Numero 40/2022

5 Ottobre 2022

La corretta gestione dei boccali secondo Samantha Wall

La corretta gestione dei boccali secondo Samantha Wall

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Ti è mai capitato di bere una birra in un bicchiere pulito ma che si è poi rivelato maleodorante, al punto da rovinare il momento piacevole che ti eri riservato? Bere birra al meglio non è infatti solo sceglierla e gustarla: esistono infatti vari rituali persino riguardo al trattamento dei bicchieri.

Techlifetoday, sito che tratta le ultime novità scientifiche e tecniche del Northern Alberta Institute of Technology, ha intervistato Samantha Wall, una sommelier che ha stilato un elenco di piccole ma importanti tips per gli appassionati di birra. Oggi vediamo insieme proprio quali sono i più importanti.

Vuoi conoscere i segreti di una degustazione al massimo delle sue potenzialità, per esaltare al massimo un momento di relax? Allora continua a leggere!

Il primo errore da non fare con i bicchieri per la birra: la lavastoviglie
Come trattare, dunque, i bicchieri da birra – ma anche da vino? Secondo Samantha Wall, l’errore più grave è anche quello più comune, e viene fatto involontariamente. Si tratta infatti dell’apparentemente innocuo gesto di lavare i bicchieri in lavastoviglie.

Un metodo sbrigativo e pratico, sì… ma può davvero rovinare la performance di un bicchiere, e quindi di una bevuta. Per quale ragione? Semplice: la sommelier ha notato che possono restare dei residui, inoltre l’odore di sapone può rovinare quello della nostra bevanda preferita.

Un bicchiere tolto dalla lavastoviglie, infatti, deve essere sempre sciacquato con attenzione prima che vi venga spillata la sua birra al suo interno proprio per eliminare tutte le tracce di brillantante che potrebbero rimanere sui suoi bordi. E come sapere se il bicchiere è stato lavato a dovere? Esatto: la birra presenterà i suoi spettacolari merletti di Bruxelles!

 

Il metodo di lavaggio a tre lavelli
Samantha Wall fa capire come sia uno spreco il realizzare una birra fantastica per poi rovinare l’esperienza di assaggio per colpa semplicemente di un bicchiere pulito con poca cura.

Per le bevande gassate come appunto la birra, ha ideato un metodo a 3 lavelli, per garantire un’igiene impeccabile.

Si serve inoltre di acqua caldissima, ideale per neutralizzare i batteri, molto meglio che in un lavaggio classico e sbrigativo.

Vediamo come funziona il suo metodo:

Lavare il bicchiere in acqua e sapone che arrivi a minimo 77 gradi, in una bacinella o lavabo per uccidere i germi e sciogliere eventuali oli
Sciacquarlo in una bacinella portata alla stessa temperatura, ma senza più schiuma né sapone
Fare infine un check in una terza bacinella, ma stavolta con acqua fredda. Solo se l’acqua scorre in modo liscio e uniforme una volta capovolto il bicchiere allora esso sarà perfettamente igienizzato, altrimenti toccherà ripetere l’operazione.
Infine, il bicchiere dovrà essere lasciato ad asciugare all’aria oppure dovrà essere tamponato con un panno pulitissimo. La Wall tratta diversamente invece i calici da vino: niente sapone ma solo acqua bollente, tra ammolli e risciacqui, per un’igiene totale che non vada a scapito del sapore. Non solo, ha elencato anche altri piccoli accorgimenti ideali per una bevuta perfetta.

Lo spessore ideale di un bicchiere per la birra
Un bicchiere non dev’essere solo pulito al meglio, ma anche dello spessore adatto rispetto alle caratteristiche della birra. Il bicchiere ideale, secondo la Wall, deve infatti essere sottile.

Solo così si avrà una sensazione migliore in bocca, il gusto esploderà meglio nelle nostre papille gustative passando per prima cosa dalle labbra alla punta della lingua. La punta della lingua è infatti il punto cruciale nella percezione dei sapori. Solo dopo si potrà spostare altrove: un bicchiere troppo spesso sposterebbe il focus iniziale sul retro della lingua, dove l’acidità è percepita di più.

 

Bicchiere per la birra congelato?
La Wall dice un secco no: un bicchiere che è stato in freezer avrà dentro di sé uno strato di brina che si scioglierà, allungando la birra.Dunque, l’usanza del bicchiere congelato è da archiviare definitivamente: meglio una bevuta leggermente meno gelida, ma intatta nel gusto. E poi ricordiamolo: ogni birra deve essere sempre servita alla sua temperatura.

Occhio al rossetto sul bicchiere per la birra
L’unico vantaggio nell’usare il rossetto bevendo la birra, è quello di “marchiarlo” come proprio se si è in compagnia, ed essere sicuri che sia stato usato al momento della fine della festa. Infatti, per il resto, il rossetto è solo una scocciatura: può trasferire tracce aromatiche importanti quando si beve, e può potenzialmente rovinare il sapore della vostra birra preferita.

In una serata alcolica sarà quindi meglio essere un po’ meno fashion… ma pronti per ogni nuovo gusto!

I bicchieri per la birra più adatti
Samantha Wall, infine, suggerisce che i bicchieri nucleati sono i migliori.

Le incisioni laser che potrebbero essere al loro interno, possono infatti stimolare una maggior produzione di anidride carbonica, per un maggior gusto.

Sconsiglia invece i bicchieri di cristallo al piombo, soprattutto nel caso del vino, perché il piombo può creare sapori sgradevoli con l’uso del sapone, come di alluminio.

 

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Lorena Ortega
Info autore

Lorena Ortega

Mi chiamo Lorena Carolina Ortega, sono nata a Rosario, in Argentina. Nel 2013 ho deciso trasferirme in Perù, dove sono diventata Beersommlier e giudice BJCP.
Ho lavorato per 5 anni per birrificio Nuevo Mundo nella mansione di Responsabile di eventi, dove ho conquistato alcuni dei miei obiettivi: incentivare gli studenti universitari alla passione per il fenomeno della birra artigianale con tours per il birrificio; riunire la birra e la musica con l’organizzazione di un festival ad edizione bimensile chiamato Rica Chela, sostituire la vendita di birra industriale con la birra artigianale nel festival Selvamonos, un evento musicale con piú di 11°edizioni; iniziare la diffusione di birre artigianali in ristoranti gourmet e collaborare nell’organizzazione del primo franchising di bar di birra artigianale a Lima e nella formazione dei camerieri. Adesso in Italia, da febbraio 2019 vivo nella città Terracina, cercando di portare avanti la mia passione per la birra nel territorio mediterraneo.