Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
21 febbraio 2016

Birra dell’anno: il trionfo di Birra Perugia nelle parole del mastro birraio Luana Meola

Birra dell’anno: il trionfo di Birra Perugia nelle parole del mastro birraio Luana Meola


 

Gli occhi lucidi di Luana Meola che sale sul palco delle premiazioni del Beer Attraction e solleva il premio di birrificio dell’anno sono certamente una delle immagini che rimarranno di questa edizione. Birra Perugia è birrificio dell’anno 2016, a soli tre anni dalla fondazione, o per meglio dire dalla rifondazione. Il birrificio perugino ha infatti recuperato un marchio storico fondato nel 1875 e poi dismesso nel 1927. Ma nel 2013 il birrificio del grifone torna a vivere, quando Antonio Boco, Matteo Natalini e Luana Meola decidono di unire competenze differenti per recuperare il vecchio marchio.

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Agrodolce

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Oltre al prestigioso riconoscimento di birrificio dell’anno, i ragazzi di Perugia tornando da Rimini con due primi posti (IPA anglosassoni e birre acide) con Suburbia e Isterica e un argento e un bronzo nella categoria chiare ad alta fermentazione, basso grado alcolico in stile angloamericana con Golden Ale e Birra Peruja.

 

In esclusiva per www.giornaledellabirra.it , le prime parole di Luana Meola al termine delle cerimonia di premiazione

 

Luana, ti aspettavi un risultato di questo importanza?

«Assolutamente no e francamente non lo pensavo nemmeno possibile: faccio ancora fatica a crederci. Aver ottenuto questo risultato contro dei mostri sacri della birra artigianale o che comunque hanno molta più esperienza di noi era davvero impensabile.»

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Il riconoscimento di birrificio dell’anno che si poggia su una serie di riconoscimenti importanti. Primo posto nelle IPA e nelle Acide, che hanno dato seguito al successo della Calibro 7 nelle APA dell’anno scorso.

«Siamo un birrificio giovane e cresciamo di anno in anno. Nella scorsa edizione avevo iscritto un numero contenuto di birre, mentre quest’anno ho deciso di iscriverle tutte perchè sentivo finalmente che la ricetta era buona e le birre erano pronte per essere provate in un concorso così importante.»

Come nasce una nuova ricetta a Birra Perugia?

«Principalmente prendiamo spunto dagli stili che ci piacciono. Tendenzialmente siamo orientati verso le Ale, cercando comunque di dare la nostra impronta alla birra, modernizzandola un po’. Non siamo per le birre estreme, ma puntiamo sull’equilibrio e sul carattere piuttosto che su profumi o gusti troppo spinti. Chiaramente una volta individuato il tipo di birra che vogliamo ottenere, cominciano le prove, le sperimentazioni e le lavorazioni.»

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Birra Perugia è certamente un caso virtuoso di recupero di un marchio storico. Cosa vi ha spinto a resuscitare Birra Perugia, trovando anche delle difficoltà, piuttosto che aprire un birrificio nuovo con un vostro marchio?

«Sicuramente l’attaccamento alla nostra città e il fascino che questo storico birrificio aveva in noi. Birra Perugia è nato nel 1875 e aveva sede nei sotterranei della rocca. Dopo una florida espansione fino agli anni venti, il birrificio è stato dismesso e dimenticato. I miei soci hanno ritrovato questa storia, riacquistato il marchio e così abbiamo riportato alla luce il birrificio della città. Questa era il nostro primo obiettivo, una birra perugina quasi a km 0.»

Dopo questo risultato, difficilmente continuerete ad essere solamente la birra della città. Come cambierà Birra Perugia da domani?

«Già da un po’ di tempo avevamo iniziato ad aumentare la diffusione ad una buona parte d’Italia e credo che questo riconoscimento ci darà una mano a farci conoscere in tutta la nazione. Certamente cresceranno l’attenzione e le aspettative verso le nostre birre per cui dovremmo metterci ancor più dedizione. Al futuro penseremo domani, oggi ci godiamo questo riconoscimento.»

Paolo Testi
Info autore

Paolo Testi

Ho 31 anni e vivo in una cittadina tra Bologna e Imola. Ingegnere per professione, amo giocare a pallacanestro, leggere e viaggiare.
Ho imparato ad apprezzare e ricercare le birre artigianali per il gusto e le sensazioni che sanno regalarmi: in ogni bottiglia è racchiusa la storia di un birraio, le peculiarità del suo territorio, il tutto condito da tanta creatività e passione.
Con i miei racconti spero di trasportarvi in questo affascinante viaggio tra luppoli, malti, lieviti ma soprattutto persone.