Settimanale divulgativo, tecnico e professionale dedicato alla birra italiana

Numero 16/2016

18 aprile 2016

BEer INSPIRED: la nuova beerfirm abruzzese, dai grandi progetti! – parte 1

BEer INSPIRED: la nuova beerfirm abruzzese, dai grandi progetti! – parte 1


 

Oggi vi porto alla scoperta di una giovane e piccola realtà abruzzese, una nuova beerfirm, ancora un po’ sconosciuta, ma dal progetto molto interessante. Infatti, oltre alla produzione di birre, i fondatori della beerfirm stanno sviluppando la coltivazione del luppolo e hanno altre idee in cantiere per il futuro.

Un progetto interessante quello della BEer INSPIRED: ho avuto l’opportunità di dialogare con Antonio Ferretti, che ha fatto da portavoce del team di lavoro.

 

Antonio, descrivici come si compone il vostro team ed il progetto della beerfirm.

Dopo anni di homebrewing e di coltivazione di luppolo, quattro amici decidono di produrre birra artigianale. Mediante supporto dei ragazzi del Beer Shop “God Save The Beer” di Roseto degli Abruzzi, attuali partner nel progetto imprenditoriale,  abbiamo deciso nel maggio del 2015 di mettere in produzione la nostra prima birra, l’ Apa O.U.T Citrus. Ed è nato così il BEer INSPIRED. Sviluppata nel comune di Atri, in provincia di Teramo, inizialmente come associazione, il BEer INSPIRED è contenitore ed incubatore di idee e progetti: dalla sperimentazione e produzione di birra artigianale, all’auto-coltivazione delle materie prime, in particolare il luppolo, fino alla promozione della cultura della birra artigianale in ogni forma possibile.

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Gruppo (1)

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Come è nata la vostra passione per la birra?  

Il nostro amore per la birra nasce dal crescente interesse per l’homebrewing. Partiti dal confronto tra le prime birre artigianali e le comuni birre industriali, una folgorazione ci ha conquistato. Iniziando dai classici kit è stata quasi immediata la necessità di produrre col metodo all-grain. Da quel momento il numero di prove tecniche e sperimentazioni è cresciuto parallelamente alla passione e alla continua ricerca sulle materie prime.  Siamo attratti da tutti gli aspetti del contesto della birra artigianale dalla ricerca e sviluppo al processo produttivo, dalla distribuzione alla vendita, dall’advertising al networking, dal confronto alla generazione di idee.

 

Quale il vostro percorso formativo per affrontare una “impresa” così articolata?

Il knowhow del team BEer INSPIRED è eterogeneo e complementare, le competenze si diramano nei settori di agraria, management e marketing, ingegneria ambientale e arti applicate.  Le nostre conoscenze acquisite in ambito brassicolo, cresciute parallelamente ai percorsi di studio e lavoro, sono da imputare essenzialmente al learning by studying, al learning by doing e perché no al learning by tasting.  Dagli anni di homebrewing, studiando la letteratura e frequentando corsi, fiere e degustazioni a tema, abbiamo avuto occasione di approfondire  i fondamenti e le tecniche della produzione di birra artigianale. Fondamentale è stato il contributo dei Festival dedicati, che di anno in anno ci hanno dato la possibilità di degustare ed analizzare birre di diverso gusto e stile e spesso non proprio facilmente reperibili. Durante gli sviluppi del BEer INSPIRED, abbiamo consolidato le competenze manageriali riguardanti la creazione e la gestione di impresa, grazie alla partecipazione a diverse business plan competition, tra le quali “AGRIstartup” promosso da Agriventure-Intesa San Paolo,  che ci hanno consentito  di vincere un corso di formazione sullo sviluppo di una Start-Up. E’ necessario, in una visione imprenditoriale, avere non solo la conoscenza del prodotto ma soprattutto quella del mercato e degli scenari economici in cui si opera, con un orientamento sempre attento e continuo nei confronti del driver dell’innovazione, che in futuro potrebbe assumere, nel settore, particolare rilevanza.

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Quale l’origine del nome e come avete scelto il logo?

L’origine del nome è un invito, un incitamento, “BE INSPIRED”: per alcuni quello di trovare e per altri quello di liberare l’ispirazione presente in ognuno di noi e far sì che questa possa essere trasformata in qualsiasi personale motivo o ragione di reale esistenza, in modo da poter raggiungere quanto di intensamente e profondamente si desidera. La spirale come elemento di crescita, continuità e di incessante movimento presenta 4 centri: 4 come gli elementi della birra (malto, luppolo, lievito e acqua ), 4 come il numero di amici che hanno dato avvio a tale esaltante percorso. L’avvio o la fine (dipende dall’assunzione di prospettiva ) di ognuno dei 4 centri di spirale è delineato da 4 punti con differenti colori, il giallo rappresentativo del malto, il verde per il luppolo, il rosso per il lievito, l’azzurro per l’acqua. Colori che delineano altresì le 4 peculiarità caratteriali e personali dei soci fondatori: il giallo rappresentativo di ottimismo e positività, il verde di perseveranza e di stabilità, il rosso di passione e di vitalità, l’azzurro di quiete e di tranquillità;  l’incontro e la commistione di queste peculiarità ha contribuito all’avvio del BEer INSPIRED.

