Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana
12 gennaio 2015

ETILOMETRO: uno strumento dedicato a chi ama la birra e se stesso!

ETILOMETRO: uno strumento dedicato a chi ama la birra e se stesso!

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L’etilometro, acerrimo e temuto nemico di molti automobilisti, deve essere considerato un utile strumento di prevenzione da tutti gli amanti del consumo sano e consapevole delle bevande alcoliche, tra cui la birra.
Esistono molti tipi di etilometri, alcuni molto sofisticati, come quelli utilizzati dagli organi di polizia, altri semplici ed economici: giornaledellabirra.it dedica un approfondimento a questi strumenti per sensibilizzare ed aumentare la conoscenza tra gli amanti della birra ed incentivarne la diffusione d’uso per l’autocontrollo personale.

 

 

L’etilometro è uno strumento che permette di misurare la concentrazione di etanolo contenuto nel sangue. L’alcol delle bevande, infatti, dopo essere stato ingerito, viene rapidamente assorbito dallo stomaco e dall’intestino tenue e si distribuisce in tutta l’acqua corporea. Una piccola frazione dell’alcol ingerito non viene metabolizzato, ma eliminato attraverso l’urina, il sudore e l’aria espirata. Proprio su questo principio, ovvero il rapporto tra concentrazione di alcol nell’aria espirata (definita tecnicamente aria alveolare) e nel sangue, si basa il funzionamento degli etilometri.
L’etilometro utilizzato dalla polizia stradale, omologato dal ministero dei Trasporti, è costituito da:

  • boccaglio (sostituito in occasione di ciascuna rilevazione) e tubo di collegamento al corpo dell’apparecchio;
  • camera di misura all’interno della quale viene raccolta l’aria espirata dal conducente, che sfrutta la proprietà dell’alcol etilico di assorbimento delle radiazioni all’infrarosso (lunghezza d’onda pari a 9,2 nm o 3,4 nm): maggiore è l’assorbimento, ovvero la riduzione di energia causata dalla presenza dell’alcol, maggiore è la quantità di etanolo presente nell’aria espirata;
  • sistema elettronico,  che trasferisce il dato al microprocessore che elabora il dato ricevuto e visualizza e stampa il valore del tasso alcolemico.

 

 

Si tratta di apparecchi molto sofisticati, molto costosi e soggetti a rigorosi controlli, tarature e normative costruttive, quindi solo in dotazione agli organi di polizia.
Esistono, inoltre, tutta una serie di etilometri adatti ad un uso personale che, seppur meno precisi, permettono di autocontrollare il tasso alcolemico e, quindi, hanno un importantissimo ruolo potenziale nel prevenire tutte le conseguenze negative dell’abuso di alcol. Ecco la descrizione delle principali tipologie in commercio:

  • etilometro digitale portatile: oggi molto diffuso, ne esistono differenti modelli, alcuni compatti e portatili, altri più grandi, con e senza boccaglio   e con maggiore o minore livello di precisione. Gli apparecchi più piccoli funzionano a batteria e hanno dimensioni davvero modeste, quindi, possono essere tranquillamente portati sempre con sé! Il funzionamento di questi sensori è di tipo a semiconduttori. Gli etilometri con sensore a semiconduttore sono affetti da un errore del 10%,  livello che può raddoppiare nei modelli senza boccagli o cannucce. Per il loro utilizzo  è bene ricordare che test successivi non vanno ripetuti a distanza ravvicinata, difatti il sensore necessita di un certo tempo per “eliminare” l’alcol (problema che non si pone se l’etilometro portatile è utilizzato personalmente, ma solo per strumenti che hanno un uso più intensivo, come quelli posti nei locali pubblici).

  • etilometro digitale fisso: presenti nei locali pubblici, dotati di boccaglio e con sensore elettrochimico. Gli apparecchi con  sensore elettrochimico sono più precisi (errore del 5%). In questi strumenti più avanzati non si ripropone il problema della pulizia del sensore, in quanto lo strumento automaticamente prevede un tempo di “pulizia”, ma la durata del sensore è più limitata e richiede periodiche ricalibrazioni.

 

 

  • etilometro chimico: si tratta di uno strumento usa e getta, oggi poco diffuso perché abbastanza macchinoso da usare, costituito da un palloncino necessario per catturare un’esatta quantità di espirato collegato ad una fiala contenente un preparato chimico che reagisce con l’etanolo contenuto nel palloncino stesso;

 

 

  • etilometro salivare: costituito da una striscia reattiva monouso, che cambia di colore con una gradualità funzione al tenore di alcol nella saliva. Questa tecnologia è molto approssimativa a causa delle molteplici influenze da fattori quali  acidità della saliva, residui di cibo.

 

Concludiamo con un consiglio: munitevi di un etilometro portatile in modo da poter controllare con regolarità il tasso alcolemico, non solo prima di mettervi al volante! Questa accortezza aumenterà in voi la consapevolezza del corretto stile di consumo e vi permetterà di godere di tutta la bellezza e la bonta della birra, senza alcun effetto collaterale!
Approfondisci i temi legati sul corretto stile di consumo e sulle problematiche di abuso delle bevande alcoliche.

Massimo Prandi
Info autore

Massimo Prandi

Un Albese cresciuto tra i tini di fermentazione di vino, birra e… non solo! Sono enologo e tecnologo alimentare, più per vocazione che per professione. Amo lavorare nelle cantine, sperimentare nuove possibilità, insegnare (ad oggi sono docente al corso “Mastro birraio” di Torino) e comunicare con passione e rigore scientifico tutto ciò che riguarda il mio lavoro. Grazie ad un po’ di gavetta e qualche delusione nella divulgazione sul web, ma soprattutto alla comune passione e dedizione di tanti amici che amano la birra, ho gettato le basi per far nascere e crescere questo portale. Non posso descrivere quante soddisfazioni mi dona! Ma non solo, da qualche mese ho avviato un mio blog dedicato al vino
www.enologoin500.it, nel quale racconto dei vini, delle cantine e dei magnifici luoghi di Langhe e Roero, in cui ho il privilegio di vivere, in compagnia della mia vecchia Fiat 500 L gialla!