Numero 36/2022

9 Settembre 2022

California Cluster: un luppolo misterioso

California Cluster: un luppolo misterioso

Condividi, stampa o traduci: X

Tag:

 

Il California Cluster è considerato un luppolo misterioso, in quanto, generalmente è indistinguibile dalle altre varietà Cluster, pur essendo una accezione indipendente ed a doppio uso, seppur prevalentemente vocata in bittering. Utilizzato prolificamente dai birrai statunitensi all’inizio della metà del 1900, i Cluster erano ampiamente disponibili ed economici, fornendo un’amaricatura un sapore generici ma piacevoli.

La genealogia esatta di California Cluster è vaga, ma questa cultivar è ampiamente nota per essere il genitore di Calicross ed è stato impiegato con successo oltre 50 anni fa per produrre ceppi resistenti alle malattie, come Smooth Cone, Calicross e First Choice.

 

 

L’azienda coltivatrice di luppoli Hops-Meister a Clearlake, in California, afferma di aver reintrodotto due delle varianti “originali” di California Cluster, sotto i marchi registrati Ivanhoe e Gargoyle.

Composizione media alla raccolta dei coni:

Alpha Acid Composition 5.5%-8.5%
Beta Acid Composition 4.5%-5.5%
Co-Humulone Composition 36%-42%

 

Condividi, stampa o traduci: X

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Dopo aver frequentato la celebre Scuola enologica di Alba, ho conseguito le lauree in Scienze viticole ed enologiche, Scienze e tecnologie alimentari e Biotecnologie vegetali presso l’Università degli Studi di Torino. Più per vocazione che per professione, mi dedico all’insegnamento tecnico di settore alimentare come docente presso l’IIS Umberto Primo, l’ITS Academy Agroalimentare e l’ITS Academy Turismo del Piemonte. Amo, inoltre, lavorare come consulente di innovazione nelle cantine, nei birrifici e nelle aziende agroalimentari, anche grazie all’esperienza maturata con il Birrificio contadino Cascina Motta, di cui sono proprietario, dove ho messo a punto la produzione delle materie prime (cereali e luppoli) e trasformazione brassicola completamente a filiera aziendale (maltazione compresa). Inoltre sono editore di Giornale della Birra, Giornale del Caffè e Giornale del Cioccolato e divulgatore scientifico come collaboratore presso altre riviste e giornali tecnici di settore. Grazie ad un po’ di gavetta, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo giornale: a distanza di oltre 10 anni dalla messa on-line, non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Informazioni di contatto professionale: massimo.prandi@giornaledellabirra.it