Numero 29/2019

15 Luglio 2019

Birra del Borgo e la sua storia

Birra del Borgo e la sua storia

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Tratto da La birra nel mondo, Volume I, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

 Microbiorrificio nato nel 2005 in un piccolo comune della provincia di Rieti (al confine tra Lazio e Abruzzo). Fu opera del biochimico Leonardo di Vincenzo, che, da homebrewer, era poi diventato un valido mastro birrario, studiando, viaggiando (Inghilterra, Germania, Belgio) e formandosi presso una rinomata unità artigiana di Roma.

Dopo cinque anni il vecchio impianto venne affiancato da un altro più grande acquistato da Baladin e la produzione fu spostata nella zona industriale vicino all’uscita autostradale di valle del Salto.

Alla fine, la grande sorpresa: nel 2016 Birra del Borgo veniva comprata da AB InBev, con Leonardo di Vincenzo nel ruolo di amministratore delegato della società con largo margine decisionale.

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La produzione è ormai arrivata a 13 mila ettolitri l’anno e contempla una grande e originale varietà di birre a fermentazione alta, con evidente riferimento principale alle scuole anglosassone e belga. Buona parte di esse danno la precedenza all’utilizzo di ingredienti insoliti e alle possibilità di abbinamento col cibo.

Ogni anno il birrificio accoglie per lo stage gli studenti del master organizzato dal “Centro eccellenza ricerche sulla birra” (Cerb) della facoltà di agraria di Perugia.

L’offerta stabile verte sulle prime quattro birre, in fusto e in bottiglia.

 

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Re Ale, american pale ale di colore ambrato con riflessi rame (g.a. 6,4%). Si ispira alla tradizione IPA inglese di fine Settecento, caratterizzata da una luppolizzazione pesante e progressiva e personalizzata con luppoli aromatici americani. La schiuma ocra esibisce una consistenza cremosa, soda, durevole. All’olfatto segnato da caramello, agrumi, luppolo e zenzero, si contrappone, in un corpo adeguato, il sapore del malto che compie una lunga corsa prima di chiudere con un secco amarore, intenso e persistente. Il retrolfatto è improntato a una luppolizzazione amara e resinosa.

Duchessa saison di colore dorato carico con riflessi aranciati (g.a. 5,8%); imbottigliata anche come Podere Pereto. Prende il nome dal farro utilizzato, proveniente dal territorio del parco regionale dei monti della Duchessa non lontano dal birrificio. Presenta una ricca schiuma cremosa, olfatto complesso (frutta tropicale, un buon floreale e un lieve pepato), corpo di pregevole tessitura, gusto leggermente segnato dalla frutta con i cereali in evidenza, sufficiente retrolfatto amaro.

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Vecchia Ducale, oud bruin di colore tonaca di frate con riflessi rubino (g.a. 8,5%). All’olfatto l’etanolo sovrasta i delicati profumi di frutta secca. Dal corpo consistente prende il via un sapore di piacevole dolcezza che scivola lentamente verso un lungo finale di cacao e note tostate.

Re Porter, plain porter di colore nero impenetrabile (g.a. 8,5%). La ricetta iniziale nel 2008 venne modificata, e la gradazione alcolica del 5,5% fu notevolmente aumentata. L’effervescenza è poco percettibile; la schiuma color cappuccino, ricca e cremosa, di media durata. L’olfatto si sprigiona intenso e tipicamente tostato, con sensazioni di caffè e leggero cacao. Il corpo ostenta una struttura possente ma vellutata. Il gusto scorre ricco e armonioso, secco e deciso, con fine equilibrio dolce-amaro. Il lungo finale alcolico prelude a una discreta persistenza retrolfattiva piacevolmente tostata.

