Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
15 marzo 2016

Birrificio Aurora: il fermento solidale della birra

Birrificio Aurora: il fermento solidale della birra


 

Giornale della Birra oggi vi porta a Trezzano sul Naviglio, in provincia di Milano, dove si trova il Birrificio Artigianale Solidale Aurora. All’interno dei loro impianti di produzione abbiamo incontrato Fabio Curino, uno dei mastri birrai, che ci ha illustrato con tanto entusiasmo il loro progetto di birrificio solidale.

AURORA è una Cooperativa Sociale di tipo B fondata nel 2008 che svolge attività diverse finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. “Ci occupiamo di piccoli assemblaggi conto terzi nel nostro laboratorio interno e di appalti per lavorazioni e pulizie direttamente presso le aziende. Nel laboratorio interno operano anche i soci più problematici, realizzando piccoli oggetti da regalo che periodicamente presentiamo in piccole fiere locali.”

AURORA, negli anni, ha aumentato notevolmente il numero dei suoi soci lavoratori,ma per poter mantenere il suo status di cooperativa sociale, deve conservare unapercentuale di soci svantaggiati pari almeno al 30% dei soci totali. Purtroppo non è così semplice trovare lavori conto terzi adatti a persone con particolariproblematiche, così hanno pensato di produrre qualcosa in modo dapoter impiegare internamente, in un ambiente conosciuto e protetto, isoci svantaggiati. Fabio ci racconta che “la scelta di avviare un Birrificio Artigianale è stata fatta sì per perseguire una tendenza generale di mercato, ma soprattutto perché, tra tutte le varie produzioni che si potevano avviare, quelle che avevano a che fare col food avevano notevolmente rafforzato la convinzione dei nostri soci svantaggiati di essere effettivamente utili: produrre un fiorellino di stoffa per la festa della mamma è una cosa, ma collaborare alla realizzazione di un prodotto che poi la gente avrebbe addirittura bevuto dà loro un livello di gratificazione decisamente maggiore.”

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“Ad oggi il nostro progetto solidale di Birrificio Artigianale ci coinvolge completamente. Oltre a proseguire con le attività abituali della Cooperativa, ci stiamo impegnando per riuscire ad aumentare sempre di più la produzione di birra, sia in quantità che diversificando l’offerta. Più il Birrificio avrà successo, maggiore sarà il numero dei soci svantaggiati che riusciremo ad impiegare stabilmente. Al momento in Birrificio lavorano i due mastri birrai e 4 soci svantaggiati, a rotazione, che si occupano principalmente delle operazioni di imbottigliamento, etichettatura manuale e confezionamento, ciascuno secondo le sue capacità e nel pieno rispetto delle norme HACCP.”

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Fabio ripercorre gli inizi del progetto Birrificio Aurora “siamo un Birrificio Artigianale neonato, visto che proprio nel mese di febbraio abbiamo festeggiato un anno dalle prime birre pronte per la somministrazione. Il progetto comincia però a svilupparsi già nel 2013, analizzando il mercato e cercando di capire anche, tra le varie soluzioni individuate, quali potessero essere più stimolanti per i nostri soci svantaggiati, visto che alla fine i principali fruitori di tutta l’operazione sarebbero stati proprio loro. Una volta deciso di intraprendere la strada della produzione artigianale di birra, abbiamo passato quasi un altro anno a sviscerare tutti i meandri burocratici che questo tipo di attività comporta. Infine, a dicembre 2014, abbiamo fatto le nostre prime cotte, che hanno poi ufficialmente esordito a febbraio 2015.”

Passiamo poi a raccontare qualcosa di chi sta in sala cottura. “Io e Davide Di Stefano arriviamo da due realtà abbastanza distanti. Nessuno dei due aveva mai avuto a che fare con il mondo della birra, se non come consumatore. Davideè con la cooperativa fin dall’inizio, quando, giovanissimo, si è affacciato al mondo del lavoro. Si è sempre dato da fare in tutti i vari settori di attività, cercando di imparare il più possibile. Io, invece, arrivo dal mondo della gelateria e sono da sempre un “amico” di AURORA. Quando ci è stato sottoposto il progetto, ci siamo entusiasmati, soprattutto perché un Birrificio Artigianale Solidale era davvero una cosa innovativa nel mondo delle cooperative sociali. Armati di tanta buona volontà e di curiosità per questo mondo affascinante, abbiamo studiato e sperimentato, guidati anche da un esperto brassicolo, fino ad ottenere le prime ricette. È stato un lavoro lungo e impegnativo, ma alla fine i risultati ottenuti sono stati decisamente soddisfacenti.”

