Numero 51/2019

19 Dicembre 2019

John Steinbeck, Vicolo Cannery e la birra californiana

John Steinbeck, Vicolo Cannery e la birra californiana

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Se siete degli amanti della California Common o pensate di realizzarne una, prima di cimentarvi nel farla, vi consiglio, per comprendere al meglio la filosofia che esiste dietro questa storica birra, di leggere il bellissimo romanzo dello scrittore premio nobel John Steinbeck intitolato “Vicolo Cannery” (edito in Italia da Bompiani).

 

“Vicolo Cannery a Monterey in California è un poema, un fetore, un rumore irritante, una qualità della luce, un tono, un’abitudine, una nostalgia, un sogno” e i suoi abitanti sono come disse uno una volta, “bagasce, ruffiani, giocatori e figli di mala femmina”.

La mattina quando le barche che vanno alla pesca delle sardine ritornano cariche, rientrano barcollando nella baia e fanno sentire il loro fischio. I battelli pieni fino al bordo s’avvicinano alla costa, dove gli stabilimenti tuffano la coda nella baia.

…Allora dalla città vengono a frotte italiani, e cinesi, e polacchi, uomini e donne in calzoni e giacchette di gomma e con grembiuli di tela cerata. Vanno correndo a pulire e tagliare e ammassare e cuocere e inscatolare il pesce. Tutta la strada, rumoreggia e strepita e urla finchè l’ultimo pesce non è stato pulito, cotto e inscatolato, e allora le sirene tornano a urlare e gli italiani, i cinesi e i polacchi, gocciolanti e puzzolenti, uomini e donne, escono e si sparpagliano e si trascinano su per la collina e tornano in città e Vicolo Cannery ridiventa se stesso: tranquillo e magico. I vagabondi oziosi che s’erano ritirati, pieni di disgusto, sotto il nero cipresso, vanno a sedere sulle tubature rugginose nel terreno abbandonato. Le ragazze della casa di Dora vengon fuori a prendere un po’ di sole, se ce n’è. Il dottore esce dal laboratorio di biologia e attraversa la strada per andare da Lee Chong a prendere mezza pinta di birra.

 

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In questo contesto, intorno al 1850 nella zona tra San Francisco e Los Angeles, nasce la Steam beer o California common. È stata sin da subito la birra che veniva bevuta nei bar frequentati dai ricercatori d’oro, immigrati, pescatori che in quegli anni arrivarono da tutto il mondo per cercare fortuna.

All’epoca il termine “steam” per le birre e i birrifici di quel tempo, era molto diffuso e sembra probabile che nessun birraio lo abbia adottato per primo; è verosimile, invece, che sia stato coniato, come nel caso di molti altri stili, dal gergo popolare.

Molte fonti riportano che il termine steam stesse ad indicare la pressione alta nei fusti e che questi sfiatavano violentemente come una caldaia a vapore quando il rubinetto veniva inserito.

La Steam Beer o California common tanto apprezzata da Doc, personaggio principale del romanzo e i suoi strampalati amici si presenta con un colore ambrato opalescente e una schiuma corposa ed abbastanza persistente color panna, presenta un notevole carattere di malti-caramello sia nel sapore che spesso in aroma.

Quando si produce questo stile, si fa riferimento alla Anchor Steam Beer, per il fatto che è l’unico esempio contemporaneo.

 

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Questa birra ha rischiato più volte di estinguersi insieme al suo birrificio “Anchor”. Per fortuna un uomo, Fritz Meitag, ha salvato dalla bancarotta il birrificio e la reso uno dei più importanti degli Stati Uniti.

Se volete cimentarvi nella realizzazione di questa birra, vi consiglio questa ricetta per 20 litri:

Mash a 65° per 60’, 4kg di malto pale, 600 gr di malto crystal, luppolo northern brewer 14gr 60’/ 7gr 20’/ 14 gr 0’ e lievito WLP810 San Francisco Lager, 16°C per 7 giorni, poi 19° per 3 giorni, conservate la birra a 10° per circa due settimane prima di servirla. Servite ad una temperatura intorno ai 4°/5° e abbinatela ad un bel piatto di sarde alla griglia.

Buona Birra e buone letture

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Info autore

Cristiano Chighini

Sono nato a Sassari il 23/07/1984 e risiedo a Sorso in Sardegna. Sono laureato in filosofia e scienze dell’educazione.
Nel 2018 ho frequentato la scuola Assoapi e ho ottenuto il diploma di tecnico birraio.
Sono un homebrewer e la birra e la letteratura sono le mie grandi passioni, amo abbinarle insieme per apprezzarne di più la storia e la cultura.