7IPA, india pale ale di colore dorato (g.a. 7%); aromatizzata con sette varietà di luppolo. La schiuma, a grana minuta e cremosa, ostenta lunga resistenza. L’aroma emerge fresco e pungente di agrumi, ma viene tenuto in buon equilibrio dalla dolcezza della frutta tropicale. Il corpo appare di media intensità. Il gusto è segnato dalla crosta di pane, dal mango, dalla pesca; si avvia però verso la fine della corsa con una spiccata connotazione amara. Dal lungo restrolfatto si levano suggestioni erbacee e resinose.

Le altre birre, in una lunghissima serie, sono legate alla stagionalità dell’ingrediente principale e ad avvenimenti particolari.

Duchessic, versione, di colore arancio, della Duchessa con il 20% di lambic Cantillon invecchiato un anno (g.a. 5,3%). Presenta una durevole spuma fine e compatta, il classico aroma acido e legnoso di lambic, gusto vinoso con note di pesca gialla, finale leggermente amaro.

Cortigiana, golden ale dorata (g.a. 5%); inizialmente estiva, oggi viene prodotta tutto l’anno. La schiuma, fine e pannosa, mostra buona persistenza. Al naso, la freschezza del luppolo armonizza con distinte note mielose. Nel corpo leggero, il gusto si snoda amaro e secco, lasciando nel persistente retrolfatto labili sensazioni fruttate.

CastagnAle (Castanha), specialità alle castagne di colore dorato con riflessi ambrati (g.a. 4,1%); realizzata con castagne rosse del Cicolano, nel Reatino, essiccate al fumo di legna di castagno. Ha una finissima spuma avorio non però tanto duratura, olfatto di malto con tenui note di castagna, corpo morbido e pulito, gusto in cui si ripetono le sensazioni avvertite al naso, discreta persistenza retrolfattiva.

Genziana, spiced ale di colore dorato carico (g.a. 6,1%). Utilizza, durante le ultime fasi della bollitura, radici di genziana del monte Velino (pianta protetta) fornite dalla cooperativa Micillo di Consigliano. All’olfatto s’impongono sentori pepati, di sottobosco e floreali. Il corpo ostenta una struttura molto morbida. Il gusto, dopo l’attacco mieloso, prende via via note delicate di luppolo, radici amare e frutta secca. Il retrolfatto appare lievemente amaro.

Re Ale Extra, variazione della Re Ale con la sola luppolizzazione diversa (g.a. 6,4%). I luppoli vengono aumentati soprattutto nella quantità (tre volte superiore), e tutti aggiunti negli ultimi 10 minuti di bollitura. Ne deriva una vera e propria esplosione di profumi, amari, resinosi e astringenti, di radici, fiori di luppolo e liquirizia. In bocca, con un corpo medio, il gusto del luppolo scorre deciso ma equilibrato, sino al finale asciutto. Dal retrolfatto si levano con delicatezza acri impressioni di mandarino.

Ke To Re Porter, versione della Re Porter cui si aggiungono foglie di tabacco Kentucky toscano usato per i celebri sigari nazionali (g.a. 5,2%). Il colore è nero impenetrabile; la schiuma nocciola, cremosa e tenace; l’olfatto, di elevata intensità, con sentori di tostature, tabacco, spezie e mallo di noce; il corpo, di ampia intensità; il gusto, segnato ancora dalle tostature, con una lieve acidità e toni pepati, quasi piccanti, conferiti dal tabacco.

Ke To Re Ale, versione della Re Ale, di colore dorato con riflessi ambrati (g.a. 9%); speziata con foglie di tabacco Kentucky toscano. Risulta più alcolica, con corpo molto più strutturato, ma leggermente meno luppolizzata; mentre il tabacco, con la sua aromaticità, apporta toni pepati e affumicati alle note di agrume.

ImperiAle, imperial stout di colore nero (g.a. 10%); prodotta con polvere e fave di cacao in perfetto stile inglese e maturata in barrique per tre mesi. La schiuma beige, fine e cremosa, mostra buona stabilità. L’olfatto è intenso e avvolgente, con sentori di uvetta e tostatura, oltre che di spezie. Con un corpo consistente, il gusto si snoda caldo e cremoso, dominato dalle note tostate e affumicate del malto. Il retrolfatto appare speziato ma non così persistente.

