Numero 12/2023

25 Marzo 2023

Brouwerij ’’t Verzet: il birrificio belga che punta all’innovazione!

Brouwerij ’’t Verzet: il birrificio belga che punta all’innovazione!

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Tratto da La birra nel mondo, Volume V, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Anzegem/Belgio
Alex Lippens, Joran van Ginderachter e Koen van Lancker, diplomatisi birrai alla scuola dI Gand nel 2008, iniziarono subito a lavorare in diverse fabbriche di birra artigianale. Contemporaneamente, si ritrovavano, durante i weekend, per sperimentare insieme nuove birre, senza ricette e senza dettami. E da qui nascerà il nome Verzet (“Resistenza”), ovvero un birrificio con l’obiettivo di far qualcosa di diverso e soprattutto innovativo.
Entusiasti delle loro produzioni, parenti e amici li convinsero a entrare nel mondo del business e avviare un’azienda propria. In mancanza di mezzi, i tre giovani iniziarono, nel 2011, con una beer firm, servendosi degli impianti di altri birrifici: prima, Gulden Spoor di Gullegem; l’anno dopo, De Ranke di Dottenijs; l’anno dopo ancora, Toye di Kortrijk.
Finalmente, ad aprile del 2016, i birrai della Resistenza poterono inaugurare un impianto proprio nella loro città natale, Anzegem, nelle Fiandre Occidentali.
La gamma, che annovera già 64 birre, verte esclusivamente sulla fermentazione alta. Mentre compare uno stile ormai abbandonato dalle nuove realtà belghe, la oud bruin.

 

Verzet Oud Bruin, oud bruin di colore marrone rossastro e dall’aspetto molto torbido (g.a. 6%). È una miscela di birra vecchia e giovane affinate in botti di rovere con maturazione, dopo l’imbottigliamento, di sei mesi. Il risultato è un gusto diverso, vuoi per l’ulteriore affinamento vuoi per lo sviluppo di una delicatezza aromatica. La carbonazione è moderata; la schiuma beige, scarsa, cremosa, appena sufficientemente durevole e aderente. Al naso pervengono subito odori vinosi, di legno, aceto, mele, frutti di bosco; si accodano presto sentori erbacei, di miele, fieno, sottobosco, che finiscono però per lasciare una scia aspra e acida. Il corpo medio si propone in una consistenza liscia e scorrevole. Inizialmente dolce e fruttato, il gusto assume pian piano la connotazione tipica dell’acidità lattica tipologica, con accenti acetici e un sottofondo fruttato, torrefatto, vinoso. Il finale secco e tannico, ai limiti dell’astringenza, spiana la strada a un retrolfatto discretamente lungo nelle sue impressioni ancora vinose, ma con spunti di amarene e legno.

 

Verzet Oud Bruin Oak Leaf, oud bruin di colore ambrato con intensi riflessi rossastri e dall’aspetto opalescente (g.a. 7%). È la versione Oud Bruin che matura per sei mesi insieme a foglie di quercia (oak leat) raccolte a mano in autunno. Subentrano quindi nella fermentazione i lieviti selvaggi presenti sulle foglie. Mentre la birra viene commercializzata senza etichetta, bensì con un cartonicino appeso con lo spago al collo della bottiglia e tappo avvolto da ceralacca gialla. La carbonazione è piuttosto alta; la schiuma beige, sottile, leggermente cremosa, non tanto durevole e di minima allacciatura. L’aroma si apre aspro, quasi pungente, balsamico e lattico: a stento riescono a emergere sentori di legno umido, cantina, frutta secca con guscio; rimane addirittura bloccato sul nascere in sottofondo qualche indizio di vaniglia e zucchero a velo. Il corpo medio dispone di una consistenza abbastanza acquosa. Anche nel gusto l’asprezza del limone, dell’amarena e del ribes, in sinergia con le note lattiche, annullano la base caramellata facilitando un sapore estremamente secco, piacevolmente rustico, forse anche spigoloso, ma rinfrescante e dissetante. Nel finale viene fuori tutta la legnosità di una birra acida. Impressioni di sciroppo d’acero segnano un tiepido retrolfatto essenzialmente fruttato.

 

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Antonio Mennella
Info autore

Antonio Mennella

Sono nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e oggi risiedo a Livorno.
Laureato in giurisprudenza, sono stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza, Livorno, Pisa, Prato.
 
La scrittura è sempre stata una delle mie passioni, che è sfociata in numerose pubblicazioni di vario genere, alcune specificatamente dedicate alla birra. Gli articoli riportati sul Giornale della Birra sono tratti da La birra nel mondo, in quattro volumi, edita da Meligrana.

Pubblicazioni: 
Confessioni di un figlio dell’uomo – romanzo – 1975
San Valentino – poemetto classico – 1975
Gea – romanzo – 1980
Il fratello del ministro – commedia – 1980
Don Fabrizio Gerbino – dramma – 1980
Umane inquietudini – poesie classiche e moderne – 1982
Gigi il Testone – romanzo per ragazzi – 1982
Il figlioccio – commedia – 1982
Memoriale di uno psicopatico sessuale – romanzo per adulti – 1983
La famiglia Limone, commedia – 1983
Gli anemoni di primavera – dramma – 1983
Giocatore d’azzardo – commedia – 1984
Fiordaliso – dramma – 1984
Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana – 1989
L’Italia oggi – pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti – 2012
Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana – in due volumi – 2014
I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri – 2014
I nomi comuni derivati da nomi propri – 2015
 
Pubblicazioni dedicate alla BIRRA:
La birra, 2010
Guida alla birra, 2011
Conoscere la birra, 2013
Il mondo della birra, 2016
 
La birra nel mondo, Volume I, A-B – 2016
La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018
La birra nel mondo, Volume III, L-Q – 2019
La birra nel mondo, Volume IV, R-T – 2020
 La birra nel mondo, Volume V, U-Z– 2021
Ho collaborato, inoltre, a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull’origine e la produzione della birra nel mondo.