Numero 31/2023

3 Agosto 2023

Birre: aspetti nutrizionali a confronto!

Birre: aspetti nutrizionali a confronto!

Condividi, stampa o traduci: X

 

La denominazione “birra” è riservata al prodotto ottenuto dalla fermentazione alcolica con ceppi di Saccharomyces
carlsbergensis o di Saccharomyces cerevisiae di un mosto preparato con malto, anche torrefatto, di orzo o di frumento o di loro miscele ed acqua, amaricato con luppolo o suoi derivati o con entrambi.
Ora andremo ad analizzare la composizione chimica generale di alcuni tipi di birra per poi successivamente
confrontarle dal punto di vista nutrizionale.
La composizione chimica ed i valori nutrizionali delle birre sono difficili da analizzare in modo specifico, in quanto ciascuna presenta delle caratteristiche peculiari dipendenti dalle materie prime di origine e dalle particolari scelte produttive dei mastri birrai ma è comunque possibile fare riferimento a valori medi.

Composizione chimica della birra: in particolare sono evidenziati i principali contenuti medi di minerali, vitamine e amminoacidi contenuti nella birra.

Birra analcolica
Per essere definita tale deve avere dei requisiti specifici stabiliti dalla legge: “La denominazione “birra analcolica” è riservata al prodotto con grado Plato non inferiore a 3 e non superiore a 8 e con titolo alcolometrico volumico non
superiore a 1,2%”. Questo tipo di birra contiene circa il 94% di acqua, l’1% di alcol, il 4% di carboidrati e l’1% di proteine. I vantaggi legati all’assunzione di birra analcolica sono notevoli: è risaputo infatti che la birra è ricca di di
numerose sostanze nutritive tra cui le vitamine del gruppo B, magnesio, calcio, fosforo oltre, in special modo quella
analcolica, ad avere un ridotto numero di calorie; si parla di circa 25 Kcal ogni 100 ml, molto meno della maggior
parte dei succhi di frutta e delle bevande gassate più rinomate.
Negli ultimi anni questo prodotto ha avuto un particolare successo proprio grazie all’assenza di alcol, che permette
il consumo di questa bevanda ad una più ampia gamma di consumatori.

 

Birra leggera

Secondo la legge “la denominazione “birra leggera” o “birra light” è riservata al prodotto con grado Plato non inferiore a 5 e non superiore a 10,5 e con titolo alcolometrico volumico superiore a 1,2% e non superiore
a 3,5%”. La birra light, dal punto di vista nutrizionale, non si distanzia molto dalla birra analcolica se non per il
maggiore contenuto di alcol. Questo tipo di birra contiene mediamente il 92% di acqua, il 3% di alcol, il 4% di carboidrati e l’1% di proteine.

Birra
La denominazione “birra” è riservata al prodotto con grado Plato superiore a 10,5 e con titolo alcolometrico volumico superiore a 3,5%; tale prodotto può essere denominato “birra speciale” se il grado Plato non è inferiore a 12,5 e “birra doppio malto” se il grado Plato non è inferiore a 14,5.
Con il termine birra, si intende un prodotto che non rientra, per le sue caratteristiche, nelle altre categorie (analcolica, leggera, doppio malto) quindi ne fanno parte la maggioranza (a livello quantitativo) degli stili prodotti
attualmente.
Questo tipo di birra contiene circa l’85% di acqua, il 4% di alcol, 10% di carboidrati e l’1% di proteine.

Birra “doppio malto”
Il termine doppio malto non si riferisce al fatto che nella fase produttiva di questa birra viene impiegato il doppio
quantitativo di malto infatti la denominazione doppio malto viene utilizzata in Italia per poter regolamentare le
birre prodotte da un punto di vista della tassazione. Una legge del 1962 prevede la disciplina della produzione
delle birre in base al grado saccarometrico, ovvero la percentuale dello zucchero presente nel mosto.
La denominazione “doppio malto” vale per birre con un titolo alcolometrico superiore a 3,5% e un grado Plato pari o superiore a 14,5.
La dicitura doppio malto non ci da alcuna indicazione sulle caratteristiche precise della birra, si può presumere però che il prodotto in questione avrà un corpo e un grado alcolico spesso maggiore alla classica “bionda lager”.
Questa categoria di birre sono caratterizzate da:

  • 63% acqua
  • 8% alcol
  • 25% carboidrati
  • 4% proteine

 

Dal punto di vista calorico, a seconda dello stile, la birra può apportare dalle 30 alle 50 kcal per 100g di prodotto“100 g di Birra light apportano circa 29 Kcal (23,2% carboidrati, 3,2% proteine, 0% grassi, 73,7% alcol)”
Questo afferma U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service in un articolo pubblicato nel 2011.

Le percentuali nel grafico non si riferiscono al contenuto percentuale di carboidrati, proteine e grassi presenti nel prodotto. Rappresentano, invece, la ripartizione dell’energia apportata da ciascun macronutriente (fatto 100 il totale delle calorie fornite dall’alimento). È importate ricordare che i carboidrati e le proteine forniscono 4 calorie per ogni grammo, mentre un grammo di grassi fornisce 9 kcal. Negli ultimi anni una notevole attenzione è stata attribuita
alla preparazione di birra a ridotto contenuto calorico rispetto al normali birre commerciali.

 

Condividi, stampa o traduci: X

Maria Giulia Ruberto
Info autore

Maria Giulia Ruberto

La mia passione per la birra nasce esattamente due anni fa, quando per la prima volta mi sono cimentata nella spillatura dietro al bancone di un bar. Non so se si possa definire una vera e propria passione, ma so che quando sono lì a “creare” le mie birre, mi sento al posto giusto. Così ho deciso di chiudere in un cassetto i cinque anni investiti nel prendere la laurea in Comunicazione per seguire la mia nuova strada di barista. Da lì è stato un vortice, mi sono trasferita dalla Toscana al Trentino, ho seguito corsi formativi sulle birre e ho deciso di rispolverare la mia passione per la scrittura, chiaramente in ambito birrario. E da qui in poi: avanti a tutta birra!