25 Dodici, belgian strong dark ale natalizia di colore ambrato carico (g.a. 9,5%). Utilizza agrumi e frutta secca. Ha l’aroma di caramello con sfumature vinose, corpo consistente, gusto dolce marcato dal luppolo in sottofondo, breve finale amaricante, lungo retrolfatto di frutta secca. La schiuma invece, piuttosto grossolana, è scarsa e dura pochissimo.

25 Dodici Sour, versione barricata della 25 Dodici (g.a. 9,5%). Presenta una schiuma grossolana e di scarsa tenuta, aroma acetico con accenni legnosi, gusto iniziale piuttosto aspro che prende una punta di acido verso la fine della corsa.

 

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25 Dodici Blend, costituisce una via di mezzo tra la 25 Dodici e la 25 Dodici Sour (g.a. 9,5%).

Enkir, saison di colore dorato carico (g.a. 6,1%). È realizzata col 55% di un antico cereale, enkir (Triticum monococcum), fornito dal mulino Marino di Cossano Belbo (CN) che lo ha riscoperto e ne ha promosso la coltivazione; viene anche utilizzato al Bir & Fud da Gabriele Bonci per la panificazione. L’elevata effervescenza genera una schiuma sottile, compatta, persistente. La finezza olfattiva regala attraenti profumi di cereali, fieno appena tagliato e lievito. Con un corpo medio, il gusto scorre in bocca perfettamente equilibrato, tra note resinose e speziate e quelle di frutta a polpa gialla. Il finale, non così lungo, si rivela piuttosto astringente.

Re Ale Anniversario, american pale ale ambrata (g.a. 7%). Versione della Re Ale creata per il terzo anniversario del birrificio e amaricata col luppolo neozelandese Nelson Sauvin. Al naso fruttato tiene dietro, nel corpo strutturato, un sapore di malto dolce che si evolve presto in note amare di tostatura e di luppolo apportatrici di secchezza e pulizia nella discreta persistenza retrolfattiva.

Re Ale 5° Anniversario, american pale ale di colore ambrato (g.a. 6,4%). Altra versione della Re Ale, ancora con utilizzo del luppolo neozelandese Nelson Sauvin. La spuma leggermente ocra, fine e cremosa, mostra buona durata. Al naso, si mette in mostra una gradevole speziatura, con prevalenza dei sentori di resina e di pino. Il corpo appare medio. Il gusto è segnato da malto, caramello e note vegetali. Il finale, di una consistenza resinosa, si perde in un lungo retrolfatto amaro dalle suggestioni quasi piccanti.

Re Ale 7° Anniversario, ancora una versione della Re Ale, questa volta con una luppolizzazione molto varia, quasi a voler coinvolgere gli amaricanti di tutti i continenti (g.a. 6,4%). Il colore ambrato reca riflessi rossastri. La schiuma ocra ostenta sufficiente stabilità nella sua consistenza sottile e pannosa. L’aroma dolce rievoca la polpa di mango, pompelmo, ananas. Il corpo si propone morbido e rotondo. Il gusto, all’inizio anch’esso dolce, improntato a caramello, biscotto e frutta, chiude la corsa con una connotazione amara, resinosa, pepata. Non si mostra da meno il retrolfatto nella sua lunghezza, con suggestioni amare della scorza di pompelmo.

Rubus, birra alla frutta (g.a. 5,8%); con utilizzo di lamponi freschi. Ha colore ambrato con riflessi rossastri, effervescenza un po’ pungente, olfatto di lamponi piuttosto dolce, sapore acido ma gradevole, finale asciutto e pulito.

