Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 06/2019

6 Febbraio 2019

Hofbräuhaus: un trait d’union tra Monaco e Genova!

Hofbräuhaus: un trait d’union tra Monaco e Genova!

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Per ogni appassionato di birra la Baviera, e Monaco in particolare, costituiscono una meta irrinunciabile. Vuoi per l’Oktoberfest, ma anche per uno dei locali birrari più famosi al mondo, la Hofbräuhaus. La sua storia è antichissima: fu costruita nel 1589 dal duca Guglielmo V, come birreria di corte (ecco il perché della corona nel logo) per produrre birra riservata ai soli reali. L’aumento della produzione portò nel 1607 a costruire una nuova sala di cottura a Monaco, in Am Platzl, dove si trova ancor oggi e nel 1610 fu permessa la vendita anche agli osti di Monaco e quindi anche alla popolazione.

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L’apertura al pubblico vera e propria avvenne però solo nel 1828, inventando anche il concetto di “birreria con cucina”. Nel 1896 la produzione fu spostata in Innere Wiener Strasse e in Am Platzl restò il solo locale di ristorazione. Purtroppo i bombardamenti alleati del 1944 la distrussero completamente e bisognò attendere fino al 1958 per la ricostruzione e la riapertura al pubblico.
Oggi è sicuramente una delle maggiori attrazioni turistiche di Monaco, ma l’impressione che si ha entrando non è quella di un locale “per turisti”. La popolazione locale la affolla infatti in modo consistente e questo le dà un senso di “verità”, di non artificioso.

 

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La birreria si trova in Platzl n. 9, in una piazzetta piuttosto anonima a pochi passi dal retro della Marienplatz, la grande piazza della chiesa, proprio nel cuore della Monaco antica. L’edificio è piuttosto squadrato e non spicca certamente per decori o colori. Su un lato una serie di eleganti archi di pietra introduce all’interno. Ed è questa la vera sorpresa, che lascia senza fiato: un ambiente vastissimo, con le volte a botte tutte affrescate, tavoloni di legno con panche piene di gente, camerieri indaffaratissimi e fräulein in costume bavarese. Ai lati banchi di mescita, boccali di birra allineati in bella mostra, quadri e ricordi birrari. Più o meno al centro del locale si trova poi una pedana rialzata di legno dove si esibiscono musicisti in costume tradizionale. Dai finestroni laterali si può vedere anche un bel cortile interno con fontana dove si può mangiare e bere d’estate, il Biergarten. Quello che incanta poi di questo locale è anche l’atmosfera, così calda e conviviale. Ci si può entrare solo per fare un giro e gustarsi l’atmosfera, oppure scegliere un tavolo e provare le specialità della casa. Siamo in Germania, quindi buttatevi su würstel, salsicciotti, polpettoni con o senza crauti,o sulle zuppe, ottime, o su arrosti, stinchi, cotolette, gulash…la scelta è vastissima, ma mi raccomando, non chiedete pasta!

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Le birre sono ovviamente quelle di produzione propria: la Dunkel, scura e rinfrescante, la Original, una chiara a bassa fermentazione, poco amara, in effetti una Helles, lo stile più apprezzato in città, e la Weisse, anche nella versione Ruß’n, fermentata in bottiglia. Dunkel, Original e Ruß’n sono servite solo nel boccale da un litro, mentre la Weisse è servita anche nel formato mezzo litro. Insomma, entrate con una bella sete da soddisfare!
I prezzi non sono certo stratosferici. Per un bel piatto sostanzioso con birra mettete in conto una spesa tra i 15 ed i 25 euro, poco più che in pizzeria da noi, con in più il piacere di stare in uno dei luoghi birrari più famosi al mondo.

 

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Per finire la visita, potete salire la secondo piano, dove si trova la sala delle feste, un salone enorme con volta affrescata, lunghi tavoli di legno ed un palco per la musica. Da vedere sicuramente.
E se Monaco fosse troppo lontano? Niente paura, dal 2005 ha aperto i battenti Hofbräuhaus Genova, la prima HB fuori dalla Germania. Non l’ho ancora provata per cui non ve ne posso parlare in dettaglio, ma il marchio HB è una garanzia, per cui…perché no? Prosit!

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Enrico Garda
Info autore

Enrico Garda

Sono nato a Torino nel 1961 (ormai viaggio per i 60!), ma mi considero lombardo di adozione, perché abito in provincia di Lecco da ben 45 anni, dove mi sono sposato con Patrizia e ho avuto 3 figli (ho già anche 2 nipotine). Sono stati proprio i miei figli, conoscendo la mia passione per la birra, che un Natale di due anni fa mi hanno regalato un kit per fare la birra in casa. La scintilla devo dire che non è scoccata subito. Il kit è rimasto in cantina per qualche mese. In questo tempo ho meditato, mi sono informato, ho letto e poi…mi sono lanciato nel vuoto. E dico proprio nel vuoto perché “Nessuna esperienza precedente può averti preparato per assistere alla carneficina a cui assisterai fra poco”, come dice Dan Aykroyd a Eddie Murphy in Una poltrona per due. Naturalmente esagero, però i problemi che si devono affrontare durante la preparazione della nostra bevanda preferita sono tanti e a volte difficili da risolvere. Ho pensato allora di mettere a disposizione la mia piccola esperienza (ho fatto fino ad ora una decina di birre diverse, provando tecniche e stili vari) di homebrewer molto casalingo a chi vuole entrare in questo mondo veramente affascinante. Ho una predilezione per le birre tedesche, che sono, come loro, intendo i tedeschi, asciutte e di poche parole. Pochi fronzoli, niente gusti strani, il malto ed il luppolo che dominano su tutto. Ma mi piace anche sperimentare. Se qualcuno vorrà poi condividere con me le sue esperienze ben venga. Ho poco da insegnare e tanto da imparare.