Numero 18/2019

1 Maggio 2019

La rivoluzione Californiana

La rivoluzione Californiana

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Al principio fu la California. E’ proprio nello stato della West Coast che si sviluppò, a partire dalla metà degli anni ’60, il movimento brassicolo artigianale statunitense. Fritz Maytag fu il pioniere di questa rivoluzione, colui che salvò dal fallimento la “Anchor Brewing” di San Francisco e la sua “Steam Beer”. Maytag fu anche il primo a realizzare una birra con Cascade, il luppolo ormai conosciuto per le sue note agrumate e resinose.

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La “craft beer revolution americana” ebbe inizio nel 1965, esattamente in un locale denominato “Old Spaghetti Factory”. Maytag, infatti, dopo una laurea all’Università di Stanford e un periodo di formazione in Giappone, si trasferì a Paolo Alto. Fu così che iniziò a bere una delle birre più conosciute localmente, la “Anchor Steam”. All’“Old Spaghetti Factory”, mentre degustava la sua birra preferita, venne a conoscenza del fatto che il birrificio era sul punto di chiudere la sua attività. Decise di visitare il birrificio, di cui si “innamorò”, e di acquistarne una partecipazione di controllo. Un’attenzione alla qualità delle materie prime, la nascita di nuovi prodotti/stili e un approccio scientifico in fase produttiva (l’idea del laboratorio in uno spazio del birrificio), furono gli elementi principali apportati dal visionario Maytag.

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I consumatori statunitensi, dopo il proibizionismo e il crollo della qualità, erano pronti per un nuovo tipo di birra. L’offerta del birrificio, in termini di produzione, aveva difficoltà a rispondere alla crescente domanda, nonostante il trasferimento, nel 1979, degli impianti produttivi a Portero Hill. Maytag, non assecondando le elevate richieste del mercato, scongiurò il pericolo che la sua birra diventasse un prodotto industriale. La qualità doveva avere la priorità rispetto alla quantità. Capì la necessità di collaborare con le altre realtà emergenti del panorama brassicolo, spesso aiutandole a crescere. E’ anche per merito suo se nei primi anni ’90 negli Stati Uniti, e in particolare in Californa, esplode la “craft beer revolution”. Fritz Maytag è stato senza dubbio un visionario e rivoluzionario del mondo birrario statunitense e mondiale.

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Non solo “Anchor Beer”. Tutta la California può essere considerata la culla del rinascimento brassicolo statunitense. Alcune date riepilogano brevemente la storia birraria dello stato californiano:
1977: a Sonoma nasce il primo microbirrificio degli Stati Uniti, “New Albion Brewing”.
1980: apre “Sierra Nevada Brewing Co.”, birrificio che produce la nuovissima Pale Ale in stile americano.
1982: approvata la legislazione dei brewpub, il secondo stato degli Stati Uniti dove si poteva vendere birra e cibo in loco. Un anno dopo si ha l’apertuta del secondo brewpub degli Stati Uniti, “Mendocino Brewing” in Hopland.
1989: fondazione della “California Small Brewers Association” (CCBA).
1990: meno di 70 birrifici attivi.
2000: 200 birrifici in funzione.
2012: i birrai californiani vincono 55 medaglie “World Beer Cup”, più di ogni altro stato e nazione.
2017: 900 birrifici, maggior numero di birrifici a livello statale negli Stati Uniti. Quasi il 92% dei 39,5 milioni di abitanti della California vivono entro 10 miglia da un birrificio. Oltre 54.000 posti di lavoro creati dal settore.
2019: il numero dei birrifici arriva a 980.

Un movimento che viene raccontato anche dal documentario: “Craft: The California Beer Documentary”. Vedi il Trailer

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Info autore

Dario Mameli

Nato a Cagliari e cresciuto a Monserrato, cittadina dell’hinterland dove attualmente risiede.
Appassionato di natura ed ecologismo, cardini attorno ai quali ha ruotato la sua formazione scolastica e universitaria.
Diplomato in Tecniche agronomiche.
Laureato in Scienze ambientali e naturali.
Specializzato in Gestione dell’ambiente e del territorio.
Iscritto all’ Albo Regionale delle Guide ambientali escursionistiche
Nel 2017 ottiene il diploma di specializzazione come Tecnico birraio (docente del corso: il birraio Marco Maietta) svolgendo il tirocinio formativo presso il Birrificio di Cagliari (tutor: il birraio Marco Secchi).
Nello stesso anno si dedica alla produzione birricola casalinga, primo passo che gli ha consentito di affacciarsi al mondo dell’ homebrewing.
Sì classifica terzo al “Concorso Homebrewers Alghero, Birralguer Sardinian Craft Beer Festival 2017”, categoria metodo kit, presentando una Premium Lager Mountmellick Irish Style con aggiunta di luppolo Saaz.
Non solo birra, da tanti anni vendemmiatore nell’azienda vinicola di famiglia.
L’ambiente dell’associazionismo è sempre rientrato nei suoi interessi principali. Ad oggi fa parte di diverse associazioni culturali, sportive ed ecologiste.
Da marzo 2018 è socio del centro culturale “Birrando si impara”.
Considera la birra la bevanda degli sportivi, immancabile dopo le partite di pallavolo e gli allenamenti di arrampicata sportiva.
Amante della natura e delle attività all’aperto, adora avventurarsi alla scoperta della Sardegna (e non solo) a bordo del suo vecchio camper.
La passione per la birra, la letteratura, i viaggi e la cucina lo hanno portato a scrivere per il “Giornale della birra”.