 

Cosa ti soddisfa maggiormente nel tuo lavoro? Aspetti negativi?  

Come tutti i lavori artigianali, la produzione di birra rappresenta una forma di espressione delle proprie passioni. Come tale costituisce l’opportunità di poter condividere le proprie emozioni con gli altri: la soddisfazione di vedere spinare e bere la propria birra è ineguagliabile. Come tutte le forme d’arte, produrre birra richiede tempo, pazienza, sperimentazione continua oltre che un lucido senso di autocritica che possa guidare nelle scelte tanto produttive quanto strategiche. Il “lato negativo” dell’attesa viene completamente ripagato nel momento in cui il risultato si traduce nel miglioramento qualitativo del prodotto. Elementi  negativi, fortemente penalizzanti la produzione della birra artigianale in Italia, sono rappresentati dalla laboriosa e farraginosa burocrazia oltre che dalla eccessiva tassazione che penalizza e limita fortemente il settore. Procedure maggiormente semplificate e snelle potrebbero dare forte impulso a un settore dotato di notevole dinamicità e di elevato potenziale nel contesto nazionale.

 

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Progetti futuri in ambito birra?

Esplorare altri stili mediante la sperimentazione continua e l’ampliamento dell’offerta di birre rappresentano per il BEer INSPIRED un must to have. Aggiungeremo presto alla O.U.T. Citrus una Golden Ale a cui stiamo apportando gli ultimi ritocchi prima del trasferimento in impianto. Inoltre, sperimentazione e ricerca dedicata sono tra le nostre prerogative per lo sviluppo di birre prodotte con luppolo autoctono, valore aggiunto cui si cerca di ambire. Per noi la parola sogno è indubbiamente associata all’avvio di un Birrificio di proprietà, perfettamente integrato in un contesto produttivo che possa incorporare ed esplicitare in tutte le sue espressioni la multidisciplinarità, potendo quindi valorizzare l’agricoltura, l’economia, l’arte, la ristorazione e il turismo, generando un modello di sviluppo eco-sostenibile  e assumendo un ruolo  di promozione territoriale e sociale.

 

Infine, quale è la tua birra preferita, purchè che non sia la tua?

Sembrerà una scelta insolita, ma quello che mette d’accordo tutto il team è la 1000 IBU di Mikkeller, birra dal carattere estremo ma perfettamente bilanciata.

 

La seconda parte dell’intervista sarà pubblicata giovedì 21 aprile!

Christian Schiavetti
Info autore

Christian Schiavetti

Classe 1986, originario di Lecco, città che amo in tutto, dal suo lago alle sue magnifiche montagne.

Ho iniziato presto ad appassionarmi al mondo della birra, grazie ad un amico più grande, che mi regalava i primi sottobicchieri, e mi innamorai poi della collezione di birre del fratello. Iniziai poi io stesso a collezionarle. Oggi ne conto circa 1000 – 1100, oltre a bicchieri e altro.

Un’osteria in paese e le prime birre belghe, Kasteel, Kwack, Delirium, Chouffe, le prime trappiste , la Gouden Draak e le prime Baladin, fu amore. Presa la patente, la mia “ scuola” è stata l’Abbazia di Caprino Bergamasco del grande Michele Galati.

I primi viaggi ho iniziato a farli nel 2010, in Belgio per una settimana e li mi innamorai del Lambic; non ho più smesso di viaggiare: Belgio, Franconia, Baviera, Austria, Irlanda, Francia del nord e ovviamente Italia.

Navigo e leggo spesso sul web riguardo questo mondo, dal 2011 faccio birra in casa. Dopo i kit, grazie a un corso MOBI e a due giorni con Pietro del Carrobiolo, sono passato a all grain con buoni risultati.

Come detto, amo viaggiare appena posso e la birra non manca mai, da singoli eventi a locali famosi, dai piccoli birrifici a ben più lunghi beer tour che mi auto-programmo.

Amo le birre luppolate, e quelle parecchio alcoliche, che spesso dimentico in cantina per anni.

Da gennaio 2015 è nato quasi per gioco il mio blog, BIRREBEVUTE365 , supportato dalla mia pagina facebook, dove scrivo singole recensioni di birra, oltre ai miei viaggi e alle partecipazioni a fiere ed sagre, oltre ad un calendario eventi sempre aggiornato.

In futuro vorrei, visto che tra gli amici c’e già chi lavora in questo campo, poter fare della birra un lavoro dalla beer firm al birrificio, o un beer shop, o perchè no scrivere e viaggiare per la birra!!

Potete visitare anche il mio blog: www.birrebevute365.blogspot.it