Equilibrista, specialità di color rame con marcate sfumature rosa e ambrate (g.a. 10,9%). Viene prodotta con mosto di Duchessa (61%) e di sangiovese delle Tenute di Bibbiano (39%) e rifermentata secondo il metodo classico. Ha un’effervescenza media con spuma scarsa ed evanescente, aroma fresco e fruttato, corpo da medio a leggero, gusto dall’amaro delicato, retrolfatto gradevolmente acidulo.

 

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Scik Pils, pilsner di colore dorato carico (g.a. 4,8%). Inizialmente era disponibile solo alla spina. Ha una bella spuma fine e cremosa; aroma e gusto con lievi sfumature di frutta, erba e fieno appena tagliato, nonché un buon amaro da luppolo; corpo forte ma sottile; finale con stimolante effusione speziata.

Sedicigradi°, barley wine color mogano, in perfetto stile inglese e invecchiato 18 mesi in barrique (g.a. 16%). Presenta l’aroma fruttato; corpo esageratamente strutturato; sapore deciso, dolceamaro, di carattere vinoso. L’amarore torna netto ma gradevole nella lunga persistenza retrolfattiva.

Trentatre Ambrata, american pale ale color ambra (g.a. 6%); aromatizzata con luppoli americani. La schiuma sottile e cremosa di colore ocra mostra buona stabilità. L’olfatto si libera acre e forte con aromi di agrumi e di pino. Il corpo può essere considerato medio-leggero. Il gusto inizia col malto per assumere presto una connotazione luppolizzata. Anche il finale secco è di luppolo, e prelude a un corto retrolfatto amaricante.

Trentatre Bruna, belgian strong dark ale di colore bruno rossiccio quasi impenetrabile (g.a. 9%). L’aroma appare lievemente acido, con una dolcezza alcolica in sottofondo che si avverte distintamente all’assaggio. La dolcezza però viene fagocitata del tutto dal lungo finale secco.

Trentatre Dorata, golden ale di colore giallo dorato (g.a. 5,5%). L’olfatto fine e delicato reca note di malto e fruttate. Nel corpo leggero, il gusto luppolizzato scorre fresco, morbido e avvolgente, lasciando nel corto retrolfatto piacevoli sensazioni amaricanti.

Off License Impirial Staut, potente imperial stout di un nero impenetrabile (g.a. 10%). L’elegante finezza olfattiva presenta profumi di malto torrefatto, caffè e radici di liquirizia che man mano vengono risucchiati dalle note alcoliche. Con un corpo consistente quanto vellutato, il gusto si dipana pieno e robusto all’insegna del cacao amaro e della polvere di caffè. Il finale risulta molto lungo nel suo amaro leggero ma pervicace.

Maledetta, american pale ale di colore ambrato (g.a. 6,2%). Propone una ricca spuma cremosa di buona tenuta, aroma di luppolo con freschi sentori e di agrumi, corpo di eccellente tessitura, gusto di malto all’attacco che vira però a un lungo finale aromatico e amaro di luppolo. L’etichetta è stata realizzata dall’artista Giovanni Trimani.

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.Bir & Fud, spiced ale speziata con genziana e rifermentata in bottiglia con lievito fornito dall’abbazia trappista belga Orval (g.a. 6,2%). Porta il nome di un ristorante e di una bottega di Trastevere (Roma) dove si possono acquistare o degustare tutte le birre della casa accompagnate dalla pizza o dai manicaretti ideati dallo chef Gabriele Bonci. Ha l’aroma erbaceo con forti sentori di genziana, morbido e delicato gusto di fiori, retrolfatto blandamente amarognolo.

Stelle & Strisce, blonde ale dorata: spuma di scarsa durata, naso fortemente aromatico di luppolo, corpo leggero, gusto secco che nel finale esprime il più alto grado di amarore (g.a. 5,5%).

Trentatre Tripel, tripel nello stile della Westmalle Tripel (g.a. 9,5%). Ha l’aroma blandamente fruttato, corpo consistente, gusto piuttosto pungente e amaro, retrolfatto evanescente e solo delicatamente amaro (g.a. 9,5%).

