Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 01/2018

5 gennaio 2018

Collaboration “atipiche”: il punto di vista del Birrificio Arcadia

Collaboration “atipiche”: il punto di vista del Birrificio Arcadia

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Il Birrificio Arcadia rappresenta una interessantissima realtà nello scenario delle birre artigianali venete: fondato nel 2013 come beer-firm, legato al proprio beer-shop in centro a Padova, ha saputo conquistare i consumatori non solo locali con una gamma di produzione in continua espansione.

In particolare, i fondatori Gabriele Zanella e Andrea Pugin, hanno da sempre lasciato aperte le porte alla sperimentazione, cercando collaborazioni trasversali ed estranee al settore brassicolo, e alla ricerca delle migliori materie prime. Un fenomeno, questo, che si sta espandendo ed evolvendo, del quale è importante conoscere i dettagli.

In esclusiva per Giornale della Birra, l’intervista a Gabriele, che ci ha accompagnati alla scoperta delle birre e della filosofia che detta il timone delle scelte imprenditoriali.

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Gabriele, il progetto di Birra Arcadia nasce come beer-firm e si evolve in beer-shop, riscuotendo in breve tempo un ampio successo. Come si caratterizzano le vostre produzioni e quale marchio di fabbrica le accomuna?

Abbiamo sempre creduto, fin dal primo giorno, di poter rendere unico ogni stile di birra con sapori diversi, apportati da materie prime nuove nel panorama brassicolo italiano. La ricerca e scoperta di queste materie prime fuori dall’ordinario è il nostro marchio di fabbrica. La scoperta di sapori nuovi è il trait d’union che accomuna ogni nostra birra.

L’uso di materie prime d’eccellenza per raggiungere l’obiettivo di realizzare birre di alta qualità è sicuramente un elemento fondamentale: come avviene il processo di selezione? Quali sono le peculiarità del processo di brassatura?

Ogni nostra birra ha la sua storia: ciascun ingrediente è utilizzato per esaltarne le caratteristiche, e per arrivare a creare un prodotto finale che seduca il palato di chi lo beve. Nel caso della Brew Coffee Porter il caffè viene utilizzato a fine fermentazione. Per ricavarne il meglio, utilizziamo una speciale miscela creata ad hoc dai maestri torrefattori Diemme ed estratta attraverso il sistema a freddo cold brew.

 

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La vostra realtà aziendale ha saputo crescere ed espandersi, ponendo al centro l’attenzione ed il contatto diretto con il consumatore: quanto è stato utile il beer-shop in tal senso?

Il beer-shop è fondamentale. È un momento di confronto con il cliente e di indagine sul mercato. Ci ha ad esempio aiutato a capire che le donne sono sempre più curiose di conoscere il mondo della birra artigianale. O che la birra non è solo un prodotto “da pub” per gli italiani, ma anche “da tavola”, gustato in abbinamento alla nostra cucina.

 

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Il vostro birrificio ha da poco lanciato una Brew Coffee Porter in collaborazione con Diemme Industria Caffè Torrefatti: come è nata l’idea di questo sodalizio? Quali le peculiarità della birra?

Da un po’ di tempo mi frullava in testa l’idea di utilizzare il caffè in una mia birra. In realtà pensavo più al caffè verde. Ma trattandosi della prima birra a base di questo meraviglioso ingrediente, forse era più idoneo iniziare con il miglior caffè tostato. E quale se non il Caffè Diemme? Il mio progetto è stato subito accolto dall’azienda, e ora questa Porter regala calde note di caffè, miscelate a sentori di cioccolato e cereali tostati. Una birra da cui lasciarsi incuriosire e stupire.

 

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L’esperienza maturata sul campo, ti permette di analizzare il settore della birra artigianale italiana da un punto di osservazione privilegiato: come immagini il futuro delle craft-beer Made in Italy? Quali le prospettive di sviluppo delle collaboration beer anche al di fuori delle sole figure dei mastri birrai?

Spero in un futuro in cui ogni città possa avere le sue craft-beer, prodotte e consumate “fresche” in loco. Una sorta di Km0. Un futuro in cui però i prodotti di punta di ogni birrificio possano essere facilmente esportati all’estero e gustati in ogni locale che sappia valorizzarli. La ricchezza di sapori e la cultura del gusto di noi italiani rendono le collaboration beer un modo per creare birre nuove ed entusiasmanti. Credo non ci siano confini alla sperimentazione, e collaborare aiuta a scoprire.

Maggiori informazioni sul Birrificio Arcadia e Caffè Diemme sono disponibili sui siti web:

www.birraarcadia.it   e  www.diemmecaffe.com

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!