Numero 22/2020

30 Maggio 2020

Dalla Spagna: il gruppo Mahou San Miguel

Dalla Spagna: il gruppo Mahou San Miguel

Condividi, stampa o traduci: X

 

Tratto da La birra nel mondo, Volume III, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

 

Mahou San Miguel

Madrid (seconda sede, Málaga)/Spagna

Casimiro Mahou (cognome del padre, Nicolas) Bierhans (cognome della madre, Anne), un imprenditore francese nato in Lorena nel 1828, fondò a Madrid El Arco Iris, una società dedicata alla pittura tempera e olio.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1875, la moglie madrilena, Brigida Solana Fernández, e i tre figli, Enrique, Luis e Carolina, continuarono l’attività fino al 1890, quando, in Calle Amaniel (nel popolare quartiere di Chamberi), fondarono la compagnia Hijos de Casimiro Mahou, fábrica de hielo y cerveza (“Figli di Casimiro Mahou, produzione di ghiaccio e birra”). L’anno dopo usciva dalla fabbrica la prima birra Mahou.

.

.

Nel 1957 la Hijos de Casimiro Mahou divenne una società a responsabilità limitata con il nome di Mahou, SA.

L’azienda di famiglia seguì l’evoluzione della città di Madrid; mentre la sua birra di qualità s’imponeva sempre più in un paese con forte tradizione vinicola.

Nel 1962, con la crescita della domanda, la Mahou si trasferì in un nuovo e più grande edificio, al Paseo Imperial. Qualche tempo dopo chiudeva la fabbrica di Amaniel.

Con Germán Gervás Diez, presidente della Mahou dal 1979, la multinazionale francese Danone poté acquisire un terzo del capitale della società madrilena.

Negli anni Ottanta, per la comparsa di nuovi marchi internazionali, la Mahou ebbe un leggero calo di vendite; comunque nel 1995 la sua birra occupava il secondo posto nella produzione nazionale, con una quota di mercato del 20%.

Nel 1984 avvenne la prima pubblicità televisiva della Mahou.

.

.

Nel 1990 iniziarono i lavori per un nuovo birrificio, a Alovera, nella provincia di Guadalajara.

San Miguel, Fábricas de Cervezas, SLU/Málaga

Arrivata anche in Spagna, nella sua espansione a livello mondiale, la filippina San Miguel Brewery nel 1946 costituì a Lérida, in Catalogna, una sua filiale denominata La Segarra S.A. che però, per problemi burocratici, potè iniziare la produzione solo nel 1954, e con lievito asiatico.

.

.

Oltre a concentrarsi sull’elaborazione delle premium, questa filiale guidò anche la politica delle especial di maggior gradazione alcolica. Incentivò la coltivazione dell’orzo in Spagna e la fabbricazione di birre vicine a quelle di puro malto.

Poi, nel 1957, l’Accordo di Manila, con il presidente della San Miguel Corporation, Andrés Soriano, consentì la costituzione della compagnia San Miguel, Fábricas de Cerveza y Malta, SAU, con sede a Barcellona, indipendente dalla casa madre. E, da allora, le loro strade si divisero.

Nel 1962 ebbe inizio l’esportazione della birra San Miguel che, tre anni dopo, “sbarcava” anche in Africa.

Nel 1966 San Miguel aprì un secondo stabilimento a Málaga, con il quale ottenne un significativo aumento della produzione.

Nel 1967 la birra San Miguel era leader nell’esportazione birraria spagnola con presenza in più di 35 paesi, soprattutto in Europa e in Asia, dove crescava l’apprezzamento per la gastronomia iberica.

Nel 1970 San Miguel acquisì la Compañía Hispano-Holandesa de Cervezas (GULDER, una collaborazione del 1967 tra Heineken e Unilever) e la sua fabbrica di Burgos, che affiancò quelle di Lérida e di Málaga.

Gli anni Settanta furono caratterizzati da un aumento delle esportazioni verso l’Europa occidentale e orientale, nonché verso il Nord Africa, raggiungendo un volume produttivo annuo di 125 mila ettolitri.

Mahou San Miguel

Nel 1994 la Danone acquisì il 18% di San Miguel. Nel 1997 aumentò la sua partecipazione all’82%, cedendo il 30% a Mahou. Nel 2000 la Danone cominciò a sbarazzarsi di tutti gli interessi legati alla birra. Mahou allora, per contrastare il passo al colosso olandese, che aveva costituito la Heineken España, rilevò il rimanente 70% che la Danone aveva nella San Miguel.

