Numero 03/2022

22 Gennaio 2022

D.G. Yuengling & Son: realtà brassicola della Pennsylvania

D.G. Yuengling & Son: realtà brassicola della Pennsylvania

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Tratto da La birra nel mondo, Volume V, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Pottsville, Pennsylvania/USA
Nel 1828, da Aldingen, nel Regno del Württemberg, il birraio ventenne David Gottlieb Jüngling emigrò negli Stati Uniti. Anglicizzò il cognome in Yuengling e, l’anno successivo, fondò, a Pottsville, in North Center Street, la Eagle Brewery. Nello stesso 1829 videro la luce due birre tuttora in produzione, anzi sull’onda del successo per il rinato interesse verso le birre speciali, la Lord Chesterfield Ale e la Pottsville Porter (diventata poi Dark Brewed Porter).
Nel 1831 un incendio distrusse completamente il birrificio. Ne fu costruito uno nuovo, in Mahantongo Street.
Con l’unione al padre nell’attività del secondogenito Frederick, nel 1873 il birrificio prese il nome attuale. Il primogenito invece, David jr., nel 1866 se n’era andato in Virginia, per fondare, sul fiume James, nella contea di Henrico, la James River Steam Brewery, che durerà fin al 1879.
Nel 1877 David Gottlieb morì. Rimasto solo, nel 1895 Frederick aggiunse la linea d’imbottigliamento all’impianto. E non solo; aprì altre fabbriche, a Saratoga Springs, New York City, Trail (nella Colunbia Britannica), anche se alla fine si fusero tutte con quella di Pottsville.
Nel 1899, a soli 51 anni, Frederick morì anche lui. Subentrò l’unico figlio, Frank.
Con l’inizio del proibizionismo, nel 1919, l’azienda dovette arrangiarsi con la produzione di tre “birre vicine” (bevande cioè con la gradazione alcolica dello 0,5%), chiamate Yuengling Special. Costruì, dall’altra parte della strada rispetto al birrificio, un caseificio per la produzione di gelati e altri prodotti lattiero-caseari. Aprì sale da ballo a Filadelfia e New York City.
Nel 1933, per festeggiare la fine del proibizionismo, la D.G. Yuengling & Son introdusse la sua simbolica Winner Beer e ne inviò un carico di camion alla Casa Bianca per mostrare il suo apprezzamento al presidente Franklin Delano Roosevelt.
Poco dopo l’abrogazione, avviò un aggressivo programma di modernizzazione, abbastanza esteso, comprendente un nuovo edificio per la fermentazione e lo stoccaggio, un nuovo locale caldaie, il Rathskeller e nuovi impianti di carico.
Nel 1960 cominciarono i 40 anni da brewmaster di Ray Norbert.
Nel 1963, a 86 anni morì Frank D. Yuengling, dopo ben 64 anni di presidenza. Presero in mano le redini dell’azienda i figli, Richard L. sr. e F. Dohrman.
Nel 1976 il Bicentenario degli Stati Uniti, col rinnovato interesse per la storia, fece lievitare alla grande il consumo della birra.

