Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 13/2018

26 marzo 2018

Una Stout prodotta con le cozze e tante altre novità dal Birrificio Lambrate

Una Stout prodotta con le cozze e tante altre novità dal Birrificio Lambrate

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Una Stout, con la stravagante aggiunta di brodo di cozze, alghe e pepe, nuove birre in lattina e in futuro anche le acide.

Queste le ultime novità e i progetti futuri del Lambrate – primo birrificio aperto nel capoluogo lombardo nel 1996 e punto di riferimento da oltre 20 anni di tutto il movimento birrario artigianale in Italia – illustrati  da Fabio Brocca, Mattia Bonardi e Ivo Fumagalli in occasione della presentazione di IMPESTOUT, birra Stout prodotta con cozze e alga dulse.

 

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Per l’occasione la nuova birra è stata abbinata a un ‘percorso degustativo di tapas’ preparate dalla squadra di cuochi del pub di via Golgi; nell’ordine Spiedino di polpo arrostito servito con aspic di maracuja e peperoncino, Polenta taragna abbrustolita servita con brandada di baccalà alla catalana, Carciofo fondente cucinato (sottovuoto, a bassa temperatura,) nella birra speciale Impestout e profumo di menta servito su letto di patata viola e, infine, Acciuga del Mar Cantabrico in salsa verde su crostone di pane integrale all’Impestout.

“Con il trasferimento dell’impianto nella nuova sede di via Sbodio, sempre all’interno del quartiere Lambrate, abbiamo aumentato spazi, volumi ma anche libertà di espressione e da questo sono nate tante nuove birre, delle quali IMPESTOUT è solo l’ultima arrivata, che vogliono raccontare di noi e del nostro modo di interpretare la birra nelle sue molteplici sfumature. Nel prossimo futuro non mancheranno altre novità, intese sia come birre sia come nuovi processi produttivi”, sottolineano i tre ragazzi del team produttivo.

La serata infatti è stata l’occasione per fare il punto su tutti i nuovi progetti dello storico birrificio. IMPESTOUT, spiega il birraio Fabio, “nasce dall’idea di una Oyster Stout,  ma volevamo lasciare il segno e quindi abbiamo scelto la cozza. Si è pensata inizialmente di abbinarci l’alga dulse e successivamente abbiamo puntato anche sul pepe”.

 

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“Piano piano siamo arrivati a bilanciare le dosi giuste. E’ stata vissuta internamente come una sorta di studio di una serie di ingredienti inusuali. I risultati sono stati molto soddisfacenti. Abbiamo infatti trovato la giusta combinazione che ci ha portato a un esito facilmente bevibile e interessante. Questa birra alla spina – rispetto alla bottiglia – è molto più beverina e attenuata nei sapori. In ogni caso siamo curiosi anche noi di vedere l’impatto che avrà. La nostra birra scura di punta, la Ghisa, invece è molto più affumicata e tostata”.

La nuova Stout rappresenta solo una delle tante novità del nuovo corso del Birrificio Lambrate. “Settimana prossima presenteremo la nostra Gose, la prima birra acida del birrificio. Non si tratta, comunque, di una fermentazione spontanea. La presenteremo mercoledì prossimo in un evento con Kauska”, afferma ancora Fabio, sottolineando anche che “abbiamo in progetto di creare birre a fermentazione spontanea, ma ad oggi non saprei quantificarlo in termini temporali. Stiamo anche sistemando il birrificio per le lattine. Oltre le Ipa metteremo qualcos’altro in lattina”.

Tre ad oggi le proposte in lattina del birrificio: la Quarantot – Double Ipa di 8% – la Robb de Matt – Rye Ipa di 5,5% – e la Gaina – Ipa di 6%.

 

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Lo scorso 14 marzo, invece, è stata presentata la Imperial Moka Ghisa. “E’ una birra aromatizzata al caffe’. Parliamo quindi di un’evoluzione della Imperial Ghisa. Come si vede stiamo sperimentando parecchio. E’ una soddisfazione mettersi a confronto con altre realtà e altre tipologie di birre”.

Tra i vari protagonisti del nuovo corso del birrificio c’è sicuramente Mattia, arrivato al Lambrate cinque anni fa. “Prima di arrivare qui ho fatto molte cose. Facevo birre in casa e ho girato molto per l’Europa. Sono stato pure da Elav per due anni e mezzo e ho fatto esperienza da Brewdog. Questa è stata sicuramente una grande scuola; infatti viene lasciata mano libera ai birrai, che poi è anche la ragione che li ha fatti crescere così tanto e li ha portati al successo. Io sono al birrificio Lambrate da inizio 2013 e penso di essere riuscito a portare qualcosa di innovativo soprattutto sulla birre più fresche e luppolate”, conclude il birraio.

Maggiori informazioni: www.birrificiolambrate.com

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Marco Fusi
Info autore

Marco Fusi

Giornalista finanziario per professione e amante della birra – di qualità – per passione. Grazie ad una cara amica sommelier qualche anno fa ho scoperto il mondo delle birre artigianali e da allora è stato un crescendo.

Ho frequentato i corsi di degustazione organizzati dal network Fermento Birra, superando con successo l’esame finale; ho anche partecipato ad un corso di un giorno sull’Home Brewing di MOBI e spero, quando avrò un po’ piu’ di tempo libero, di iniziare la produzione a casa, nel frattempo degusto birre a Milano e provincia e vado alla ricerca dei migliori festival e appuntamenti birrari lungo tutta la penisola (lavoro permettendo) sia per scoprire le ultime novità e sia per conoscere la storia e le persone che si celano dietro ogni birrificio.

Mi piace confrontarmi sulle birre che bevo – per questo cerco di partecipare a degustazioni guidate e non – e prima o poi, chissà, tenterò l’esame BJCP… seguitemi e che il luppolo sia con voi!