Nasceva così il Mahou San Miguel Group, il primo gruppo birrario a capitale spagnolo, con il controllo azionario nelle mani delle famiglie Herraiz e Gervás.

.

.

Nel 2004 il Group acquistò Cervezas Anga, a Santa Cruz de Tenerife (nelle Canarie), e il suo marchio Reina. Rilevò, a fine 2006, Cervezas Alhambra, di Granada; e fu, questo, un ulteriore passo nel conglomerato di birre nazionali, con la costituzione di soli tre grandi gruppi di produzione di birra in Spagna: Heineken España, Sociedad Anónima Damm e Mahou San Miguel che, insieme, oggi assorbono il 90% dell’intero mercato nazionale.

Nel 2011 il Group, diversificando i suoi investimenti, acquisì la società di acque minerali Solán de Cabras.

Nel 2012 compì un passo fondamentale nella sua strategia di internazionalizzazione, con l’acquisto del 50% nella società indiana Arian Breweriews & Distillers, di proprietà di un gruppo familiare privato locale che aveva una fabbrica di birra a Bhiwadi, nello stato del Rajasthan. Nel 2014 rilevò l’altro 50% e creò la prima filiale al di fuori della Spagna.

Sempre nel 2014, semplificò il suo nome in Mahou San Miguel. Mentre la San Miguel Fábrica de Cerveza y Malta, SAU veniva trasformata in San Miguel Fábricas de Cervezas, SLU; commercialmente, San Miguel. Acquisì anche una partecipazione del 30% nella Founders Brewing, di Grand Rapids, nel Michigan.

Nel 2017 comprò una quota del 30% nella Avery Brewing Company, una birreria artigianale di Boulder, in Colorado. Da parte sua, San Miguel Fábricas de Cervezas, SLU annunciava il cambio della sede, da Barcellona a Málaga.

Oggi, Mahou San Miguel possiede centri di produzione a Alovera (Guadalajiara), Burgos, Candelaria (Tenerife), Córdoba, Granada, Lérida, Málaga, Beteta (Cuenca) e Bhidwadi (India).

Primo produttore del Paese, con 12,5 milioni di ettolitri annui, ha scavalcato Heineken España. Comprende 43 marchi (i principali sono San Miguel e Mahou) e 57 varietà di prodotti. Superfluo sottolineare che è il marchio San Miguel a farsi la parte del leone. Queste birre sono rivolte essenzialmente al mercato di qualità e a un pubblico giovane, sostenute tramite feste organizzate nei diversi locali del Paese e la sponsorizzazione di pub: Tapas y Tapas, locale tipico spagnolo.

Anche numero uno nell’esportazione, con oltre il 75% della birra nazionale che esce dai patrii confini, è presente in 50 paesi.

A seguito dell’acquisizione di Scottish & Newcastle da parte di Carlsberg e Heineken, la commercializzazione della birra San Miguel sul mercato britannico passò a Carlsberg UK. A Mahou San Miguel invece venne affidata la produzione e la commercializzazione sul mercato spagnolo dei marchi Kronenbourg e Carlsberg. Nel 2009 la collaborazione si allargò, con l’incarico a Mahou San Miguel della commercializzazione sul mercato spagnolo delle birre belghe Grimbergen e delle inglesi a marchio Tetley’s, sempre di proprietà di Carlsberg.

Da diversi anni Mahou San Miguel è operativa anche in Italia, attraverso la filiale di Agrate Brianza, con un volume annuale di vendita intorno ai 100 mila ettolitri.

.

.

Mahou Clásica, lager di colore dorato pallido (g.a. 4,8); risalente al 1891. Con una media effervescenza, la schiuma fuoriesce sottile, fitta, resistente. Al naso si sprigiona un blando profumo di luppolo floreale, con tenui sentori di lievito, malto, cereali, erbe, pane, fieno, cartone bagnato. Il corpo, da leggero a medio, ha una consistenza parecchio acquosa. Il gusto dolce di malto, sicuramente il più delicato della gamma Mahou, si snoda fresco, pulito, con solo un accenno all’amaricante. Il finale apporta una certa acidità di mais. Lo sfuggente retrolfatto risulta asciutto e di un piacevole mix di malto e luppolo, con reminiscenze metalliche.

