Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 38/2017

23 settembre 2017

I Contrabbandieri di Birra: Capitolo 49

I Contrabbandieri di Birra: Capitolo 49


Beatrice e Giuseppe erano uno di fronte all’altro.

In piedi, in silenzio.

Una folata di vento sferzò i loro volti.

Le fronde si mossero sommessamente.

Fu come il gong che dava il via ad un incontro di boxe, un segnale quasi mandato dal cielo che interruppe quell’imbarazzante gioco di sguardi e di silenzi indagatori.

«Quindi… tu e lui…»

«Sì…»

«Da quanto tempo?»

«Cosa ti importa?»

«No, solo per sapere se…»

«Sospetti che io lo avessi già conosciuto mentre stavo con te?»

«No, figurati, io…»

«Sì! Lo conoscevo già!»

Giuseppe trasalì.

«E’ stato il mio Maestro alle scuole elementari. E no, non ti tradivo con lui!»

Il giovane trasse, quasi inconsciamente, un sospiro di sollievo.

«Ecco spiegata la complicità, nonostante la differenza di età…»

«Già…»

«Già… e vi amate?»

«Litighiamo spesso ma… sì, c’è molta complicità!»

«Ed avete dei…»

«Figli? No, no di certo!»

«Non ne vuoi?»

«Certo che sì!»

«Allora voi non…»

«Ovviamente sì, facciamo sesso!»

«Allora…»

«Non ti hanno spiegato che ci sono molti modi per evitare una gravidanza?»

«Sì ma… beh, tu sei stata la prima e l’ultima, per ora… in prigione non avevo molte compagnie femminili…»

«Eh, già… in prigione non ci sono donne nelle sezioni degli uomini…»

«Appunto! Quindi… niente pargoli…»

«Tu metteresti al mondo dei figli, quando sulla testa di tutti e due i genitori pende una condanna a morte? Siamo partigiani, che futuro potremmo dare ad un eventuale bambino? Quello di un reietto, di un fuggitivo? Ogni giorno rischiamo di morire, tutti e due… e poi, una volta morti? Chi si occuperebbe di lui o di lei? I fascisti? Sarebbe un cadavere prima che i nostri corpi diventino freddi!»

«Giusto, giusto… a proposito della…»

«Della prigione?»

«Già…»

«Immagino che tu voglia sapere se sono stato io a denunciarvi, dico bene?»

«Sì… beninteso, mio fratello ne è convinto ma io, invece…»

«Tuo fratello ha ragione!»

Giuseppe trasalì nuovamente, questa volta l’espressione del suo viso fu ancora più atroce.

Quindi era stata lei!

Lui, che nel suo cuore aveva sempre sperato che Pietro si fosse sbagliato a sentenziare, lui, che nel suo piccolo aveva sempre combattuto anche con la logica più razionale per allontanare quell’infame sospetto… ora era costernato.

Una pugnalata, ne era sicuro, gli avrebbe fatto meno male!

«Ma come? Ed ora sei…»

«Ero giovane, Giuseppe! Avevo paura! Immagina una ragazza che è stata rinnegata dai suoi genitori per via di una relazione travagliata, ci siamo conosciuti così, no?»

«Sì!»

«E di punto in bianco, la stessa ragazza scopre che l’uomo che ama è in realtà un delinquente, uno che traffica e che mette a rischio anche la sua vita! Sì, perché lo sai, che se ti avessero scoperto, magari arrestato mentre eri con me, solo Dio sa che cosa mi avrebbero fatto!»

«E non potevi lasciarmi e basta?»

«Tu mi hai spezzato il cuore! Il secondo uomo che ho amato nella mia vita mi ha tradito in modo anche peggiore rispetto al primo! Dovevo fargliela pagare!»

«Lo sai che cosa ho, che cosa abbiamo passato in galera, per questo tuo vittimismo? Lo sai? LO SAI?»

«NO! E NON LO POSSO NENCHE IMMAGINARE! E di questo ti chiedo scusa…»

«Sai cosa puoi farci con delle semplici scuse?»

«Nulla… nulla di ciò che è in mio potere potrà redimermi, lo so! Ma meritavi comunque una spiegazione!»

Giuseppe riprese il controllo di sé, per lo meno velatamente.

«E come… come ti sei unita ai partigiani? Cazzo, hai denunciato un contrabbandieree poi ti sei unita a degli assassini?»

