Numero 03/2020

14 Gennaio 2020

La birra giapponese Asahi investe 13,5 milioni in Veneto

La birra giapponese Asahi investe 13,5 milioni in Veneto

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Non si arrestano gli investimenti in Veneto della Asahi Breweries, la maggiore azienda di produzione di birra con sede a Tokyo. La bionda più amata dai giapponesi, che già nel 2016 aveva acquisito, dall’azienda britannica SABMiller, la Birra Peroni, ha come obiettivo, secondo quanto riportato daIl Sole 24 Ore quello di investire nei prossimi tre anni per 13,5 milioni di euro.
Negli ultimi 3 anni Ashai Europe (di cui fanno parte Royal Grolsh e Meantime Breweries) ha già messo in campo 60 milioni in Italia, che hanno permesso l’aumento della produzione di Asahi Super Dry fatta di malto tutto italiano (della malteria Saplo di Pomezia) sia a Padova (che ne esporta il 61% in Europa) ma anche negli stabilimenti di Roma e Bari.

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Nel 2018 questi tre stabilimenti hanno registrato il record di produzione con oltre 6 milioni di ettolitri, di cui un terzo esportato facendo incrementare il dato rispetto all’anno precedente dell’11% .
Per quanto riguarda lo stabilimento di Padova sono stati investiti 20 milioni negli ultimi tre anni che solo nel 2018 ha segnato 1,7 ettolitri di produzione, contribuendo per il 30% al valore generato della Peroni in Italia. All’estero, i mercati dove Birra Peroni è presente con i suoi brand sono 71 ed esporta il 60% alla Gran Bretagna.
Sempre a Padova lo scorso giugno è stato inaugurato un nuovo impianto di fermentazione Peroni che ha aumentato la produzione e migliorato l’impatto ambientale.

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Info autore

Loris Fabbri

Nato a Cesena nel 1985, ho sempre vissuto in Romagna, terra che amo.

Mi sono avvicinato al mondo delle birre artigianali diversi anni fa cominciando dalle birre belghe: sono abbastanza convinto che tutto sia cominciato con una Chouffe!
Nel corso degli anni ho svolto diversi corsi di degustazione e di homebrewing (a proposito,devo riprendere in mano l’attrezzatura per migliorare i risultati passati!) che mi hanno permesso di ampliare gli orizzonti, conoscere stili e culture che mai avrei pensato esistessero.
Dal 2013 al 2016 ho unito passione e lavoro,gestendo un punto vendita inerente questo mondo; l’essere all’interno del “sistema” mi ha permesso di conoscere diverse realtà italiane, di poterne apprezzare i pregi e criticare i difetti.
Sono inoltre un appassionato di viaggi, adoro visitare nuove città e scoprire culture diverse; le capitali europee sono tra le mie mete preferite e, se possibile, non manca mai una visita ad un birrificio locale.
Stili & birre preferite: Blanche – a parer mio, una delle migliori in circolazione è italiana -, Saison e Golden ale. Anni fa apprezzavo molto le birre estremamente alcoliche e strutturate; ora invece sono orientato su gusti più morbidi e fruttati, sopratutto nel periodo estivo.

Ho accettato con entusiasmo di scrivere per Biornale della Birra, ne condivido i valori e vorrei diffondere a quante più persone possibili la cultura delle birre artigianali italiane.
Mi piacerebbe,a livello locale,poter promuovere i birrifici in sinergia sia con il territorio che con la gastronomia; per questo sono sempre aperto a idee e collaborazioni!