Numero 02/2020

8 Gennaio 2020

Il Ramingo

Il Ramingo

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La fauna umana dei frequentatori dei Pub è varia e a volte molto originale.
Giovani appassionati, ragazze “in tiro”, coppie di vecchietti spaesati che non sanno nemmeno cosa sia la birra artigianale, motociclisti rasta, palestrati pieni di tatuaggi, non più giovani con pantaloni all’ultima moda, hipster con la bici da corsa vintage incatenata al tavolo, professori d’università insieme ai loro studenti… insomma un bel catalogo.
C’è ne sono alcuni però un po’ particolari, forse in via d’estinzione.
Sono quelli seduti, un pò defilati, con almeno una decina di bicchieri vuoti di fronte, che mangiano costantemente patatine, arachidi e disdegnano l’angolo dell’aperitivo offerto dal locale perchè lo ritengono poco aristocratico.
Non il cliente abituale, ma il nomade che solitamente in una sera passa di Pub in Pub, rispettato e sempre ben accolto.
Io lo definirei il Ramingo, un fiero bevitore senza patria.
Ebbene ne conosco alcuni e a uno di loro ho chiesto di raccontarsi per farvi conoscere la sua “filosofia di vita da Pub”.

 

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Nome?
Col cavolo che mi presento, sarei un fesso preso per il c##o a vita e mi cancellerebbero dall’albo.
Io poi che vengo intervistato… è la cosa più lontana dall’utilità.

Età allora…
Ma dai… ho perso la carta d’identità l’altra sera quindi, non me la ricordo.

Ok niente presentazione, ma non schivare le domande.
Va bene, diciamo che sono, come hai introdotto, un cavaliere errante che al posto della spada brandisce un bicchiere. Un inguaribile romantico che brama la schiuma perchè sotto di lei si cela un tesoro tutto da scoprire.
Ti ho fatto venire sete vero?

Che ne pensi della definizione “Beer o Pub Crawl”?
Mi ricorda un film di diversi anni fa “La fine del mondo” che avrò visto solo io.
Penso che se si decide di farlo deve esserci almeno un motivo, un rito per rivedere vecchie amicizie ad esempio, un tour di ricordi.
Io quando esco vado a controllare che nei miei locali preferiti tutto proceda bene.
Bevo meglio quando vedo le persone felici, chi ti accoglie con un sorriso mi trasmette serenità ed è importante, una regola del Publican perfetto.

Entri nel Pub e sei affascinato dal bancone o preferisci accomodarti al tavolo?
Dipende… se sono in compagnia preferisco sedermi ad un tavolo, ma sempre uno d’angolo con le spalle al muro per essere pronto in caso scoppi una sparatoria.
Se sono solo ovviamente preferisco stare al banco, ma perchè mi affascina che possa succedere di conoscere un/una sconosciuto/a, chissà…

Com’è la tua serata classica da Ramingo della Birra Artigianale?
Uscito dal lavoro passo da Casa, “dove dormo”, per una ripulita e poi mi incammino verso la seconda Casa, quella dove andrò a fare l’aperitivo, poi alla terza dove cenerò, successivamente mi trasferisco nella quarta per chiacchiere con gli amici ed infine quella dove farò la bevuta della staffa prima d’andare a letto con la mia inseparabile cagnetta… lei fedele e sobria, io un po’ meno.
Approssimativamente il tempo di una decina di birre, ma non tutte le sere, la domenica riposo.

 

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A proposito di mode… la tua presenza quasi ovunque come viene vista?
Oddio… spero non venga proprio considerata. Non soffro l’anonimato, spesso lo desidero.
Non mi interessa come mi guardano o cosa pensano gli altri.
Non mi vanto di essere anticonformista perché sono un Drugo dentro.
Vado al pub anche in ciabatte e pigiama se ne ho voglia.
Mi porto da casa le noccioline se so di non trovarle o i cioccolatini se ho intenzione di bere birre importanti e farmi una coccola. (optional che non dovrebbero mai mancare in un pub che si rispetti)
Forse suscito sconcerto, ma anche invidia… nelle mie tante soste, con rispetto ed educazione, faccio quello che voglio e desidero libertà.

