Numero 51/2019

22 Dicembre 2019

Stappare e regalare una Birra di Natale: la tradizione delle Christmas Beers!

Stappare e regalare una Birra di Natale: la tradizione delle Christmas Beers!

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Se in Italia il brindisi natalizio vuol dire principalmente ‘bollicine’, in altri Paesi (soprattutto quelli anglosassoni, ma anche in Francia e in Belgio) a Natale vanno alla grande le Christmas Beers, birre stagionali nate nel 1975 e diffusesi negli anni Ottanta: si tratta generalmente di birre ale particolarmente strutturate, aromatizzate con ingredienti inusuali come buccia d’arancia, cannella, miele, vaniglia, bacche di ginepro, ossicocco, liquirizia.

 

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Benché riscoperta solo una quarantina d’anni fa, la Birra di Natale a quanto pare affonda le proprie radici in epoche molto più antiche, addirittura alle antiche popolazioni del Nord Europa che, guidate dai loro druidi, nel periodo durante il quale ora si celebra la Natività festeggiavano invece il solstizio d’inverno (che quest’anno cade il 21 dicembre alle 4.19 ora italiana), il “giorno più corto dell’anno” dopo il quale la luce pian piano torna ad avere il predominio sulle tenebre. In quelle occasioni, che marcavano anche la fine della stagione del raccolto e l’inizio dei mesi freddi prima dell’arrivo della primavera, grazie ai granai ancora pieni la birra non mancava.

Una tradizione, quella della birra, che nemmeno la sovrapposizione del Natale cristiano alla festa del solstizio d’inverno è riuscita a sradicare. Tanto che i monasteri europei erano soliti celebrare la nascita di Cristo con la “Prima Melior”, il meglio del meglio della loro produzione di birra. Mentre i possidenti terrieri norvegesi dovevano festeggiare con i loro operai fornendo la juleøl, cioè la “birra di Yule” (nome pagano della festa del solstizio d’inverno).

 

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Oggi, a secoli di distanza, la Birra di Natale sta tornando sempre più a essere una tradizione. Tanto che il Beer Judge Certification Program ha stilato le linee-guida per produrla: deve avere un aroma che “ricordi i biscotti di Natale”, avere un colore da ambrato a scuro, ed essere “ricca e maltata” al gusto. E, naturalmente, “è necessaria l’aromatizzazione con le spezie”.

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Info autore

Niccolò Marranci

classe 1988, mi sono avvicinato al mondo della birra artigianale, stanco delle birre che non sanno di nulla, nel 2012 nel locale dove lavoro dopo aver inserito in carta le nostre prime etichette.
La passione continua a crescere sperimentando più stili possibili e nel 2015 frequento i corsi di Fermento Birra conseguendo l’attestato di superamento dell’esame finale.

Founder del canale di youtube Beer Corner