Mahou Cinco Estrellas, especial di colore oro chiaro e dall’aspetto limpido (g.a. 5,5%). La “Mahou 5 Stelle”, lanciata nel 1969, è la birra più popolare della Mahou. La carbonazione moderata origina una spuma bianca cremosa, non ricca e di rapida dissoluzione senza lasciare il minimo segno di allacciatura. L’olfatto, intenso ed elegante, è orientato verso il malto; ma propone anche del fine luppolo erbaceo, nonché qualche richiamo di agrumi e miele d’acacia. Il corpo medio tende al leggero, in una tessitura acquosa. Il gusto, maturo e amabile, propone grano, erba e un po’ di agrumi, con una nota di acidirà da lievito. Il finale si rileva piuttosto breve, e di un piacevole amaro di luppolo floreale. Il retrolfatto è bello pulito, secco e maltato.

San Miguel 1516, lager di colore giallo con riflessi oro antico e dall’aspetto brillante (g.a. 4,2%); di puro malto da orzo spagnolo. La birra più esclusiva di San Miguel, elaborata secondo il Reinheitsgebot (il 1516 intende appunto ricordare la data della sua emanazione) e immesssa in commercio nel 1993, ebbe, nel 2011, il riconoscimento di “Miglior Pilsen Lager Europea” nei World Beer Awards. L’effervescenza media determina una spuma fine, tenace e aderente. L’aroma emana forti quanto gradevoli profumi di cereali e malto dolce, infervorati da sentori di coriandolo e da un richiamo di menta. Il corpo, da leggero a medio, ha una consistenza un po’ acquosa. Il gusto, fluido e in giusto equilibrio per l’intera corsa di media durata, accenna, verso il finale, a una secchezza amara. Qualche suggestione di menta ritorna nel retrolfatto quasi a emulare la tradizione belga.

.

.

San Miguel, premium lager di colore dorato pallido (g.a. 4,8%, in versione europea 5%). Per l’Italia, viene prodotta da Birra Castello. Con una media effervescenza, la schiuma bianca sbocca fine e cremosa, di apprezzabile tenuta e aderenza. L’olfatto ostenta una finezza attraente; mentre la sua elevata intensità elargisce profumi fruttati che aleggiano tra toni caldi e speziati. Il corpo, da leggero a medio, ha una tessitura abbastanza acquosa. Il gusto complesso (malto, paglia, agrumi, frutta, grano) si snoda, fresco e pulito, sotto l’egida di un piacevole amarognolo da luppolo floreale, e con una nota acida in prossimità del traguardo. Nel finale si avverte una lieve sensazione metallica. Un luppolo erbaceo si esprime nel discreto retrolfatto con un’impressione pressoché amara e appiccicaticcia.

San Miguel Especial, especial di colore giallo oro e dall’aspetto brillante (g.a. 5,4%). La prima birra speciale spagnola, nacque nella fabbrica di Lérida nel 1957, con orzo e luppolo francese. Da allora è sempre stata una delle birre più popolari in Spagna, e la spagnola più conosciuta all’estero. Per l’Italia, viene prodotta da Birra Castello. Con una media effervescenza, la schiuma bianca, di grana minuta, erompe spessa e duratura. L’aroma si apre non così distinto, tra vaghi sentori di malto e con un lontano richiamo di luppolo e lievito. Il corpo, medio-sottile, presenta una trama decisamente acquosa. Benché relativamente pieno, il gusto di malto scivola leggero e fresco su morbida base di luppolo, che eroga un amaro moderato in grado di comporre l’indispensabile equilibrio. L’asciuttezza a malapena luppolizzata del finale, dal grato accento di limone, rappresenta quasi un invito al ritorno, nel retrolfatto, di un croccante malto piuttosto dolce.

San Miguel Tradición, lager di colore giallo paglierino chiaro (g.a. 5%); classica birra spagnola di ampia diffusione anche all’estero. Per l’Italia, viene prodotta da Birra Castello. La carbonazione è media; la spuma bianca, fine e resistente. L’aroma, granuloso di malto, reca, a corollario, sentori piuttosto confusi di grano, pane, luppolo erbaceo. Il corpo, da leggero a medio, ha una consistenza parecchio acquosa. Il gusto appare quasi neutro per il perfetto bilanciamento tra cereale e amaricante. Solo nel finale prende un certo sopravvento il luppolo che, da una lieve secchezza, passa a segnare il retrolfatto con suggestioni amarognole.