Max Blanche, originale witbier speziata con pepe rosa. Ha l’aroma fruttato e di cereali, gusto di frutta leggermente pungente, corpo medio, retrolfatto con brevi sfumature di amarore.

InBraNata, saison di colore dorato carico (g.a. 6,4%). Prodotta con il 30% di grano senatore Cappelli, presenta una ricca spuma cremosa e duratura, olfatto floreale ed erbaceo con tenui sentori di malto e di lieviti, corpo da medio a leggero, elegante gusto di malto impreziosito da note di frutta, corte suggestioni erbacee e amare nel retrolfatto.

Old Antonia, potente india pale ale di stampo americano (g.a. 10%). Ha colore dorato dai riflessi ramati, perlage sottile e stabile, aromi fruttati con sentori di agrumi e di luppolo, corpo consistente, gusto fresco e secco tendente all’amaro, retrolfatto lungo e amarognolo.

BdBi(g)BodyIbu, india pale ale aranciata d’ispirazione americana (g.a. 7,1%). Propone un elegante aroma di malto tostato, corpo di pregevole tessitura, succulento gusto di malto contrastato dalle note di erba e pepe del luppolo, finale caldo e avvolgente.

Perle ai Porci, oyster stout di colore nero impenetrabile (g.a. 5,2%); con aggiunta, durante la bollitura, di ostriche fresche intere, provenienti dalle coste della Bretagna. La spuma beige mostra finezza, cremosità, persistenza. All’olfatto, il caldo aroma di orzo tostato e le note minerali sono dovuti al guscio dell’ostrica. In bocca invece il mollusco regala, nel vivave corpo medio, un gusto morbido e pieno, intensamente amaro, con lungo finale tostato e sapido.

Birr jazz, pilsner dorata (g.a. 4,9%). La ricca spuma fine e resistente denota anche buona aderenza. L’aroma è fresco e pronunciato di luppolo. Nel corpo pieno i deboli sentori di malto si amalgamano bene con il luppolo acidulo. Il finale amaro introduce una discreta persistenza retrolfattiva secca e detergente.

Caos, saison di colore oro antico dai riflessi ramati (g.a. 10,9%). Ha per base la Duchessa, con aggiunta del mosto di malvasia della tenuta di Bibbiano. La schiuma, pressoché grossolana, si rivela anche scarsa ed evanescente. Al naso spirano fiochi sentori di legno, lievito, fruttati. Al palato il gusto che rievoca l’uva appare piuttosto aspro. Il finale astringente precorre un corto retrolfatto amarognolo.

Collaborazioni

My Antonia, specialità di bassa fermentazione, definita “imperial pilser”, realizzata in collaborazione con Sam Calagione della Dogfish Head Brewing Company, uno dei più noti birrai statunitensi (g.a. 7,5%). Di colore oro pallido, regala un intenso e fresco aroma di agrumi con delicati sentori floreali, corpo rotondo e sostenuto, gusto dal notevole equilibrio tra il mielato del malto e il pepato del luppolo, finale dal deciso taglio secco, lungo retrolfatto di un amaro erbaceo.

Tè, originale ale prodotta in collaborazione con il ristorante romano Il Sanlorenzo e aromatizzata con foglie di tè Shuj Hsien Lu (g.a. 4,1%). Ha una discreta spuma, candida e abbastanza durevole; naso complesso in cui, tra sentori erbacei, fruttati e floreali, si mette in evidenza l’aroma di tè; corpo esile; gusto piuttosto dolce che lascia però nel retrolfatto un buon amarognolo.

Hoppy Cat, black india pale ale color caffè con tonalità marrone (g.a. 5,8%); realizzata in collaborazione con Ken Fisher del birrificio Grateful Deaf (Oregon, USA). Ha spuma scarsa ed evanescente, aroma di luppolo con delicati sentori di tostatura, corpo morbido e snello, sapore ampiamente dominato dal malto torrefatto, persistente retrolfatto amaro dalle sensazioni resinose e luppolizzate.