Intendi che spesso i locali sono frequentati anche da persone non libere?
Non dove c’è Birra Artigianale!
Chi intraprende la professione di artigiano birraio si arruola in un piccolo esercito di rivoluzionari. Lotta per la sua creatività e deve trasmetterla al consumatore.
Chi sceglie di consumare la Birra Artigianale beve un po’ di questo mondo e ne entra a far parte.
Bisognerebbe chiedergli se ne è consapevole però.
Poi per quanto riguarda le persone, dall’alto della mia esperienza pluridecennale di osservatore posso assicurarti che le tribù dei frequentatori dei Pub negli anni non sono cambiate.
Vestono solo diversamente, però oggi hanno la fortuna di poter bere e mangiare bene.

Profilo di un Ramingo errante?
Allora, ti rispondo in terza come una voce narrante…
“Un Ramingo deve almeno aver terminato la scuola dell’obbligo o aver raggiunto a fatica un diploma, grazie a grandi investimenti dei genitori in lezioni private.
Ritiene, spesso con ragione, di avere un’intelligenza superiore alla media ed è un eccellente tuttologo.
Può intrattenerti parlandoti di storia dei nativi americani, sull’utilità della cimice nel mondo, raccontarti tutto sull’ultima puntata de “Il contadino cerca moglie” o sulla vita di Kerouac.
Legge Alexandre Dumas, ma anche Dylan Dog.
Un suo Dogma assoluto è che il cannolo alla crema dell’ultima fila in basso leggermente bruciacchiato è più buono di tutti gli altri.
Dai ammettilo è un personaggio inequivocabilmente unico!”
Ah dimenticavo… spara un sacco di cazzate.

Quando vai in vacanza fai riposare il fegato o la sera vai a caccia di nuovi Pub?
Non mi piace il mare, il sole e la sabbia, ma nemmeno i sentieri di montagna e l’aria pulita perchè in entrambi i casi si rischia di sudare.
All’estero non mi rilasso perchè non capisco cosa mi dicono e le grosse città mi intimoriscono.
Una bella serie di visite guidate in birrifici in aperta campagna è la mia vacanza ideale.
Posso degustare birra tutto il giorno e la sera godermi un bel ristorante in dolce compagnia.
Un consiglio per gli appassionati… fate una vacanza percorrendo la nostra Via Emilia, scoprirete molti birrifici e tanta qualità.

 

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“Beer Hunter” o “Beer Drinker”?
Non vado a “caccia” di birre diverse, ci sono sere in cui voglio sperimentare, soddisfare la mia curiosità e ce ne sono altre in cui il mio palato pretende di bere sempre la stessa birra anche per 10 volte di fila.

“Bevo, bevo e son felice anche se poi v####o”, cosa pensi quando senti certi cori?
Te ne canto un’altra… “Bevo, bevo e son cogl###e perchè poi v####o”

Ti sei mai “innamorato” di una birra o un birrificio?
Ti servo sul piatto qualche nome: Tipopils del Birrificio Italiano, le birre Lervig di Mike Murphy e le Loverbeer storiche.
Ho escluso volutamente una birra di Birra del Borgo che mi piaceva molto… che peccato.

Niente birra industriale suppongo…
Ovviamente no, ma ammetto di aver investito in Moretti per più di 25 anni.
Ad un’azienda come quella non critico la scarsa qualità della birra prodotta ma il tentativo di spacciarsi per qualcos’altro e di ingannare il consumatore con prodotti crafty.

La tua città che cosa offre ad un bevitore seriale?
Non bevitore seriale, ma bevitore consapevole ed oggi ce ne sono sempre di più.
Forlì e dintorni offre tantissima scelta…
Ci sono quattro locali/Pub di birra artigianale in centro, tante spine, mentre poco distanti dalla città ne hanno aperti un paio interessanti e poi quelli nella vicina Cesena, insomma abbiamo l’imbarazzo della scelta.
Bisogna anche aggiungere che ormai tanti locali non specializzati offrono birra artigianale.
Un gran bel condominio birrario dove tutti i residenti si conoscono bene e vanno d’accordo.

