Numero 46/2022

14 Novembre 2022

Myetna: quando l’amore per l’Etna incontra vino, olio…e anche birra

Myetna: quando l’amore per l’Etna incontra vino, olio…e anche birra

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Il Nerello mascalese è un vitigno a bacca nera che cresce prevalentemente sull’Etna. Questo vitigno, che rappresenta la base per la denominazione Doc dell’Etna Rosso ed e’ presente in molte altre Doc siciliane, in realtà lo troviamo anche all’interno di una birra. La Iga (Italian Grape Ale) dei ragazzi di Myetna infatti è fatta con l’8% di Nerello Mascalese.
Noi de Il Giornale della Birra abbiamo avuto l’occasione di fare una chiacchierata con Domenico Moschetto, fautore del progetto Myetna insieme a Salvo Caruso. Progetto che, anche grazie a Enoteca dell’Etna, punta a far conoscere i prodotti e le tradizioni del territorio.
 Come nasce il progetto Myetna?
“Myetna è un progetto che nasce qui all’interno del Rifugio Sapienza. Abbiamo messo questo nome come se volessimo raccontare il territorio attraverso i nostri prodotti. Ci sono anche cinque etichette di birra artigianale. Abbiamo la bianca, la rossa, la bionda, la Ipa e la Iga, che è fatta con l’8% di mosto di Nerello Mascalese, che è il vitigno principale qui nella zona etnea. E’ un progetto che ci sta dando soddisfazioni”.
Quando avete iniziato?
“Abbiamo iniziato quattro anni fa e da quest’anno abbiamo anche la birra alla spina. Molti ce la stanno chiedendo, ma la commercializziamo solo noi, tramite il nostro sito e poi abbiamo una struttura a 20 klm da qua, ossia l’Enoteca dell’Etna dove commercializziamo i nostri prodotti, ma il catalogo Myetna abbraccia anche grappe di Nerello Mascalese, un liquorino al pistacchio e un liquore da 70 gradi a base di amarena, ciliegia, arancia, fragola e anice. Poi abbiamo tutta una serie di confetture e marmellate, una cremina spalmabile, un pesto al pistacchio, con cui ci facciamo arancini, pizza e soprattutto la pasta. Abbiamo inoltre il nostro Olio di Nocellara dell’Etna extra-vergine di oliva”.
Quali sono i prodotti che vi stanno dando maggiori soddisfazioni?
 “La birra sicuramente. Abbiamo anche cinque etichette di vino che stanno volando, ma il prodotto che ci sta dando maggior soddisfazione è l’olio. I turisti hanno un interesse verso l’olio che noi qui ancora non abbiamo”.
 Come mai avete deciso di lanciare questo progetto?
“Siamo molto attaccati a questa terra e vogliamo diffondere la bellezza della Sicilia. Questo progetto nasce per tale motivo. Tutto il gruppo rifugio Sapienza nasce per questo. Noi avevamo un’altra struttura. Quattordici anni fa ci hanno chiamati qui perchè volevano rilanciare l’azienda e questo è uno dei tasselli per il rilancio. Siamo contenti”.

 

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Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine e nei birrifici, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso biennale “Mastro birraio” di Torino e docente di area tecnica presso l’IIS Umberto Primo – la celeberrima Scuola Enologica di Alba) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, sono impegnato nell’avvio di un birrificio agricolo con produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione completamente a filiera aziendale (maltazione compresa): presto ne sentirete parlare!