L’anno successivo, la Mount Carbon Brewery cessè l’attività, e la D.G. Yuengling & Son acquistò i diritti per l’uso della sua Bavarian Premium Beer che però alla fine abbandonò. Mentre il caseificio rimase in attività fino al 1985.
Sempre nel 1985, Richard L. (“Dick”) jr. subentrò al padre come presidente della quinta generazione. A sua volta, il National Register of Historic Places rubricava la D.G. Yuengling & Son come il più antico birrificio degli Stati Uniti.
Nel 1987 il birrificio reintrodusse la Yuengling Traditional Amber Lager, che aveva abbandonato per decenni allo scopo di trarre vantaggio da un picco di popolarità delle birre più “pesanti”. E, da quel momento, con nome di Yuengling Traditional Lager, questo prodotto è diventato il marchio di punta, rappresentando l’80% della produzione.
All’inizio degli anni ’90 il birrificio non riusciva più a soddisfare la domanda in Pennsylvania, Nerw Jersey e Delaware. Sicché, allo scioglimento, nel 1999, della Stroh Brewery Company, Dick poté acquistare il suo stabilimento di Tampa, in Florida, assumendone gli ex dipendenti.
Nel 2000 la società costruì un terzo birrificio, a Port Carbon, vicino a Pottsville. E, con tre stabilimenti, riuscì a espandersi in tutta la costa orientale.
Nel 2009 fu presentata la linea di offerte stagionali, mentre la produzione complessiva superava i 2 milioni di barili.
Nel 2014, Debbie e Sheryl, le altre due figlie di Dick, affiancarono nella dirigenza del birrificio le sorelle Jennifer e Wendy. L’anno successivo, la D.G. Yuengling & Son figurava al primo posto nella lista annuale della Brewer’s Association dei più grandi produttori di birra artigianale.
Nel 2018 Yuengling introdusse la Golden Pilsner. L’anno dopo, per la prima volta, si lanciò in una collaborazione, per produrre in edizione limitata, insieme alla Hershey’s (il marchio iconico di cioccolato americano), la Yuengling Hershey’s Chocolate Porter.
La produzione, sia di alta che di bassa fermentazione, è piuttosto limitata rispetto agli altri birrifici artigianali, annovera però birre di grande qualità.
Yuengling Dark Brewed Porter, baltic porter di colore marrone mlto scuro, quasi nero, con riflessi rubino e dall’aspetto opaco (g.a. 5%). Richiede una generosa porzione di caramello e malti tostati scuri, nonché lievito di bassa fermentazione. Sorprendentemente, la carbonazione è piuttosto sostenuta; la schiuma cachi, ricca, sottile, spessa, cremosa, di ottima stabilità e allacciatura densa. L’aroma non è esplosivo, ma persistente, con malti tostati, caffè dolce, zucchero di canna, cioccolato al latte, panna, caramello, frutti scuri, biscotto, liquirizia, pane nero, luppolo terroso. Il corpo, da leggero a medio, ha una buona consistenza acquosa. Con il rampicante a malapena amaro, il gusto può distendersi morbido, cremoso, gradevole, a base di malto torrefatto con intense venature di liquirizia e cioccolato fondente. Il finale di cacao amaro in polvere piuttosto essiccato asciuga un po’ troppo il palato. Una certa dolcezza impronta le impressioni retrolfattive iniziali per cedere poi il campo a un amarore metallico.
Yuengling Lord Chesterfield Ale, golden ale di colore giallo dorato e dall’aspetto nebuloso (g.a. 5,6%). È la birra più alla moda della casa, dedicata a Philip Dormer Stanhope, quarto conte di Chesterfield. Versione un po’ più piccante e amara dell’originale, viene fermentata come una lager tradizionale. La carbonazione è abbastanza spinta; la schiuma bianca, abbondante, sottile, cremosa, ma di rapida dissoluzione e con un’allacciaturta piuttosto disordinata. Sotto l’egida di un luppolo piccante, l’aroma si spande a base di malto granuloso, cereali, pane, caramello, paglia, erbe, pino. Il corpo medio tende decisamente al leggero, in una consistenza acquosa. Il sapore si snoda robusto, deciso, tra note di malto, liquirizia, melassa, da una parte e dall’altra, erbe aromatiche, luppolo floreale e un’opportuna punta di acidità in prossimità del traguardo. Senz’altro più equilibrato si rivela il finale, secco e pulito, morbido e fresco. Il retrolfatto dura il tempo di sostituire le dolci sensazioni iniziali con un amarognolo aspro e viscoso.

