Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 15/2019

11 Aprile 2019

Da Skipa Bread Beer la birra salentina con anima di pane!

Da Skipa Bread Beer la birra salentina con anima di pane!

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Skipa Bread Beer, beer firm creata a maggio 2018 a Lecce da Simone Schipa ha vinto il premio della giuria popolare a Best Craft Beer Label, primo concorso dedicato esclusivamente alle etichette di birra artigianale reperibili in commercio che si è tenuto a Craft Beer Italy.

Skipa Bread Beer nasce da un progetto che si propone come scopo quello di creare una ricetta unica nel suo genere e di ridurre in parte gli sprechi di pane in esubero.

 

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Negli anni 50 infatti il bisnonno di Simone Michele Schipa aprì il suo panificio, tramandandolo poi a suo figlio Vincenzo e da allora, di generazione in generazione, la famiglia gestisce il panificio “Schipa Vincenzo” a Castromediano (Le).

 “Il mio progetto – spiega Simone a Il Giornale della Birra – è nato dalla passione per la birra artigianale e dalla mia tradizione di famiglia. Abbiamo creato una ricetta unica nel Salento. Andiamo infatti a recuperare il pane in esubero del panificio di famiglia – quindi c’è anche un tema di economia circolare e di recupero di materiale. Recuperiamo questo pane e lo inseriamo nei malti durante l’ammostamento creando quindi la prima birra artigianale salentina con un’anima di pane”.

 

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 “Attualmente abbiamo soltanto uno stile, tendenzialmente richiama una pale ale, leggermente luppolata. In ogni caso non mi interessava rientrare in uno stile, ma crearne uno mio per cercare di differenziarmi dagli altri“.

Si tratta, come si legge sulla pagina facebook di Skipa, di una birra dal colore dorato, leggermente velata, dalla soffice schiuma bianca caratterizzata da un delicato equilibrio tra dolcezza maltata di cereale, leggera sapidità del pane e le note fresche dei luppoli. Poco amara sul finale. Birra ad alta fermentazione, non pastorizzata, non filtrata, rifermentata in bottiglia prodotta con metodo e cura artigianale, senza aggiunta di conservanti e coloranti. Il deposito naturale presente sul fondo garantisce la genuinità della birra.

 

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“Ci sono già progetti per altre birre ma siamo da poco in commercio, neanche un anno. Ora stiamo spingendo su questa”, prosegue Simone. “Il riscontro e’ positivo. Le vendite mese dopo mese sono in crescita. Alla gente piace il progetto, il prodotto e soprattutto il Brand. Sono molto soddisfatto. Ci speravo e ci credevo.”

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Marco Fusi
Info autore

Marco Fusi

Giornalista finanziario per professione e amante della birra – di qualità – per passione. Grazie ad una cara amica sommelier qualche anno fa ho scoperto il mondo delle birre artigianali e da allora è stato un crescendo.

Ho frequentato i corsi di degustazione organizzati dal network Fermento Birra, superando con successo l’esame finale; ho anche partecipato ad un corso di un giorno sull’Home Brewing di MOBI e spero, quando avrò un po’ piu’ di tempo libero, di iniziare la produzione a casa, nel frattempo degusto birre a Milano e provincia e vado alla ricerca dei migliori festival e appuntamenti birrari lungo tutta la penisola (lavoro permettendo) sia per scoprire le ultime novità e sia per conoscere la storia e le persone che si celano dietro ogni birrificio.

Mi piace confrontarmi sulle birre che bevo – per questo cerco di partecipare a degustazioni guidate e non – e prima o poi, chissà, tenterò l’esame BJCP… seguitemi e che il luppolo sia con voi!