Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 26/2016

28 giugno 2016

Eccellenze campane: le artigianali Birrificio Maltovivo

Eccellenze campane: le artigianali Birrificio Maltovivo


 

Nel cuore dalla provincia di Benevento, ha sede una delle realtà pionieristiche del craft brewing campano: il Birrificio Maltovivo. Dopo aver mosso ufficialmente i primi passi nel 2004, la passione, l’esperienza, lo studio e la sperimentazione hanno caratterizzato costantemente l’evoluzione di questa impresa brassicola. Un mix di ingredienti, uniti ad una attenta selezione delle materie prime, che hanno fatto crescere giorno dopo giorno l’apprezzamento da parte dei consumatori: oggi il Maltovivo produce una gamma che sfiora le venti birre. Capacità e qualità non comuni nel vasto panorama brassicolo italiano!

 

In esclusiva   per Giornale della Birra, l’intervista a Luigi Massimo Martone mastro birraio, che con molta passione e grande spirito di accoglienza, mi ha accompagnato alla scoperta della storia, dei successi, delle difficoltà, dei progetti e delle eccellenze birraie del Birrificio Maltovivo

 

La storia del vostro birrificio è molto lunga se confrontata con la maggior parte delle realtà produttive italiane: come sono cambiati l’approccio e l’esigenza del consumatore secondo la vostra esperienza? 

Il consumatore di birra artigianale oggi è molto più esigente e di sicuro, prima di bere una birra artigianale tende, se non lo è già, ad informarsi sul prodotto e sulle sue qualità. Questo è un fenomeno che ormai da qualche anno si rafforza e cresce. Dieci anni fa, quando ho iniziato la mia avventura in questo mondo, parlare di birra artigianale e spiegare le sue qualità e i motivi che avrebbero dovuto spingere il consumatore ad assaggiare, era obbligatorio e non sempre facile. Ora bisogna fare i conti con un mercato più istruito ed esigente. Complice di questo è stata anche la nascita, in pochi anni, di moltissimi birrifici e la conseguente crescita di proposte al consumatore, sia in termini quantitativi che qualitativi. All’epoca i birrai, prima di ogni cosa, dovevano divulgare e far conoscere, oggi devono riuscire a soddisfare le varie esigenze, con margini di errore sempre più esigui.

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Attualmente sono sei le birre in produzione: quale filosofia le accomuna? Come selezionate le materie prime per garantire l’alta qualità del prodotto finito?

Con le nostre birre cerchiamo sempre di essere moderati, senza estremismi. Questo perché vogliamo che tutti, anche quelli che ancora non conoscono i nostri prodotti e in generale il modo delle birre artigianali, possano godere di un primo approccio che sia abbastanza semplice e definito. Tendiamo quindi a conferire ai nostri prodotti una certa pulizia e una morbida eleganza in modo da avere birre morbide e rotonde. Le materie prime sono quelle prodotte da aziende storiche europee, lì dove l’esperienza e i segreti produttivi sono diventati ormai certezza di qualità costante. Di sicuro, almeno per ora, cerchiamo di fare birra utilizzando solo i quattro ingredienti classici: malto d’orzo (e altri cereali all’occorrenza), luppolo, lievito e acqua.

 

Il vostro birrificio è in grado di realizzare una varietà di birre davvero unica, sintomo di una competenza tecnica di altissimo livello. Quanto gioca la formazione, lo studio e la sperimentazione nel successo della vostra impresa?

La mia esperienza nasce, come per molti altri dell’epoca, dall’homebrewing. In pratica il mio approccio con la birra è stato casalingo, con l’aiuto di pentole e fornelli. Ovviamente il passo successivo è stato quello di andare a studiare un po’ di letteratura, tra guide e manuali, poi qualche corso e, in fine, il confronto diretto con altre realtà esistenti. Ma l’”arte di fare birra” esige l’esperienza empirica, quindi facendo e sbagliando per poi rifare è stato fondamentale. L’aver poi potuto lavorare fianco a fianco con altri mastri birrai mi ha dato la possibilità di affinare le mie capacità. Una buona dose di cultura generale, anche riguardante argomenti di chimica, fisica e biologia mi ha aiutato molto.

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Tra i nostri lettori vi sono moltissimi homebrewer: quali sono i consigli che puoi svelare per creare e mettere a punto la ricetta di una nuova birra e di grande personalità come quelle che tu stesso riesci a produrre?

Questa è una domanda a cui non è facile rispondere. Quello che posso dire, oltre a tutte quelle nozioni tecniche e filosofiche che è facile reperire in giro, è di cercare di capire ogni passaggio della produzione senza fare niente in modo meccanico e inconsapevole. Quindi soffermarsi su tutti i vari aspetti cercando di capire il perché di ogni fase e ogni azione. Per quanto riguarda l’aspetto puramente stilistico, conviene studiare la storia di ogni stile prima di cercare di replicarlo, con uno sguardo alle materie prime da utilizzare e ai parametri da rispettare per poter inserire la propria creazione in un particolare famiglia di birre.

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Infine, ti chiedo di svelarci i segreti dei prossimi progetti birrari che avete in serbo per il 2016. Come vedi, da mastro birraio, il futuro delle craft-beer campane ed italiane?

Abbiamo da poco prodotto la sesta delle nostre birre, in stile weizen, che a giugno sarà proposta ufficialmente sul mercato. In realtà stavamo pensando anche a qualche specialità da presentare per Natale, o comunque per il 2017. Sarà, forse, qualcosa di un po’ più impegnativo rispetto alle nostra attuali birre. Vedremo!

 

Maggiori informazioni e la possibilità di acquistare on-line le birre artigianali del Birrificio Maltovivo sul sito web aziendale www.maltovivo.it

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!