«Non è così semplice…»

«Lui… è stato lui ad ammaliarti, dico bene?»

«Non voglio parlarne!»

«Dai, hai fatto trenta, fai trentuno, no? Dammi una stramaledettissima spiegazione sul perché io dovevo finire in galera e lui, un assassino, doveva finire tra le tue cosce!»

Lei gli assestò un ceffone poderosissimo!

«MI HANNO STUPRATA! PER DIO, QUEI CANI, FIGLI DI SCOFA DELLA CAMICE NERE MI HANNO VIOLENTATA! NON HO IDEA DI QUALE SANTO ABBIA GUIDATO LA MANO DI CHI MI HA SALVATA, MA GUARDA UN PO’, ERA PROPRIO LA SUA!»

Giuseppe si zittì.

«Io ti… ti chiedo…»

«No, non mi devi niente. Le tue scuse per la tua indelicatezza non servono… queste tu parole non sono nulla in confronto a quello che ti ho… che vi ho fatto! Quindi, se vi riesce, perdonate una stupida ragazzina, una giovane donna che non sapeva nulla di cosa fosse la vita! Ora sono cresciuta, sono maturata… ma non posso fare nulla per cancellar i miei errori. Quest’onta me la porterò con me nella tomba. Capisco che sia una magra consolazione, ma sappi che dopo quel fatto, non c’è stato giorno in cui non abbia pensato a voi due, al male che vi avevo fatto! Perdonami, Giuseppe!»

Il silenzio calò di nuovo tra i due.

Il giovane trasse un respiro profondo:

«E’ Pietro quello che ha sofferto di più! Se lui ti perdonerà, lo farò anche io!»

Disse lapidario, mentre le voltava le spalle ed andava a raggiungere suo fratello, le cui urla disperate continuavano a permeare l’area dell’accampamento.

Alessio Lilliu
Info autore

Alessio Lilliu

Sono nato a Cuneo, ridente capoluogo di provincia piemontese.
Ho sempre amato la Natura e, seguendo questo amore, ho frequentato l’Istituto Tecnico Agrario ed ho proseguito i miei studi conseguendo, nel 2012, la Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari a pieni voti.
Ho sempre adorato la cultura in ogni sua forma, ma ho sempre odiato gli stereotipi.
In particolare lo stereotipo che ho sempre rigettato è quello che riguarda la relazione tra “persone studiose” e “persone fisicamente poco attraenti”. Per ovviare a tale bruttissimo stereotipo all’età di 11 anni cominciai a praticare Judo e ad oggi sono cintura nera ed allenatore di questa disciplina marziale.

Dal 2010 gestisco un’attività commerciale, l’Edicola della Stazione Ferroviaria di Cuneo.
Ho ricoperto nel 2011 anche il ruolo di Vice-Responsabile della qualità all’ingresso in un macello del cuneese e, una volta terminato il mio percorso di studi, nel 2012 per l’appunto, ho deciso di rendere il settore alimentare parte ancor più integrante della mia vita. Creai la Kwattzero, azienda di cui sono socio e che si occupa di prodotti disidratati a freddo e di produzione di confetture ipocaloriche, ricavate tramite un processo brevettato di mia invenzione e di mia esclusiva proprietà. Obiettivo finale della ditta è quello di arrivare a produrre i propri prodotti con un consumo energetico pari a zero tramite l’installazione di fonti di energia rinnovabile, per esempio pannelli fotovoltaici.

Per quanto riguarda la mia passione per la scrittura, nacque in tenera età ed in particolare attorno ai sette anni, quando rubavo di nascosto la macchina da scrivere di mio padre, una vecchia Olivetti, per potermi sbizzarrire a sognare e fantasticare su terre lontane e fantastici eroi.

La mia passione per la scrittura venne ricompensata nel 2010 quando pubblicai il mio primo romanzo, “Le cronache dell’Ingaan”. La mia produzione letteraria prosegue a tutt’oggi con nuovi romanzi.

Dal 2012 sono Presidente di Tecno.Food, associazione che riunisce i Laureati e gli Studenti delle Scienze alimentari in seno all’Università degli Studi di Torino.

La nuova ed affascinante sfida che sto cominciando ad affrontare con enciclopediadellabirra.it mi permette di unire due mie grandi passioni: la scrittura e la birra!

Adoro sperimentare sempre nuove cose e nuovi gusti e questa è un’occasione davvero unica.