4 Mori e sulle birre prodotte sul sito web aziendale www.birrificio4mori.it

 

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso “Mastro birraio” di Torino) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, da qualche mese ho avviato un mio blog dedicato al vino
www.enologoin500.it, nel quale racconto dei vini, delle cantine e dei magnifici luoghi di Langhe e Roero, in cui ho il privilegio di vivere, in compagnia della mia vecchia Fiat 500 L gialla!