Stim Bir, ale ambrata ispirata alla steam beer (g.a. 4,5%); disponibile solo alla spina. È prodotta in collaborazione ancora con l’americana Grateful Deaf Brewery. All’aroma di malto con sentori di frutta secca segue, nel corpo sfuggente, un gusto segnato da leggere note tostate. Il netto finale secco introduce un discreto retrolfatto di luppolo.

Dalla collaborazione invece con Opperbacco (vedi) è nata la 6sonIPA.

Conto terzi

Per il locale Taberna di Palestrina (RM).

TabernAle, extra special bitter ambrata: spuma omogenea e cremosa, aroma pieno di frutta secca, corpo medio, gusto definito di luppolo amaro con qualche sfumatura di fiori (g.a. 6%).

Per le Cantine Ceci, con lieviti di lambrusco.

Birra di Parma Oro, blonde ale di colore tendente all’arancio (g.a. 4,5%). Presenta un suggestivo cappello di spuma fine e cremosa; aroma di agrumi, lievito e frutta acerba. Nel corpo leggero invece si snoda liberamente un gradevole gusto di malto e di cereali che lascia in bocca una secca impressione di lievito.

Birra di Parma Bronzo, american amber ale di colore ambrato (g.a. 6,1%). Sentori di malto dolce, di luppolo resinato e di frutta matura improntano l’olfatto. Il corpo di pregevole tessitura asseconda un gusto, ancora di malto, che scorre ritmicamente sul fondo amaro di luppolo. Il finale sopraggiunge pulito e asciutto, introducendo un discreto retrolfatto pesantemente luppolizzato.

 

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Antonio Mennella
Info autore

Antonio Mennella

Sono nato il primo gennaio 1943 a Lauro (AV) e oggi risiedo a Livorno.
Laureato in giurisprudenza, sono stato Direttore Tributario delle Dogane di Fortezza, Livorno, Pisa, Prato.
 
La scrittura è sempre stata una delle mie passioni, che è sfociata in numerose pubblicazioni di vario genere, alcune specificatamente dedicate alla birra. Gli articoli riportati sul Giornale della Birra sono tratti da La birra nel mondo, in quattro volumi, edita da Meligrana.

Pubblicazioni: 
Confessioni di un figlio dell’uomo – romanzo – 1975
San Valentino – poemetto classico – 1975
Gea – romanzo – 1980
Il fratello del ministro – commedia – 1980
Don Fabrizio Gerbino – dramma – 1980
Umane inquietudini – poesie classiche e moderne – 1982
Gigi il Testone – romanzo per ragazzi – 1982
Il figlioccio – commedia – 1982
Memoriale di uno psicopatico sessuale – romanzo per adulti – 1983
La famiglia Limone, commedia – 1983
Gli anemoni di primavera – dramma – 1983
Giocatore d’azzardo – commedia – 1984
Fiordaliso – dramma – 1984
Dizionario di ortografia e pronunzia della lingua italiana – 1989
L’Italia oggi – pronunzia corretta dei Comuni italiani e nomi dei loro abitanti – 2012
Manuale di ortografia e pronunzia della lingua italiana – in due volumi – 2014
I termini tecnico-scientifici derivati da nomi propri – 2014
I nomi comuni derivati da nomi propri – 2015
 
Pubblicazioni dedicate alla BIRRA:
La birra, 2010
Guida alla birra, 2011
Conoscere la birra, 2013
Il mondo della birra, 2016
 
La birra nel mondo, Volume I, A-B – 2016
La birra nel mondo, Volume II, C-K -2018
La birra nel mondo, Volume III, L-Q – 2019
La birra nel mondo, Volume IV, R-Z – di prossima uscita
 
Ho collaborato, inoltre, a lungo con le riviste Degusta e Industrie delle Bevande sull’origine e la produzione della birra nel mondo.