Bere sempre con moderazione, ma se ti capita di esagerare…?
Se capita eccedo nei buoni sentimenti e sono molto sereno. Ho bisogno di infondere bontà, ringraziare i veri amici per quello che fanno, per quello che sono e per quello che rappresentano per me… poi il giorno dopo mi accorgo di aver dilapidato mezzo stipendio in bevute offerte, ma fa niente.

Per te i Festival della birra artigianale sono come per Pinocchio il paese dei balocchi?
Assolutamente no, troppo casino. Uno Zoo durante il quale i birrai sono quasi sempre costretti a sorridere fino alla paresi facciale.
Preferisco incontrarli e conoscerli davanti ad una birra rigorosamente non brassata da loro.

Domanda forse scontata… Andrew Volstead o Charles Bukowsky?
Chi? Aspetta fammi dare un’occhiata a Google…
Ora che ho scoperto che Andrew è il parlamentare americano fautore del Volstead Act che dichiarava illegali le bevande alcoliche, posso risponderti che non scelgo nessuno dei due.
Assolutamente NO quindi ad OGNI tipo di proibizionismo, ma non aprezzo neanche le filosofie estreme.
Voglio godermi appieno la vita in compagnia, ma anche in solitudine quindi scelgo Goethe:
“Una birra forte, un tabacco profumato e una donna, questo è il piacere.”

Dietro ad un Ramingo spesso si nasconde una persona sensibile e di profonda cultura.
Un amico spesso naif che ti prende in giro tutta la serata, ma che il giorno dopo è pronto ad aiutarti e sudare con te durante un trasloco.
Che ti vuole bene per quello che sei e con il quale puoi litigare finendo poi la stessa sera per brindare alla goccia.
E’ colui che ti ringrazia sempre per averlo fatto arrivare a casa e messo a letto.
E’ uno che magari non vedi da dieci anni, ma appena lo incontri sembra ieri l’ultima sera che avete giocato insieme una partita di calcetto.
Che ti guarda negli occhi ad un funerale senza dire una parola perchè vi siete già capiti.
E’ quello che ti stringe la mano e ti dice “Si vede che sei innamorato, è quella giusta vecchio”.

E’ stato proprio lui a dirmi che “Bere Birra è il dannato sostegno a questa vita”.

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Info autore

Piero Garoia

Sono nato nel lontano millenovecentosess… il secolo scorso, a Forlimpopoli, paese natale di Pellegrino Artusi padre della cucina italiana.
Appassionato di musica, cinema, grafica e amante della fotografia.
La passione per la Birra Artigianale nasce tra gli scaffali di una libreria sfogliando un piccolo manuale per fare la birra in casa.
I disastrosi tentativi di produrla mi hanno fatto capire che diventare homebrewer non era proprio la mia strada.
Ho scelto allora di gustare la birra con gli amici, tutti appassionati, “credenti” che artigianale sia significato di unicità e qualità.
Non sono un docente, nemmeno un esperto, ma ho un obiettivo, mantenere vivo un piccolo mondo romantico dove la cultura della birra sia sinonimo di valori, socializzazione e condivisione di esperienze.
Coltivo le mie conoscenze partecipando a eventi, degustazioni, incontri e collaboro con l’Unper100 un’associazione di homebrewer forlivesi.
Mi affascina il passato delle persone, ascoltare le loro storie e capire come vivono le loro passioni.
Gestisco anche un mio blog semiserio www.etilio.it e mi piace pensare che questo possa contribuire a “convertire” più persone possibili al pensiero che “artigianale è meglio”.
Ho ancora tanti sogni nel cassetto e altrettanta voglia di concretizzarli.
Far parte del “Giornale della Birra” cosa significa? Vuol dire avere l’opportunità di comunicare a molte più persone quello che penso e mi appassiona.