Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
18 febbraio 2015

Birre alla spina: l’etichetta fa la differenza!

Birre alla spina: l’etichetta fa la differenza!

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Conoscete quel proverbio che recita:”anche l’occhio vuole la sua parte?” Ne sanno qualcosa a Cambridge, dove Tim Froggett, docente di marketing all’Università Anglia Ruskin, ha utilizzato degli speciali occhiali che sono in grado di registrare cosa si è osservato durante la giornata, i cosiddetti “eye-tracking glasses” insieme a John Dearne, proprietario del pub Tram Depot dell’East Road, per un esperimento.

A dei volontari, che non bevevano birra di solito e che avevano una scarsa conoscenza dei birrifici, è stato chiesto di indossare gli occhiali, chiamati per l’occasione “beer goggles”, e di scegliere una birra tra le sei spine disponibili del Tram Depot (come possiamo vedere nella seconda foto qui sopra).

 

 

L’etichetta della spina che è stata guardata più volte è risultata l’Artigianale di Everards, osservata ben 1485 volte. Invece la Tram Light, la birra prodotta dal pub stesso e la più venduta, è stata guardata solo 817 volte. Questi risultati cosa vogliono dire? Per Froggett è ancora troppo presto per saltare a conclusioni, anche se sembra proprio che ad attirare i nuovi bevitori di birra siano proprio le etichette delle spine. Non conoscendo i marchi, molti scelgono la birra semplicemente scegliendo l’etichetta che più gli piace. Discorso ovviamente diverso per chi già conosce i marchi delle birre e sa già cosa bere. Questo esperimento, come dice Froggett, sarà la base per ulteriori verifiche nel settore marketing della birra.

 

 

Quindi sembra che creare un’etichetta appariscente sia un grande vantaggio verso la concorrenza, un fattore che i birrifici dovrebbero tenere a mente, anche se come detto prima bisogna fare altre prove poiché non è ancora chiaro cosa catturi realmente l’attenzione nelle etichette.

Giuseppe Mautone
Info autore

Giuseppe Mautone

Sono Giuseppe, 26 anni, e attualmente vivo a Perugia.

Il mio viaggio nella birra è cominciato per puro caso: una sera con amici vado a trascorrere la serata in un pub a Perugia dove noto, oltre alle marche di birra famose e “commerciali”, anche nomi poco noti. Chiedo che birre sono e mi rispondono che sono birre prodotte da microbirrifici locali. Incuriosito, decido di provarne una e scopro una differenza abissale rispetto alle classiche marche. Da lì comincia la mia curiosità verso questo nuovo mondo, quello delle birre “artigianali”.

Tutt’oggi sono a contatto quotidiano con le birre artigianali scrivendo articoli, riguardanti la birra e chi la produce, sul mio portale Birra e Birrerie. E’ stata la perfetta occasione non solo per coniugare le mie due più grandi passioni, la birra e il web, ma anche di entrare a diretto contatto con esperti del settore, birrai e semplici appassionati del buon bere. Tra questi vi sono anche gli autori di Enciclopedia della Birra, con cui condivido passione, opinioni e l’entusiamo di scrivere di birra!

La mia avventura nella birra è cominciata da poco e scopro ogni giorno cose nuove sulla birra, che non avrei mai immaginato. Ed è per questo che voglio far scoprire a tutti la bontà e i benefici di una buona birra artigianale.

Un saluto a tutti e buona birra!

Visita anche il mio portale web dedicato alla birra:
www.birraebirrerie.it