Yuengling Traditional Lager, amber lager/vienna di un limpido colore ambrato (g.a. 4,4%). Con una media frizzantezza, la schiuma biancastra sbocca piuttosto generosa, fine, compatta, cremosa, di apprezzabile tenuta e aderenza. L’aroma è dolce e granuloso, con tenui ma persistenti sentori di malto, pane, caramello, grano, frutta, erbe, luppolo terroso. Il corpo medio tende al leggero, in una consistenza non poi tanto acquosa rispetto a quella tipologica. Il gusto è un miscuglio, comunque di buon equilibrio tra il dolce e l’amaro, di malto tostato, biscotto, pane, caramello, vaniglia, mais, erbe, terra, luppolo floreale. Nella pulita secchezza del finale si esalta un rampicante fresco e terroso. Cereali e un tocco di caramello animano invece la blanda dolcezza che esala dalle corte sensazioni del retrolfatto.
Yuengling Golden Pilsner, pilsener di un brillante colore giallo paglierino chiaro (g.a. 4,7%). La carbonazione è abbastanza vivace; la schiuma bianca, abbondante, fine, spessa, cremosa, di buona tenuta e allacciatura un po’ appiccicosa. L’aroma si apre alquanto granuloso, comunque ampio, fresco e pulito nei suoi sentori di malto, grano, lievito, sciroppo di mais, pane tostato, cracker, frutta tropicale, biscotto; mentre, più in sottofondo, scalpitano indizi erbacei e terrosi, metallici e speziati, di agrumi e luppolo floreale. Il corpo si propone in una certa leggerezza, peraltro suffragata da una buona consistenza watery. Quasi perfetto l’equilibrio gustativo, allestito “sapientemente” da un solido malto biscotto e da morbide note floreali e leggermente luppolizzate. Il secco finale amaricante risulta a tratti quasi pungente. Nel corto retrolfatto l’amaro residuo viene relativamente bilanciato da una blanda dolcezza maltata.
Stagionale
Yuengling Oktoberfest, märzen/oktoberfest bier di un cristallino colore ambra con riflessi aranciati (g.a. 5,4%). Proposta a partire dal 2011, rimane l’unica stagionale della casa. La carbonazione è molto attiva; la schiuma, di un bianco sporco, minuta, spessa, cremosa, durevole e di appena sufficiente allacciatura. Rispetto alle altre oktoberfest, l’aroma si presenta più aspro, comunque ha buona complessità, con sentori di malto tostato, grano, caramello, toast, lievito, mais, biscotto, zucchero di canna, pane integrale, a menare le danze e ad accompagnamento, erbe, terra, fieno, legno, peperoncino, luppolo floreale. Il corpo, abbastanza leggero, può anche disporre di un’adeguata consistenza acquosa. Piuttosto granuloso e un po’ ruvido, il gusto si snoda all’insegna di un apprezzabile equilibrio tra il moderato dolce e il lieve amaro, con malto, lievito, caramello bruciato, nocciola, pane tostato scuro, zucchero di canna, in superficie e in sottofondo, erbe aromatiche, pepe, cannella, luppolo terroso. Il finale risulta corto, asciutto e acido. La stiracchiata amabilità che rimane nel retrolfatto riesce in qualche modo a sopravvivere tra le sensazioni di un rampicante per nulla propenso a lasciare il campo.

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Antonio Mennella
Info autore

Antonio Mennella

Sono nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e oggi risiedo a Livorno.
Laureato in giurisprudenza, sono stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza, Livorno, Pisa, Prato.
 
La scrittura è sempre stata una delle mie passioni, che è sfociata in numerose pubblicazioni di vario genere, alcune specificatamente dedicate alla birra. Gli articoli riportati sul Giornale della Birra sono tratti da La birra nel mondo, in quattro volumi, edita da Meligrana.

Pubblicazioni: 
Confessioni di un figlio dell’uomo – romanzo – 1975
San Valentino – poemetto classico – 1975
Gea – romanzo – 1980
Il fratello del ministro – commedia – 1980
Don Fabrizio Gerbino – dramma – 1980
Umane inquietudini – poesie classiche e moderne – 1982
Gigi il Testone – romanzo per ragazzi – 1982
Il figlioccio – commedia – 1982
Memoriale di uno psicopatico sessuale – romanzo per adulti – 1983
La famiglia Limone, commedia – 1983
Gli anemoni di primavera – dramma – 1983
Giocatore d’azzardo – commedia – 1984
Fiordaliso – dramma – 1984
Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana – 1989
L’Italia oggi – pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti – 2012
Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana – in due volumi – 2014
I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri – 2014
I nomi comuni derivati da nomi propri – 2015
 
Pubblicazioni dedicate alla BIRRA:
La birra, 2010
Guida alla birra, 2011
Conoscere la birra, 2013
Il mondo della birra, 2016
 
La birra nel mondo, Volume I, A-B – 2016
La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018
La birra nel mondo, Volume III, L-Q – 2019
La birra nel mondo, Volume IV, R-T – 2020
 La birra nel mondo, Volume V, U-Z– 2021
Ho collaborato, inoltre, a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull’origine e la produzione della birra nel mondo.