Il Group è stato anche un pioniere nel lancio di nuovi marchi. Così come, per venire incontro al gusto dei giovani e al numero crescente dei consumatori di prodotti dietetici, cominciò a lanciare lager assolutamente prive di alcol. Fino ad allora tutte le birre spagnole appartenenti alla categoria analcolica conservavano un po’ di gradazione. Così, nel 2001, fece la sua comparsa sul mercato la Kristell 0.0%, con tutto l’aroma, la freschezza e la qualità della birra tradizionale. Ma, l’anno dopo, fu rinominata:

San Miguel 0,0, lager analcolica di colore dorato e dall’aspetto brillante. Da ottobre 2011, la bottiglia da 25 cl è provvista di linguetta che rende più comoda e facile l’apertura. Con una leggera effervescenza, la spuma bianca emerge densa, cremosa e di sufficiente durata. L’aroma è alquanto granuloso di malto, con tenui sentori di paglia, crosta di pane, grano dolce, mosto, amido, carota, bacche. Il corpo sottile ha una consistenza acquosa. Il gusto, pressoché amabile, reca note di lievito, burro, agrumi; fino all’ingresso di un amarognolo da luppolo, seguito da un fresco tocco di acidità. Il finale appare un po’ colloso, nel suo delicato amarognolo. Impressioni asciutte e lattiginose caratterizzano lo sfuggente retrolfatto.

San Miguel 0,0 Manzana, fruit beer di colore giallo dorato, con il 35% di succo di mela; una birra casual lanciata nel 2005. Ha un intenso sapore di mela verde che chiude il medio percorso con un morbido, gradevole, amarognolo.

San Miguel 0,0 Limón, lemon beer di colore giallo paglierino pallido, con il 4% di succo di limone; apparsa nel 2010. Particolarmente rinfrescante, il suo gusto deriva da una “sapiente” combinazione di agrumi e amarore.

.

.

San Miguel Blu, birra aromatizzata di colore dorato chiaro (g.a. 6%); col 90% di birra San Miguel e il 10% di vodka. Fu lanciata nel 2014, come proposta innovatrice e moderna per le esigenze del pubblico più giovane. Con una media effervescenza, la spuma bianca, bassa e sottile, si dissipa rapidamente. Il profumo di vodka non così spiccato consente la propagazione di sentori fruttati, erbacei, di malto, erbe, agrumi. Il corpo, da leggero a medio, ha una tessitura molto acquosa. Nel gusto, una certa dolcezza fruttata e di malto reca note aspre e rinfrecanti di vodka. Il finale, di un tostato secco, risulta piuttosto astringente. Residui zuccherini improntano il discreto retrolfatto con le loro impressioni di limone.

San Miguel Clara, radler/shandy di colore giallo paglierino (g.a. 3,2%). Contiene sei parti di San Miguel Especial e quattro di bibita al limone. Presenta una media effervescenza; schiuma bianca densa, sottile e di buona allacciatura; aroma di malto, limone e citronella, con una spolverata di sambuco; corpo leggero di trama croccante; intenso gusto semidolce di limoni mediterranei con un tocco di acidità; corto finale amarognolo; retrolfatto, anch’esso breve ma con spiccata sensazione rinfrescante.

San Miguel Eco, lager di colore dorato chiaro (g.a. 4,2%). La prima birra ecologica della casa, fu elaborata nel 2003 con malto e luppolo provenienti da agricoltura rigorosamente ecologica. Si propone con una carbozione abbastanza sostenuta; spuma di un bianco tendente allo sporco, abbondante ma di rapida dissoluzione; leggero aroma di malto, con accenni di frutta e verdure cotte; corpo sottile di consistenza tra oleosa e acquosa; gusto moderatamente dolce e granuloso con note amarognole floreali ed erbacee; finale piuttosto secco e speziato; retrolfatto più aspro che metallico.

San Miguel Gluten Free, lager di colore giallo dorato chiaro e dall’aspetto limpido (g.a. 5,4%). Arrivò sul mercato nel 2015, col sigillo della FACE (Federazione delle Associazioni di Celiaci della Spagna) “Spiga barrata”, che certifica il prodotto come “Idoneo per Celiaci”. Con una media effervescenza, la spuma, di un bianco pallido, fuoriesce sottile, bassa, appiccicosa. L’aroma appare polveroso, erbaceo e citrico, quasi medicinale, con tenui sentori vegetali e floreali. Il corpo, medio-leggero, presenta una sottile trama acquosa. Malto, fieno, caramello, mais, agrumi, luppolo erbaceo, cartone, polline, metallo, allestiscono un equilibrio gustativo di sufficiente intensità. Il finale tostato asciuga il palato, lasciando nel corto retrolfatto aspre sensazioni di erbe aromatiche secche.