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Adesso però è giunto il momento di parlare delle birre prodotte dal birrificio, così ci facciamo trasportare dall’entusiasmo delle parole di Fabio. “Le nostre birre, al momento tre, ma altre sono allo studio, sono nate partendo dalla considerazione primaria che lo scopo non era tanto quello di inventare gusti originali o ricette mirabolanti, quanto quello di ottenere prodotti di qualità, gradevoli e che potessero coprire più o meno tutte le varietà di gusto. Abbiamo dunque per prima cosa selezionato prodotti di qualità garantita, affidandoci ai migliori rivenditori del settore. Quindi abbiamo pensato di realizzare innanzitutto una birra chiara, in stile blondale, ed è nata laPRIMA. Poi abbiamo pensato ad un’ambrata dal gusto particolare, ma non troppo difficile però, qualcosa facile da bere e che lasciasse “un buon sapore in bocca” ed ecco l’inDHYANA. Per ultimo ci mancava la scura, per coprire un po’ tutto il range dei colori. Non è stato facile, perché nessuno di noi due mastri birrai era un grande appassionato di stout. La ricerca ci ha portati quindi a realizzare laCIOKKA, una stout dolce, con l’aggiunta di lattosio, che coccola il palato senza appesantire. Trovare il nome alla prima ricetta è stato abbastanza facile e anche un po’ lapalissiano: laPRIMA, un classico ma con quel vezzo dell’articolo in minuscolo attaccato al nome vero e proprio che fa tanto 2.0, tipo iPhone, per intenderci. Da lì la strada era battuta, quindi ecco inDHYANA, che essendo aromatizzata al cardamomo riporta alla mente l’oriente. La scelta per il nome è caduta su una parola sanscrita, dhyana, appunto, che significa meditazione, e l’aggiunta di una preposizione anziché un articolo all’inizio, per mantenere lo standard, è stata una ulteriore scelta per sottolineare l’assonanza con le atmosfere rievocate dalla nostra birra ambrata. Per laCIOKKA trovare il nome è stato relativamente semplice: voi come altro avreste chiamato una sweetstout che sa un po’ di cioccolato e un po’ di caffè (moka) e che, a dispetto dell’alta gradazione alcoolica, è terribilmente beverina?”

Siamo certi che la determinazione e l’euforia di Fabio abbiano contagiato tutti i nostri lettori così da spingerli ad acquistare delle bottiglie di birra del Birrificio Aurora in modo da coccolare il palato e aiutare chi già aiuta le persone meno fortunate a ritagliarsi scampoli d’indipendenza.

Andrea Gattini
Info autore

Andrea Gattini

Sono nato il 23 Novembre 1979 a Carrara (MS) e vivo da sempre ad Avenza una frazione di Carrara. Ho conseguito il diploma di maturità scientifica.

La mia passione per la birra è nata parecchi anni fa. Inizialmente con una collezione di sottobicchieri di ogni marca di birra (ad oggi ne ho più di trecento), ma per motivi di spazio sto rallentando la raccolta. Grazie al gemellaggio pluritrentennale della mia città natale con Ingolstadt in Baviera, visto che ogni fine estate viene organizzata una festa della birra in stile Oktoberfest, questa mia passione non poteva che aumentare. Negli ultimi tempi sto inziando a collezionare bottiglie vuote di birra artigianale e bicchieri da birra. Ho pinte nonic, masskrug sia in vetro che in ceramica, weizenglass, teku, coppe trappiste, tulipani e calici a chiudere.

Con il tempo ho imparato a conoscere ed apprezzare meglio questa antichissima bevanda grazie ad un corso di degustazione a cui ho partecipato. Quando mi è possibile insieme alla mia compagna di vita Francesca partecipo ad eventi Slow Food e mi diletto, ove possibile, a visitare birrifici artigianali sparsi un po’ in tutta Italia. Cerco sempre di inserire nei miei viaggi qualche meta a sfondo birrario.

Non sono un esperto che può esibire certificati, sono semplicemente uno dei tanti consumatori pieno di passione per la birra che non smette mai di imparare e scoprire nuove notizie in ambito birrario e quando può cerca di divulgare il buon bere. Amo molto la cucina e mi piace sperimentare nuovi abbinamenti gastronomici con la birra.

Non sono un homebrewer, la birra preferisco berla!

Mi piace molto leggere libri gialli o thriller, tra i miei autori preferiti ci sono Camilleri, Follet e Malvaldi. Altra vera passione è il calcio, sono tifosissimo della squadra più bella che ci sia al mondo: ovvero la Fiorentina (vi avviso, in questo campo non riesco ad essere molto sportivo). Tra gli sport mi piacciono anche il ciclismo e il basket.

Spero che possiate appassionarvi ai contributi che ho pubblicato e produrrò su giornaledellabirra.it!

Aspetto i vostri suggerimenti e anche le vostre critiche e se avete dei dubbi o curiosità su qualcosa che ho scritto non esitate a contattarti tramite mail!

Prosit!