Seguono due birre che nel 2015 il Brussels Beer Challenge (prestigioso concorso internazionale brassicolo) riconobbe “tra le migliori al mondo”.

San Miguel Fresca, lager di colore giallo paglierino con riflessi limone e dall’aspetto trasparente (g.a. 4,4%). È una birra leggera da servire ghiacciata con una fetta di limone, che ammorbidisce l’amaro e migliora la sensazione di freschezza. Sviluppata per il mercato britannico, divenne presto una bevanda di moda in città come Londra, Manchester, Birmingham; tanto che, nel solo 2012, distribuita da Carlsberg UK, oltrepassò i 51 mila ettolitri di vendita. Un successo che, ovviamente, incoraggiò la distribuzione anche sul mercato spagnolo, e non solo. Con una carbonazione da leggera a media, la spuma bianca, minuta e cremosa, scompare abbastanza rapidamente lasciando però i segni di una decente allacciatura. L’aroma non appare così intenso, delizia comunque col suo fruttato impreziosito da sottili sentori di malto dolce e luppolo erbaceo. Il corpo tende al leggero, in una consistenza decisamente acquosa. Il gusto si snoda con estremo equilibrio e pulizia, un po’ granuloso, e con delicate note di malto, agrumi, mais, erbe amarognole. Il finale è dolciastro e alquanto secco. Nel retrolfatto si esaltano impressioni acidule e di liquirizia.

San Miguel Selecta XV, amber lager/vienna di un suggestivo giallo oro antico con riflessi ramati (g.a. 6,2%); eletta anche “Sapore dell’Anno” nelle edizioni del 2010 e del 2011. Elaborata con tre tipi di malto e altrettante varietà di luppolo, matura in cantina. Con una media effervescenza, la schiuma color crema, densa, abbondante, si abbassa molto lentamente. L’aroma si libera intenso e piuttosto aspro, con profumo dominante di malto tostato che però non soffoca i men netti sentori di lievito, caramello, fiocchi di cereali, luppolo piccante, noci, fieno, scorza di mela. Il corpo, da leggero a medio, presenta una trama oleosa quasi di seta. Il gusto, inizialmente dolciastro, secco e granuloso, di malto tostato, miele, pane, caramello scuro, zucchero di canna, va via via prendendo note decise di erbe aromatiche, anche terrose, amarognole. Il corto finale si rivela un mix organico e asciutto, quasi un richiamo, di malto tostato, caramello scuro, zucchero di canna. Il retrolfatto invece, nella sua lunga persistenza, eroga sensazioni amare e pressoché astringenti di luppolo floreale.

 

Condividi, stampa o traduci: X

Antonio Mennella
Info autore

Antonio Mennella

Sono nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e oggi risiedo a Livorno.
Laureato in giurisprudenza, sono stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza, Livorno, Pisa, Prato.
 
La scrittura è sempre stata una delle mie passioni, che è sfociata in numerose pubblicazioni di vario genere, alcune specificatamente dedicate alla birra. Gli articoli riportati sul Giornale della Birra sono tratti da La birra nel mondo, in quattro volumi, edita da Meligrana.

Pubblicazioni: 
Confessioni di un figlio dell’uomo – romanzo – 1975
San Valentino – poemetto classico – 1975
Gea – romanzo – 1980
Il fratello del ministro – commedia – 1980
Don Fabrizio Gerbino – dramma – 1980
Umane inquietudini – poesie classiche e moderne – 1982
Gigi il Testone – romanzo per ragazzi – 1982
Il figlioccio – commedia – 1982
Memoriale di uno psicopatico sessuale – romanzo per adulti – 1983
La famiglia Limone, commedia – 1983
Gli anemoni di primavera – dramma – 1983
Giocatore d’azzardo – commedia – 1984
Fiordaliso – dramma – 1984
Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana – 1989
L’Italia oggi – pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti – 2012
Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana – in due volumi – 2014
I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri – 2014
I nomi comuni derivati da nomi propri – 2015
 
Pubblicazioni dedicate alla BIRRA:
La birra, 2010
Guida alla birra, 2011
Conoscere la birra, 2013
Il mondo della birra, 2016
 
La birra nel mondo, Volume I, A-B – 2016
La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018
La birra nel mondo, Volume III, L-Q – 2019
La birra nel mondo, Volume IV, R-T – 2020
 La birra nel mondo, Volume V, U-Z– 2021
Ho collaborato, inoltre, a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull’origine e la produzione della birra nel mondo.